++Corbetta: la Farnesina chiede di far luce sulla morte di Raphael Tunesi

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Il resort di Tunesi

 

CORBETTA MESSICO – Il Ministero degli Esteri reagisce alla terribile notizia della morte dell’ex cittadino corbettese Raphael Tunesi.

 La Farnesina, in stretto raccordo con l’ambasciata d’Italia a Città del Messico, sta seguendo attentamente il caso e ha chiesto che sia fatta luce sull’accaduto. Tunesi, che viveva in Chiapas, insieme alla moglie possedeva il lussuoso hotel Quinta Chanabnal, vicino al sito archeologico di Palenque, che ricrea un complesso Maya. L’imprenditore era infatti un esperto di cultura Maya e autore di alcuni libri sul tema. Le indagini sono in corso. Secondo quanto riferito dai media locali il movente dell’omicidio potrebbe essere il mancato pagamento del pizzo. In diversi stati del Messico, gli attacchi alle imprese si sono moltiplicati in quella che le autorità pensano potrebbe essere una rappresaglia per il rifiuto di pagare le estorsioni richieste dalla criminalità organizzata.

Una delle piste riguarda la verifica di possibili richieste di tangenti o di un qualche progetto estorsivo, anche se persone vicine alla vittima, come il professor Antonio Aimi, che ha incontrato due settimane faTunesi nel suo recente viaggio a Milano, hanno detto all’ANSA di averlo visto “sereno e tranquillo”, e “molto impegnato negli studi della cultura e dell’arte maya”. Nato a Monaco nel maggio 1979 da madre tedesca e padre italiano, Tunesi ha trascorso la fanciullezza e l’adolescenza a Corbetta, dove ha manifestato una grande passione per l’archeologia, visitando in compagnia del padre la Tunisia e l’Egitto. Durante gli studi universitari, invece, è emerso l’interesse per la cultura precolombiana, che lo ha portato a trasferirsi in Messico dove ha conosciuto la moglie Elizabeth Gomes e dove ha avviato la sua attività alberghiera, costruendo il Boutique Hotel Quinta Chanabnal integrato da otto suites in stile maya, e considerato il più bello e lussuoso di Palenque. Il professor Aimi ha anche sottolineato che Tunesi “aveva una straordinaria predisposizione per le lingue” e da autodidatta aveva imparato a leggere le epigrafi maya, e a parlare anche il dialetto Cho’l come fosse la sua lingua madre. Grazie alle sue conoscenze, era molto stimato dalla comunità italo-messicana e aveva partecipato a molte iniziative organizzate dall’ambasciata d’Italia a Città del Messico. Un anno fa, nell’aprile 2021 aveva partecipato al forum “Messico-Italia 500 anni di dialogo culturale” organizzato dal ministero della Cultura, sulle relazioni tra l’Italia e il Messico dalla conquista ad oggi. Nel 2014, infine aveva scritto insieme al professor Aimi il volume ‘L’arte Maya’ per Giunti editore.

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