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‘Ciclone’ Limonov torna a Milano: ‘Usa nazione malvagia, dopo Putin io vedo Peskov’

 

 

MILANO – Abbiamo conosciuto lo scrittore russo Eduard Limonov nella sede di Terra Insubre, un anno e mezzo fa. Abbiamo letto la sua splendida biografia edita da Adelphi e scritta da Emmanuel Carrère. E ieri Limonov è tornato a Milano. Sentite cos’ha detto.. Il consueto, incontenibile ciclone.

 “Gli Usa sono il Paese più malvagio e hanno questa vocazione a dire a tutti gli altri Paesi che cosa devono fare, come per esempio nel caso della Corea del Nord o del Venezuela. Tutto il pianeta rientra nella sfera dei loro interessi. In realtà hanno paura della guerra”. Lo ha detto lo scrittore e dissidente russo Eduard Limonov durante la presentazione del suo libro ‘Il boia’ a Milano, a chi gli chiedeva cosa ne pensasse degli Stati Uniti e del presidente americano Donald Trump. “Trump – ha sottolineato Limonov – ha questa faccia che sembra un hamburger. Mi hanno chiesto cosa penso dell’America e questo è quello che penso”. Quindi ha aggiunto: “Vi ricordate la tensione con la Corea del Nord? Nonostante inviarono una portaerei tutto motore, poi Trump si è presentato come una specie di pacificatore. Possiamo parlarne all’infinito” di questa storia.
      “Negli Stati Uniti – ha concluso lo scrittore – ci sono due milioni di carcerati e ogni giorno vengono effettuate esecuzioni capitali. Ma che cosa pretendete? Svegliatevi e guardate il mondo con occhi normali. Ci hanno resi schiavi con Hollywood e con il dollaro. Questa è la mia risposta a cosa penso dell’America, penso molto male”.
“Putin è un’autorità e ci stiamo preoccupando della sua successione e di come avverrà. Una persona molto influente, il signor Valentin Iumachev, che è il marito della figlia di Eltsin, dice che Putin non si ripresenterà alle elezioni. Ma non so chi sarà il suo successore. Alcuni dicono che potrebbe essere Medvedev, che è già stato presidente. Io seguo con interesse Peskov, che era un addetto stampa di Putin e adesso viene definito come un politico a livello statale”. Lo ha detto lo scrittore russo Eduard Limonov durante la presentazione del suo libro ‘Il boia’ a Milano, rispondendo a chi gli chiedeva quale pensa che sarà il successore di Vladimir Putin.
      “Non c’è giorno che Peskov non prenda posizione sia su temi di politica interna che estera in modo tranquillo e chiaro – ha spiegato Limonov, riferendosi al portavoce del Cremlino – Penso che Putin lo veda come un aiuto, che gli tolga un po’ il peso del suo lavoro.
Ritengo inoltre che Peskov sia una persona di fiducia di Putin perché quando il governo prende delle misure, ad esempio per disastri naturali, è Peskov che va e parla e sulla base di questo penso sia ben quotato” come successore di Putin. Tuttavia, fa notare ancora lo scrittore, “non capisco questa ossessione per Putin, come se tutta la politica in Russia fosse Putin”.
      “In Russia – spiega – ci sono 30 centri che esercitano il potere.
Putin è in qualche modo un frontman, che li rappresenta e sul palco dice sempre la solita solfa in modo monotono. Ma non c’è solo Putin.
In realtà molti funzionari e persone di potere tendono ad andare verso Putin perché è stato eletto ed è legittimato nella sua posizione”.
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