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Come affrontare il letargo delle piante grasse

Anche se queste giornate ci stanno regalando temperature primaverili, dobbiamo rassegnarci al fatto che siamo in autunno e che ben presto arriverà la stagione invernale. È necessario quindi cercare delle soluzioni in previsione di questo per fare in modo che le nostre piante rimangano protette dalle basse temperature. Questa volta voglio parlarvi di come proteggere le piante grasse dato che è un argomento al quale mi sto appassionando.
Innanzitutto bisogna fare una grande distinzione tra le piante grasse che vivono nelle zone montane e che riescono a resistere al freddo (come l’ Euphorbia e l’Agave) e quelle tipiche dei climi tropicali e desertici che necessitano di temperature decisamente più alte per sopravvivere (come per esempio la Sansevieria che mal sopporta temperature inferiori ai 15°C) ; le prime possono passare l’inverno anche in giardino ma le seconde dovranno essere riparate in serra, se si ha a disposizione, o in casa.
È importantissimo per queste piante consentire a loro un adeguato riposo vegetativo che va da fine settembre fino a marzo, in modo che riescano ad immagazzinare le energie per la fioritura nella stagione primaverile.
La cura delle piante grasse è molto semplice, ma per consentire a loro un buon riposo vegetativo dobbiamo mettere in pratica alcuni piccoli accorgimenti:
– Le piante sensibili alle basse temperature devono essere ritirate dal giardino con il terreno già asciutto, significa che al tatto la terra non deve rimanere attaccata alle nostre dita, quindi, se cosi non fosse, è bene rinvasare con della nuova terra e aggiungere uno strato drenante di argilla espansa oppure possiamo usare la sabbia della lettiera del gatto. In questo modo il terreno non tratterrà umidità e ci sarà un rischio minore di attacchi fungini.
– È necessario porre le piante in un luogo fresco e areato perché richiedono un determinato periodo di freddo (vernalizzazione) per far si che avvenga la fioritura. Le piante grasse devono accumulare sufficientemente freddo per poi indurre a fiore. Stanze come il bagno e la cucina non sono tra le più indicate perché nel primo rischiamo di avere troppa umidità e nella seconda troppo calore. Il luogo ideale è la camera da letto oppure, per chi vive in condominio, il pianerottolo. Attenzione però alle correnti d’aria troppo fredde e agli sbalzi di temperatura.
– Dobbiamo assicurare la giusta quantità di luce. Le piante grasse sono soggette a fotoperiodo quindi durante il periodo di riposo dobbiamo assicurare una quantità di luce che interrompa il ciclo vegetativo e che non le induca a fiorire, ma che, allo stesso tempo, sia sufficiente per far si che avvenga la fotosintesi.
– È assolutamente vietato annaffiare anche se il terreno ci sembra secco. Infatti queste piante in natura vivono in ambienti dove il clima è siccitoso e le piogge sono scarsissime, e noi dobbiamo essere in grado di riprodurre in casa nostra le stesse condizioni del loro habitat naturale. Troppa acqua porterebbe in primo luogo ad una ripresa vegetativa che noi invece vogliamo interrompere, e in secondo luogo comporterebbe ad un aumento di malattie fungine.
– Prima del loro “letargo” è opportuno trattarle con sostanze antifungine, infatti i loro tessuti carnosi (soprattutto nelle succulente) sono facilmente penetrabili dai funghi. L’uso di prodotti fitosanitari a base di rame rappresenta un’ottima soluzione. Il rame blocca lo sviluppo delle spore fungine, inoltre è leggermente fitotossico per cui la pianta per difendersi produce più cuticola e si irrobustisce. Di solito basta sciogliere 2 g di polvere di rame in un litro d’acqua e nebulizzare la soluzione sulle piante. È consigliabile aggiungere alla soluzione 2 g di sapone perché le foglie sono ricoperte da una cera che è idrorepellente e il sapone aiuta a far aderire meglio il rame sulla
superficie fogliare aumentando la tensione superficiale. Evitare gli oli bianchi che scioglierebbero le cere protettive. Un altro parassita che potrebbe dare problemi in particolare a quelle specie che producono fiori è la Botrytis cinerea comunemente chiamata muffa grigia. Essendo un fungo saprofita si nutre di sostanza organica in decomposizione come i petali dei fiori che cadono a terra, per combatterla basta semplicemente rimuovere tutto ciò che potrebbe rappresentare un substrato nutritivo per il fungo. Infine, un altro ostacolo può essere rappresentato dalla cocciniglia. Se l’infestazione è modesta possiamo rimuoverla dalle foglie utilizzando un coton fioc imbevuto d’alcol, se invece l’infestazione è più consistente si possono utilizzare prodotti commerciali specifici.
Spero che questi consigli possano esservi d’aiuto!

Anna Schiorlin

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