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Contro la violenza sulle donne: “Marcella” riempie il Lirico

MAGENTA – «Un manichino che simboleggia la donna. E’ vestita di giornali, quei giornali che ci parlano di violenza così spesso, quei giornali che ci devono sensibilizzare sul tema della violenza per poterla, un giorno, definitivamente debellare. Il nastro rosso che imprigiona la donna può essere tagliato dalle forbici che tutti noi, in realtà, abbiamo, presenti metaforicamente sul vestito».

15202533_10211201659781790_4111004095090280395_nmarcellafoto 1La giornata al teatro Lirico, dedicata alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne si è conclusa così (*in attesa della replica di questa sera). Con la presentazione di questa “staffetta” molto speciale creata dalle studentesse della classe 4 A liceo artistico dell’Istituto Einaudi – le autrici sono Petra Mereghetti e Camilla Mantovani – e con l’ideale passaggio del testimone tra l’Assessora magentina Marzia Bastianello e la collega abbiatense Mari Temporiti. Questo a sottolineare anche l’importante lavoro di rete che le due amministrazioni locali stanno conducendo sul tema della violenza di genere. In precedenza, davanti ad un Lirico gremito di studenti delle classi superiori è stato portato in scena lo spettacolo «Marcella».

Ospite d’onore la siciliana Maria Andaloro di Posto Occupato un progetto di “denuncia, riscatto ed emancipazione sociale” al quale l’Amministrazione con l’Assessora Bastianello ha aderito fin dai mesi scorsi.

E’ stata la compagnia sarda dei Barbariciridicoli di Ottana (Nuoro) ad interpretare questo  spettacolo dai tratti fortemente autobiografici.  E’ stata questa, però, anche l’occasione per presentare, soprattutto, alle nuove generazioni la ‘rete territoriale’ molto sviluppata che Magenta ha saputo mettere in campo per contrastare il fenomeno della violenza di genere.

A questo proposito, il Comandante della Polizia Locale Monica Porta ha ricordato il lavoro del nucleo antiviolenza della Polizia Locale all’interno del Patto per la Sicurezza urbana: «In poco più di un anno e mezzo  si sono rivolte a 130 donne, ben 92 di queste sono italiane».  Un’attività assai delicata, fortemente multidisciplinare così come l’approccio che deve essere utilizzato. «Non è facile il lavoro di persuasione – ha detto la Porta – ma se la donna non denuncia noi possiamo fare poco o niente. Anche se in alcuni casi, com’è quello di violenza assistita da minori, allora, si procede d’ufficio e non a querela di parte».

La Comandante magentina ha altresì messo in evidenza l’esigenza di un lavoro di squadra altamente qualificato«Perché se la denuncia non viene impostata in un certo modo si rischia anche la beffa».  Ma se l’attività di questo nucleo ad hoc è di recente costituzione, è già da diversi anni (2002) che a Magenta “Telefono Donna”  ha messo radici. Consulenza legale, psicologica, anche solo un supporto morale. Un’attività preziosa a tutto campo che s’interfaccia costantemente con quella del Consultorio decanale e con quello dell’ASL di viale Lombardia (oggi ATS) che partecipa, a sua volta, ad una rete molto più ampia quale è quella del Ticino Olona. Sempre nel contesto locale è stato presentato, infine, il ventennale impegno di Lule associazione che si batte contro il fenomeno della prostituzione. «Ragazzi non siete il nostro futuro, siete il nostro presente. La violenza è un problema culturale, fate tesoro di tutto quello che abbiamo ascoltato oggi, tenetevelo stretto ma allo stesso tempo sprigionatelo e diffondetelo!». Queste le parole in chiosa di Maria Andaloro ad una mattina certamente importante per la città di Magenta.

F.V.

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