Caso Formigoni/2: i commenti di Maurizio Lupi, Alessandro Colucci e Raffaele Cattaneo

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    MILANO – Oltre a Luca Del Gobbo anche altri esponenti politici di primo piano hanno espresso la vicinanza a Roberto Formigoni dopo la sentenza di secondo grado al Tribunale di Milano emessa ieri.

    “Non è questa condanna ciò su cui si può basare il giudizio sull’operato di Roberto Formigoni in Regione Lombardia.
    Maurizio Lupi e Alessandro Colucci, deputati di Noi con l’Italia, esprimono così, in una nota congiunta, la loro solidarietà all’ex presidente di Regione Lombardia, dopo che la corte d’ Appello di Milano ha aggravato la pena a 7 anni e 6 mesi (in primo grado erano stati comminati 6 anni) per l’ex governatore lombardo imputato di corruzione nel processo sul caso San Raffaele Maugeri, “la nostra totale solidarietà a Roberto Formigoni, della cui innocenza eravamo e siamo ancora convinti. Confidiamo ora nella Corte di Cassazione, fino al cui pronunciamento non si può parlare di giustizia. Ma non può essere questa condanna, e non lo sarà, il giudizio su vent’anni di amministrazione della Regione più all’avanguardia in Europa, per la sua sanità, per i suoi servizi, per l’innovazione, per la formazione, per la capacità di creare lavoro, per il welfare sussidiario, per i conti in ordine, per il miglior rapporto tra numero di dipendenti ed efficienza della pubblica amministrazione”. “Formigoni corrotto dal lusso – continua la nota – è un’offesa alla sua intelligenza umana e politica, alla sua grande competenza amministrativa, alla capacità di fare squadra, di mettere insieme le persone a lavorare per obiettivi comuni. C’è un’eredità politica di costruzione positiva che non può e non deve essere dimenticata. I lombardi lo sanno. Siamo vicini a Roberto in questo momento difficile che, da lottatore qual è, troverà la forza di superare”.

    In un intervento appassionato ed emotivamente coinvolgente, anche l’attuale assessore regionale Raffaele Cattaneo ha espresso la sua convinzione sull’innocenza di Formigoni.

    “Roberto Formigoni è stato condannato a 7 anni e mezzo nel processo d’appello per il caso Maugeri. La sentenza d’appello gli ha inflitto il massimo della pena possibile per corruzione, aggravando la condanna di I grado. Il massimo della pena nonostante sia caduta l’accusa di associazione a delinquere e non sia stata riscontrata l’evidenza di una mazzetta. La condanna infatti si basa sul beneficio di utilità quali viaggi, vacanze, ospitalità su yacht ecc. E sul presupposto che delibere regionali (che certo Formigoni non può aver fatto ed approvato da solo) fossero orientate esclusivamente ad ottenere quei benefici. È un po’ difficile da comprendere e lascia senza parole.
    Roberto Formigoni è una delle persone più importanti nel mio percorso politico e anche personale. È un uomo da cui ho imparato molto, che stimo e che gode, ancor di più oggi, della mia considerazione e della mia amicizia. Dunque ammetto di essere di parte. Ma non in forza di un un pregiudizio, bensì di una esperienza.
    Sto rivendicando l’amicizia e la stima per un politico condannato per corruzione e al grado più grave? Si, semplicemente perché il Roberto Formigoni che ho conosciuto io non è un corrotto.
    Mi rendo conto che questa affermazione oggi è assolutamente controcorrente e non può che caricarmi di strali e contumelie se non di peggio… non scrivo queste cose per incoscienza. Al contrario le scrivo proprio in forza di una coscienza che si fonda su anni di esperienza personale.
    Alla comodità di una posizione opportunistica e di convenienza personale (tipo “attento, chi te lo fa fare, stai zitto che ti conviene.. non cercarti guai”) preferisco raccontare quello che ho visto e personalmente vissuto. Anche questo l’ho visto fare tante volte da Formigoni e un po’ l’ho imparato da lui.
    Roberto Formigoni non è un corrotto perché gli sono stato vicino per anni, ho visto come lavorava, che cosa aveva a cuore, la passione che ci metteva, l’impegno senza risparmiarsi, la tensione continua a costruire, insieme alla sua squadra, soluzioni utili al bene comune e al benessere di tutti. Persino le cazziate che ho ricevuto per ciò che non era all’altezza delle sue aspettative me lo confermano!
    Un corrotto non desidera costruire il bene comune, ma solo il proprio interesse personale. Ama il disimpegno, la vita comoda, non si danna l’anima per cercare di governare nel modo migliore una regione di dieci milioni di abitanti. Non si spende dalla mattina presto a notte per metter in piedi un sistema sanitario, formativo, di welfare, di infrastrutture, in grado di competere con le regioni più avanzate del mondo e soprattutto di trasformare un’idea culturale e valoriale come la sussidiarietà in un modello di governo funzionale ed efficiente, anche in termini di costi. Un modello di governo che in gran parte resiste ancora oggi in Lombardia e continua a produrre frutti positivi per tutti i lombardi. Una sanità all’avanguardia che consente a tutti di accedere a carico del sistema sanitario regionale a ospedali e strutture pubbliche e private; una rete di servizi sociali, basati sull’idea di welfare community, per gli anziani, i minori, i disabili, le dipendenze, i drop out, insomma i più fragili e gli ultimi che le altre regioni ci invidiano e che è stato studiato in tutto il mondo; un sistema formativo con soluzioni innovative come il modello di accreditamento e il sistema dotale, il buono scuola, ecc. Politiche per il lavoro e per le imprese aperte alla collaborazione tra pubblico e privato che hanno portato a risultati formidabili nel sostegno a chi cerca lavoro, alle nostre piccole e medie imprese, agli artigiani, ai commercianti, agli agricoltori. Un modello di innovazione persino nel campo delle infrastrutture che ha permesso alla Lombardia di dotarsi di opere stradali e autostradali (Paullese, SS38 Valtellina, terze e quarte corsie su A4, A8, A9, Tem, Brebemi, Pedemontana, ecc), ferroviarie (dall’alta velocità al raddoppio delle linee per Lecco, Bergamo, Pavia, all’incremento di oltre il 50% dei treni/km, ai collegamenti a Malpensa) aeroportuali, intermodali.
    Per fortuna le opere di Formigoni sono sopravvissute a questo tentativo di distruzione, persino di damnatio memorie e sono lì, visibili a tutti, per coloro che vogliono vedere.
    So bene che tanti non apprezzeranno questa mia difesa. Ma è semplicemente il racconto di ciò che ho vissuto e a cui ho partecipato di persona. Formigoni non è un santo asceta: amava il bello, il lusso e le belle vacanze. Forse in questo avrà persino ecceduto. Come ho sempre pensato eccedesse in certe sue scelte estetiche nel vestire… Ma non è mai stato un uomo avido, attaccato al denaro, insensibile alle sue responsabilità e preoccupato solo di sè. Insomma non è mai stato un corrotto. Anzi ha sempre cercato di rendere concreta la sua vocazione cristiana in un campo difficile come quello della politica. Sbagliando certo, ma con una tensione al bene mai doma.
    Per queste ragioni sono profondamente dispiaciuto dell’esito della sentenza odierna, che certamente speravo diversa, e del giudizio che inevitabilmente ne deriverà nell’opinione pubblica sulla sua persona e sul suo lavoro di politico e di amministratore. 
    Proprio per questo però non voglio che manchi anche pubblicamente il racconto e il giudizio di chi come me ha avuto la fortuna di conoscerlo e di stargli vicino. L’evidenza di questa esperienza è per me più forte, con tutto il rispetto dovuto, di qualunque giudizio emerso in un tribunale. Coraggio Roberto: il tempo è galantuomo e la verità alla lunga vince sempre!”.

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