Centri islamici illegali: via libera alla mozione in Consiglio regionale

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    MILANO – Via libera alla mozione sui centri islamici illegali in Lombardia presentata dai Consiglieri regionali della Lega Andrea Monti e Massimiliano Bastoni. Il documento, che nella sua versione finale ha recepito anche alcune proposte emendative avanzate da Maria Rozza del PD, da Fabio Altitonante di Forza Italia e dall’Assessore al Territorio Pietro Foroni, è stato votato per parti separate.
    Con 68 voti a favore, 1 contrario e 1 astenuto, via libera ai punti che chiedono alla Giunta regionale di proseguire nel censimento dei centri culturali islamici presenti sul territorio regionale; di creare un registro ufficiale, anche su base volontaria, degli Imam che animano tali associazioni; di valutare l’inserimento nel Regolamento Edilizio Tipo della prescrizione all’installazione di telecamere all’esterno di tali strutture; di adoperarsi perché i luoghi di preghiera e di culto mantengano standard decorosi e rispettosi delle norme vigenti e perchè tali centri siano accessibili anche a visitatori non musulmani; di fare in modo che da parte dei rappresentanti delle comunità islamiche venga assicurata la massima trasparenza nella gestione e documentazione dei finanziamenti ricevuti.

    Approvata infine con 55 voti a favore e 18 contrari (il Partito Democratico aveva annunciato su questo punto voto contrario) anche la richiesta, frutto di un emendamento di Fabio Altitonante di Forza Italia, di prevedere una norma regionale che non consenta la sanatoria di centri culturali abusivi all’interno dei PGT comunali.  “Molti di questi centri vivono nella più totale illegalità, creando tra l’altro problemi di convivenza e disagi sociali ai cittadini. Per questo abbiamo chiesto anche l’avvio di un percorso che porti all’elaborazione di una procedura di controllo di ciò che viene insegnato in questi centri: c’è un rischio appurato di avvicinamento di talune associazioni alle frange estreme come i salafiti e la Fratellanza Musulmana”  hanno evidenziato nei loro interventi Monti e Bastoni.
    Respinta con voto segreto con 33 contrari, 28 a favore e 11 astenuti la mozione presentata sullo stesso tema da Silvia Sardone (Gruppo Misto), che chiedeva tra l’altro di attivare Comuni, Prefetti e Questori affinchè si adoperassero per una rapida chiusura dei centri islamici illegali.

     

     

     

     

     

     

     

    Sull’argomento si è sviluppata in Aula una lunga discussione che ha visto numerosi interventi e prese di posizione, che, pur con differenti sfumature, hanno evidenziato unanime condivisione sulla necessità di intervenire con decisione e tempestività per garantire maggiori controlli e trasparenza, insieme a una maggiore sicurezza dei cittadini e delle comunità locali.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Riccardo De Corato, assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale di Regione Lombardia, commenta la mozione sui centri culturali islamici approvata oggi in Consiglio regionale.“Condividiamo la necessita’ di disporre una mappatura dei centri culturali islamici presenti in Lombardia e di quelli illegali e, dal punto di vista della sicurezza, – ha dichiarato l’assessore
    – di un intervento presso Comuni, prefetti e questori, con la richiesta di fornire dati aggiornati sui centri esistenti e di attivarsi per la rapida chiusura dei centri illegali, nel rispetto delle competenze nell’ambito dell’ordine
    pubblico”.”Di moschee illegali Milano e’ piena – ha aggiunto De Corato -. Il centro islamico di viale
    Jenner viene usato abusivamente come luogo di culto ed e’ stato frequentato da persone come gli attentatori di Madrid, l’ex imam terrorista Abu Imad, espulso dal nostro Paese per le sue prediche che istigavano al terrorismo, Abu Omar, condannato con l’accusa di associazione per delinquere con finalita’ di terrorismo internazionale, e Mohammed Game, il libico che si e’ fatto esplodere con due chili di nitrato addosso davanti all’ingresso della Caserma Santa Barbara nel 2009″.
    “Altro esempio – ha proseguito – e’ lo stabile in via Fa’a di Bruno, spesso oggetto di denunce da parte dei residenti esasperati le cui richieste sono state accolte dal Tar lo scorso 15 giugno che ha disposto lo smantellamento del sottoscala-moschea abusiva”. De Corato ha fatto inoltre riferimento anche all’edificio in via
    Maderna e a quello di via Cosenza, “dove sono stati esposti cartelli che indicavano la presenza di una moschea, chiaramente poi risultata completamente abusiva”. “Dunque, mentre i servizi segreti dicono che il pericolo di terrorismo in Italia e’ concreto, a Milano le moschee abusive proliferano – ha concluso -. La legge
    regionale sui luoghi di culto e’ puntuale, ma poi compete a Comuni e Prefettura chiudere le moschee abusive”.

     

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