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Cava di Casorezzo: parola al Comitato Salviamo il Paesaggio

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del gruppo Salviamo il Paesaggio

CASOREZZO – In occasione della 10^ Giornata per la custodia del Creato, nell’anno in cui sembra che solo la Chiesa
Cattolica si occupi di ambiente e della sua difesa, pensiamo che sia giusto riaccendere i fari sulla locale
vicenda della cava-discarica di Busto Garolfo- Casorezzo.
Se sembra ormai tramontata la proposta di riempire di amianto le cave tra Busto Garolfo e Casorezzo,
Solter srl continua a perseguire l’obiettivo di realizzare un cospicuo guadagno attraverso il riempimento
della cava con i rifiuti.
Come preannunciato chiaramente e apertamente dai rappresentanti della Ditta durante la conferenza dei
servizi istruttoria per il precedente progetto rigettato “…cambieremo le dimensioni della discarica e, se non
bastasse, cambieremo i codici CER…”, il giorno 16.6.2015 Solter srl ha presentato una nuova Istanza di
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e contestuale richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale
(AIA), per un progetto di gestione produttiva dell’ATEg11 e recupero ambientale di parte dell’ATE
mediante rifiuti non pericolosi non putrescibili. La procedura e’ stata avviata il 26/06/2015 , il termine
previsto per la presentazione di osservazioni è il 25.8.2015; il giorno 14.7.2015 il procedimento è stato
interrotto con richiesta di integrazioni che sono state prodotte dal Proponente (Solter srl) il 4.8.2015. ….E
la storia prosegue…. Siamo in attesa della convocazione della conferenza dei servizi.
Il nuovo progetto prevede :
1) lo sfruttamento di un’area dell’ATEg11 già scavata , pari a 64.870 mq, per 10 metri di profondità, con
messa a dimora di Rifiuti Speciali Non Pericolosi non putrescibili ed il successivo recupero fuori terra. Il
volume netto totale destinato al conferimento dei rifiuti è di 456.800 mc. , i codici CER richiesti sono 151. Il
progetto prevede inoltre la costruzione di un’area pari a 1.850mq per le opere ‘di servizio’ accessorie
all’attività principale. Le fasi operative del riempimento avverranno in 4 lotti successivi, per la durata di 5
anni;
2) l’escavazione di tutte le aree residue dell’ATE pari a 219.636mq, con una movimentazione di
1.859.000mc di terre (netto mercantile = 1.696.707), da effettuarsi in 4 fasi, per un periodo previsto di 14
anni (sino al 2029);
3) le opere di post chiusura della discarica, previste in 30 anni;
4) la creazione, su tutto l’ambito dell’ATEg11 (comprese le attuali aree interessate da attività di discarica,
di lavorazione dei materiali, di spagliamento dei limi) di un parco naturalistico, aree di rimboschimento,
aree di recupero ad attività agricola, opere edilizie e viabilistiche (sede del Parco del Roccolo, nuova strada
di collegamento, piste ciclabili), da attuarsi contestualmente alle attività di scavo e discarica nell’arco di
circa 20 anni. (Masterplan)

Il Comitato Salviamo il Paesaggio Casorezzo ha inviato le proprie osservazioni alle Autorità competenti
per il procedimento di VIA/AIA sottolineando di essere assolutamente contrario al progetto di gestione
produttiva (scavo) nel suo insieme perché se il progetto in esame prevede la movimentazione di
1.859.000mc di terra sulle aree residue e il Piano Cave Provinciale per il decennio 2006-2016 concedeva di
scavarne 2.140.000 mc, significa che negli ultimi 9 anni sono stati scavati al massimo 280.000mc. In effetti,
la storia autorizzativa dell’ATE depone per un maggiore interesse della Proprietà per i conferimenti di rifiuti
nella discarica autorizzata rispetto alle attività di escavazione dell’ambito che, al contrario, paiono utilizzate
per un mero scopo dilatorio rispetto ai piani cave provinciali. Quindi chiediamo che vengano mantenuti
inderogabilmente i tempi di concessione in scadenza nel 2016.
Allo stesso modo, i piani di ripristino (mai formalizzati in un vero piano d’ambito) sono stati costantemente
promessi, modificati, disattesi, inattuati. Anche per questo progetto, non compare un reale piano di
ripristino delle aree destinate all’escavazione, ma un fantasmagorico Masterplan in cui termini come
“paesaggio agrario produttivo” “trasformazione sostenibile” “paesaggio agrario rinnovato” “agricoltura
multifunzionale” vengono utilizzati in premessa per giustificare la devastazione di una terra che verrà
depredata di risorse naturali, infarcita di rifiuti, imbevuta di limi e odorata di biogas.
Se ‘prevenire è meglio
che curare’ , la popolazione di questo territorio preferisce fruire oggi della bellezza del paesaggio agricolo
naturale di pianura piuttosto che tra 20 anni di un posticcio parco giochi ecologico adagiato su un mare di
schifezze sterili e maleodoranti.
La lunghissima vicenda dell’ATEg11 , tuttora in pieno svolgimento, è emblematica anche per l’opacità che
avvolge e permea l’attività industriale. In questa storia ci si imbatte in almeno 20 società, quasi
esclusivamente a responsabilità limitata e con capitali sociali ridicoli, che si palleggiano, incorporano,
usano , la ‘peppatencia’ Cave di Casorezzo srl per effettuare operazioni di svariati milioni di euro. Le stesse
aziende compaiono in altre vicende analoghe, più o meno limpide, in Lombardia. Solter srl è solo l’ultima di
queste : costituita l’11.11.2009 con un capitale sociale di ben 11.000,00 euro (!!?!) da VIBECO srl, costituita
a sua volta il 19.9.2005 (Bruno Bella è presidente del CdA), con sede a Paderno Dugnano. Nel marzo 2010
Solter srl subentra a La Solarese srl nella gestione del complesso IPPC in Saronno (VA) via Grieg 87 ,
impianto e azienda (La Solarese srl) implicati nell’inchiesta ‘REWIND’ del 2008-2009, derivata dalla
precedente ‘Operazione Grisù’ del 2005. Il 18/9/2012 acquista il ramo d’azienda ‘Cave di Casorezzo srl’ da
Inerti Ecoter SGA srl e il 16.10.2012 voltura l’autorizzazione n. 197/2010 per la gestione della discarica.
Nell’atto notarile di compravendita del ramo d’azienda tra Ecoter e Solter vengono dettagliatamente
elencati i relativi cespiti (immobili, attività, autorizzazioni, debiti, contratti attivi) e tra questi compare una
scrittura privata tra Inerti Ecoter srl e Vibeco srl del 16/4/2010, ma non la Convenzione stipulata tra Cave di
Casorezzo srl e gli Enti territoriali nel 2002 in cui all’art.10 comma 2 , Cave di Casorezzo Srl è obbligata a
‘trasferire gli obblighi del presente protocollo di intesa ai successori o aventi causa’.
Questo significa che le dichiarazioni piratesche del Sig. Bella non hanno fondamento e lo invitiamo a
riversare la sua arroganza su Renzo Pravettoni che gli ha venduto il ‘pacco’ .
Rispetto all’affidabilità dell’Azienda, alle Autorità Competenti abbiamo anche ricordato che il Promotore
dell’istanza in oggetto (Solter Srl ) è sottoposto a procedimento di Diffida da parte di Città Metropolitana
(atti Prot. N.97751 del 16/4/2015) e di ARPA (n. 83881 – Atti 9.11/2012/1520 del 31.03.2015).
Questo territorio martoriato non può più sopportare altri oltraggi ambientali, i suoi abitanti hanno
diritto alla propria salute e al proprio benessere costantemente messi a repentaglio dagli interessi di pochi
‘predoni’. Siamo comunque fiduciosi nella professionalità e sensibilità degli Uffici preposti alla valutazione
del nuovo progetto, che certamente sapranno dare una risposta corretta a tutela degli interessi dei
cittadini residenti.

In occasione della 10^ Giornata per la custodia del Creato auguriamoci davvero che gli uomini “abitino la
terra custodendone la bellezza e la vivibilità contro le tante forme di sfruttamento rapace ed insostenibile,
contro le diverse forme di illegalità ambientale”.

Comitato Salviamo il Paesaggio Casorezzo
Referente Giuliana Cislaghi

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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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