Castano Primo: monossido di carbonio avvelena la casa, due ragazzi in pericolo salvati dall’equipaggio della Croce Azzurra Buscate

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CASTANO PRIMO Quando i due soccorritori della Croce Azzurra di Buscate sono entrati nell’appartamento di via San Fedele a Castano Primo l’ambiente era ormai saturo di monossido di carbonio. E la ragazza e il ragazzo all’interno erano in serio pericolo di vita. Ma, per fortuna, ieri sera la storia che avrebbe potuto avere un epilogo tragico, ha avuto invece un lieto fine. Tutto è cominciato con una telefonata al numero unico per le emergenze da parte del ragazzo di 25 anni.

Lamentava un fortissimo mal di testa che non sapeva come curare. Una cefalea che sembrava andare sempre peggiorando. L’equipaggio della Croce Azzurra di turno composto da Luca Boldorini e Aldo Iona raggiunge l’appartamento popolare di Castano Primo. Entrano nell’abitazione e, improvvisamente, il rilevatore di monossido che hanno applicato sullo zaino fa scattare l’allarme. Indicava un valore di 50ppm che non lasciava spazio a dubbi sulla presenza in quell’ambiente del monossido di carbonio, gas inodore, incolore e altamente tossico. I due soccorritori evacuano immediatamente il locale. Allertano i vigili del fuoco giunti sul posto per le operazioni di bonifica e trasferiscono il ragazzo e la ragazza all’ospedale di Legnano in codice giallo. Lui è stato successivamente dirottato verso la camera iperbarica a Milano, lei di 23 anni era asintomatica.

Ma le condizioni di entrambi erano destinate a peggiorare rapidamente se fossero rimasti in casa. Sono intervenuti nel frattempo anche i carabinieri della locale stazione, oltre ad una squadra di vigili del fuoco dal distaccamento volontario di Inveruno. Da chiarire il punto dal quale è fuoriuscito il monossido. Non si esclude che tutto sia partito da una stufetta a gas per il riscaldamento dell’acqua che evidentemente aveva dei problemi. Ma, naturalmente, dovranno essere svolti degli accurati accertamenti anche nei prossimi giorni per chiarirlo.

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