Consiglio, Magenta e il bilancio: botta e risposta Gelli Salvaggio

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    MAGENTA  –  Come ampiamente prevedibile il pezzo forte della serata di Consiglio comunale di martedì sera è stata l’approvazione del rendiconto di gestione per l’esercizio 2017. Il tema di fondo, nella dialettica che anima la vita politica magentina  di questi mesi, è stato sempre quello: “i conti lasciati dalla precedente amministrazione sono così malfermi oppure no?”.

    E’ qui che il Vice Sindaco con la delega al Bilancio Simone Gelli ha colto l’occasione per fare alcuni distinguo: “Non ho mai detto che fossimo in default, tuttavia, c’erano situazioni di criticità preoccupanti. Basti pensare che avevamo fatture da 500 o 600 euro che il Comune non riusciva a pagare. Una cosa comunque grave poichè molti fornitori sono di Magenta e questo significa mandare in difficoltà la microeconomia locale”. Ma per Gelli c’erano anche altri indicatori da tenere in considerazione: “Mi riferisco ad un trend sempre in pericolosa crescita per quel che concerne la morosità sui servizi a domanda individuale. Per non parlare delle alienazioni comunali: non si poteva fare un piano con 3 milioni di euro in conto capitale e poi incassarne la metà….E’ un gioco che non poteva funzionare, tanto che poi ad un certo punto avete detto che la festa era finita…”. 

     

     

     

     

     

     

     

     

    Ciò detto, anche il Vice sindaco ha riconosciuto correttamente che l’ultimo quinquennio è stato a dir poco devastante per la finanza locale con tagli continui da parte del governo centrale. Chiara Calati, sindaco di Magenta, ha rispedito al mittente le accuse del capogruppo ‘dem’ Enzo Salvaggio relative ad un certo immobilismo a livello di piano strade: “Da una nostra prima ricognizione risulta che sarebbero da rifare praticamente 3/4 delle vie cittadine. In quest’elenco è compresa naturalmente anche la via Turati che è tra le principali arterie di Magenta”.

    Quanto alle arere strategiche (Saffa e Novaceta), il Sindaco ha confermato la volontà di prendersi tutto il tempo necessario: “In effetti, stiamo arrivando un po’ lunghi. Ma non escludiamo una Variante al PGT. In ogni caso, in Urbanistica andiamo coi piedi di piombo, tanto è vero che nelle entrate abbiamo messo quanto siamo sicuri di mettere in cassa dai Piani Attuativi, poi se ne dovessero partire altri, tanto meglio”.  La pietra dello scandalo però è stata la questione Penati. Qui il Primo cittadino ha ripetuto testualmente: “Il Comune non è fermo. Tanto che abbiamo chiuso la convenzione per l’area Penati con il passaggio in Giunta e la rotonda per l’immissione sull’ex Statale 11 che vi sarà realizzata, certamente, farà più bene a Magenta che a Corbetta”.

    Parole che non sono piaciute affatto al capogruppo Salvaggio: “Questa sera abbiamo un nuovo elemento politico: questa amministrazione si assume la responsabilità politica di un progetto che non porta alcun vantaggio al commercio magentino. Qui non c’è un solo centesimo di ricaduta sull’economia locale, con i soli ritorni che sono per la vicina Corbetta. Nella vicenda OBI – ha ravvisato Salvaggio – l‘allora Amministrazione Del Gobbo, si comportò in tutt’altra materia, benchè il colore politico sia il medesimo di quelli che oggi governano la città”.

    F.V.

     

     

    Il vice sindaco e assessore al bilancio Simone Gelli, sopra il capogruppo dei ‘dem’ Enzo Salvaggio

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