Ciclismo che passione: la storia delle due ruote ‘passa’ da Robecco

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    ROBECCO – “Ciclismo che passione”. È questo il titolo della mostra con cui la comunità di Robecco sul Naviglio intende celebrare la storia locale dello sport delle due ruote. Un grande evento che è stato inserito nel programma delle manifestazioni della 106ª edizione della Fiera di San Majolo e in quelle collaterali per la 18ª Tappa Abbiategrasso – Piano Nevoso del Giro d’Italia (25 maggio 2018).

    La mostra è stata allestita nella Biblioteca comunale, presso Palazzo Archinto, a ridosso del Naviglio Grande. Alla presenza di autorità civili e religiose, sarà inaugurata venerdì 27 aprile 2018 alle ore 18.30 e resterà aperta fino al 27 maggio 2018 osservando i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle ore 15.00 alle 18.00; domenica e festivi dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00; il 1° maggio 2018 dalle ore 9.00 alle 18.00.

    Ticino Notizie ha voluto sostenere l’evento diventandone media partner: pubblicheremo da oggi diversi articoli di approfondimento. Cominciamo col pubblicare una foto splendida, che sarà esposta: risale a oltre mezzo secolo fa, e ritrae il campionissimo Fausto Coppi ad un passaggio di gara. Nella foto s’intravede anche un giovane che applaude, con indosso un cappello bianco: si tratta di Antonio Noè, classe 1936, il papà di Andrea e Paolo Noè. E sin da allora un grande appassionato di ciclismo.. 

    A questa foto dal grande impatto emotivo dedichiamo uno straordinario passaggio di Gianni Brebra, il più grande giornalista sportivo della storia italiana.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    “Ora, per comprendere Coppi, bisogna assolutamente invertire i rapporti funzionali della bicicletta nei confronti dell’uomo. In fondo, la bicicletta altro non è che una povera bonaria concessione alla nostra ansia di andare. Dunque uno strumento. Non avesse avuto i gusti estetici che sappiamo, amando perconseguenza il cavallo come il miglior modello dopo l’uomo, forse Leonardo avrebbe concepito l’idea della bicicletta dopo aver inventato il differenziale. La costruirono invece, utile, ma certo antiestetico complemento della loro natura comune, uomini che il genio non innalzava. E rimase poi sempre com’era, nel suo concetto fondamentale: un aiuto alle nostre povere gambe negate al moto veloce. Uno strumento suppletivo. Sinché non venne allo sport Fausto Coppi“. (Gianni Brera)

     

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