CNA Lombardia: – 70% di ricavi per bar e ristoranti. In crisi anche i fotografi

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    MILANO – Cna Lombardia calcola che con le restrizioni del nuovo Dpcm i fatturati di bar, pub, ristoranti, ma anche di tutta la filiera dei fornitori, caleranno del 70%. “Un Paese deve sapere ciò che si può permettere di fare. Se non ci sono le risorse per supportare le imprese in modo adeguato, bisogna permettere alle imprese di operare nel rigoroso rispetto delle regole igienico-sanitarie e di distanziamento”, sottolinea il presidente Marco Valsecchi.

    “Al Governo chiediamo poche cose essenziali: rivedere la scelta di far chiudere alle 18 salvaguardando almeno lo spazio temporale per una cena (un compromesso potrebbe essere una chiusura alle 22), irrobustire l’entità dei ristori, intervenire in modo selettivo ma intenso sulla riduzione / azzeramento delle imposte, incrementare i controlli contro gli assembramenti per non scaricare il danno economico su operatori che hanno già investito molto nel rispetto delle Linee Guida approntate dal Governo”.

    Anche la fotografia versa in uno stato di crisi. “La nostra categoria non è formalmente inclusa tra quelle direttamente interessate dalle restrizioni del Dpcm. Tuttavia sono già costretti ad abbassare la saracinesca i fotografi attivi nei centri commerciali che, come noto, nei weekend sono chiusi”, spiega Andreas Ikonomu, portavoce regionale dei fotografi di Cna Lombardia. “Ci è reso impossibile lavorare nei fatti: convention e fiere sono ferme dal primo lockdown del 9 marzo, mentre la mancanza di eventi pubblici e sportivi, feste private e la sostanziale riduzione delle cerimonie pubbliche ci lasciano letteralmente senza lavoro”.

     

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