Chiara Calati: “Il prossimo passo, l’ingresso di Magenta nel Consorzio dei Comuni dei Navigli”

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    MAGENTA – La collaborazione territoriale rispetto alle iniziative per il 500 esimo anniversario della morte di Leonardo è soltanto il primo tassello di un progetto più organico, che il Sindaco Calati ha definito con un po’ di voluta enfasi “epocale”. Già perchè sicuramente per certi versi storica sarà l’annunciata adesione del Comune di Magenta al Consorzio dei Comuni dei Navigli. A nostra precisa domani, infatti, il primo cittadino ha fatto intendere che se per la parte di igiene ambientale evidentemente Magenta ha altri percorsi – essendo il socio di maggioranza di ASM – sul fronte della promozione turistica e territoriale, questa adesione sia nelle ‘cose’. 

     

    Anche se l’idea è  di andare oltre il Consorzio per la costituzione di quel Distretto più volte ribadita questa mattina. Da ormai consumati cronisti locali, sarà da almeno vent’anni che sentiamo parlare di ‘governance’ territoriale, ect.  Però, stavolta i diversi interlocutori in campo si dicono fiduciosi. L’auspicio è che ce la facciano davvero.  A patto, ha fatto notare Ferrè, che si superino talune storture del passato. “Per esempio – ha osservato il Presidente del Consorzio dei Comuni dei Navigli – sulla navigazione non c’è mai stato un discorso di prospettiva. Dal 2006 ad oggi abbiamo perso tredici anni preziosi. Perché andando avanti con bandi sull’assegnazione della navigazione turistica di uno/due anni chi può pensare a fare degli investimenti seri? Ora si deve cambiare registro”.

    L’altro nodo del succitato progetto in ogni caso saranno i fondi. Già, perché il Sindaco Calati ha parlato di fondi regionali da chiedere per le iniziative leonardesche. Ma sarà ancora possibile, oppure siamo fuori tempo massimo? Il primo cittadino non pare demordere affatto. Si dice ottimista. “Ci sono progetti di ANCI portati avanti addirittura a livello comunitario, senza dimenticare altre strade (Fondazione Cariplo e Fondazione Ticino Olona ndr), sono serena”.

    Quel che è certo in chiosa  – citando l’intervento di Alberto Marini, vice direttore del settimanale abbiatense La Libertà e oggi intervenuto in rappresentanza del Parco del Ticino –  è che una sfida del genere si vince puntando sulla qualità.

    Perchè con il volontariato, pur con tutto il rispetto, se si vuole arrivare a certi livelli di strada se ne fa poca. Questo a scanso di equivoci, deve essere chiaro.

    F.V.

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