Punto di Vista

C’è chi l’amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione, la Bersagliera, invece, lo faceva per passione”

BUSTO ARSIZIO – ‘La Bersagliera’ era una denominazione in uso a certe osterie nella prima metà del Novecento, ma a Busto Arsizio aveva preso tale nome una prestatrice d’opera cha esercitava lungo il ciglio di Via Gabardi, a ridosso di una vasta macchia boschiva.
Lo ha scritto sapientemente e con gran gusto Vincenzo Coronetti su ‘La Prealpina’ di venerdì 20 febbraio (riuscendo a catturare l’attenzione di tanti lettori che ce lo hanno segnalato) sottolineando come la Bersagliera
“avesse esercitato il mestiere per alcuni decenni, con perseveranza, con comprensiva ‘pascienza’ per i clienti più anziani, con una professionalità esemplare a dispetto dei suoi detrattori e del diffuso moralismo di una città di provincia. Era uscita di scena in un giorno di fine estate del 2008, mentre era ‘a bottega’ spirata sul pezzo, con indomita dedizione”.
Proprio per i meriti acquisiti durante lo stato di servizio, in questi giorni, in Via Gabardi, è comparso un cartello con la scritta ‘La Bersagliera’, un sussurro sulla strada che ha visto le sue onorate fatiche, con l’invito a ricordare (con la denominazione della Via) il nome di colei che è diventata un mito ed è rimasta nella memoria popolare più di tanti politici. Perchè – come diceva il grande Faber – “c’è chi l’amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione, la Bersagliera, invece, lo faceva per passione”:

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