C’era una volta la provincia e il gelato…. nei nostri sempre piu’ paesi fantasma

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Nel deserto urbano che sono diventate le province e specialmente i piccoli borghi senza ferrovia un lampo di speranza non si vede e il prospetto di un vero e proprio nulla avanza come nella Storia Infinita ….

 

 


Quella delle promesse e miracoli elettorali di candidati che girano i mercati rionali , feste , sagre , processioni e luogo provinciali tutti in profonda crisi e rischio chiusura …

La campagna sempre più secca rispecchia perfettamente la sete di potere di quella per Roma e non fa sconti a nessuno …

Nelle province il gioco più diffuso è del chi spende di più accusando chi spende di meno o per nulla …le mani di legno con portafoglio chiuso …

Le piccole realtà sono più a misura d’uomo ?? beh forse non più ormai hanno tutti i difetti della città senza i pregi e tutte le grande di vita curiosa e spiona …in un vortice di ripetizione quasi snervante…….

I luoghi di ritrovo sono sempre meno e gli appuntamenti classici sopportati a peso d’asino stanno via via perdendosi in un turbine di stanchezza ….

 

Le attività commerciali dovrebbero essere aiutate o quantomeno tassate in base alla collocazione visto che in molte realtà piccole svolgono un ruolo sociale non indifferente …

Una spremuta in molte realtà è una chimera od oasi nel deserto perché nessuno la chiede e nessuno la vuole e le arance hanno scadenza …

Anni indietro ridevamo di quando il Tg1 faceva vedere immagini del meridione dove la gente era seduta al bar senza consumare e pascolava tutto il giorno aspettando di andare a casa a fare giro intorno al tavolo … Ora anche in molte realtà del settentrione il bar è il luogo dove scaldarsi (forse) d’inverno e rinfrescarsi d’estate …

Un giorno un uomo seduto al bar si è recato alla fontanella vicina a bere …per poi riaccomodarsi alle sedie del bar …commentando che nessuno consumava …

Il rispetto degli altri si vede anche da certi gesti come prendere il gelato in gelateria per poi sedersi al bar di fronte a gustarselo per poi prendere un’acqua da trenta centesimi ….il gelato fa venire sete …


Certi bar potrebbero addirittura chiedere un incentivo ai comuni per il ruolo di assistenza fatta ai poveri diavoli …..perché se al manicomio certi si credono Napoleone …al bar molti sono ancora peggio sapendo tutto loro …

Credo che i nostri politici che passano in visite vescovili per elargire tre pasticcini e 4 pizzette e una valanga di palle di Natale elettorale dovrebbero pensare a rimedi per dare impulso ai commerci locali non solo a parole o slogan a bocca larga e storta …ma concretamente.

Il nulla assoluto lo si vede nei week -end specialmente invernali ma pure estivi non si scherza tanto che se ti senti male forse ti ritrovano il giorno dopo. Molti parlano di radici altri di integrazioni ma in queste povere province non c’e’ nè uno nè l’altro e negli ultimi 30 anni non si è fatto nulla solo costruzioni di mecche del commercio …e i centri di molti paesi deserti e spettrali …

Forse anche il popolo è opportunista vedendo centri piccoli centri come luoghi di proprio potere e spinta per andare in alto …o poderi da mostrare per farsi belli …

In un turbine di miseria e nobiltà dove forse la nobiltà non è mai esistita ma sempre ostentata e in modo classista proposta che ha lasciato una miseria umana del non rispetto

Come mangiare gelato seduto al bar di un altro …sbeffeggiando ad ogni leccata il valore del servizio …in una situazione dove uno dei due chiuderà o forse tutti e due …rimanendo in piedi …a guardare il nulla che passa …

Sperando sempre nel fresco effimero delle votazioni per cambiare un nulla che ormai è legge ….voluta non solo dai politici ma pure dai cittadini dotti e illustri che vogliono determinare la caduta del borgo …..

 

A cura di Massimo Moletti

 

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