Cara sinistra, inverti la rotta.. Di Moreno Guigli

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    La recondita consapevolezza che anche questa volta sarebbe stata uguale, che anche questa volta le promesse fatte avrebbero avuto la stessa credibilità di quelle pronunciate da coloro che lo hanno preceduto, hanno fatto si che la sorpresa e lo stupore si creassero intorno alla figura e all’operato dei primi 15 giorni al governo di Matteo Salvini. Eppure nessuno può recriminare rispetto a ciò che è stato fatto dal neo Ministro Dell’interno, che ora si, ricopre un incarico istituzionale, ma che già da leader del carroccio, in quella che è stata la campagna elettorale della“liberazione dai governi tecnici” lo aveva visto impegnarsi in una lotta contro quelli da lui ritenuti i “Cancri” della nostra cara Italia. Immigrazione e flat tax in primis.

    Lo sgomento creato in buona parte dell’opposizione, ora risuona come una chitarra stonata, oserei dire anche fuori tempo. Esattamente, è proprio il tempo che è sbagliato. Le critiche mosse nei confronti del leader leghista ricordano il rumore delle unghie che scivolano sulle pareti nel vano tentativo di non piombare in quel baratro che la sinistra stessa sembra essersi creata da sola.

    Forse, il buon Matteo è stato preso un può troppo alla leggera, complice il suo stile prosaico e la
    sua inseparabile felpa, in contrasto ai cliché ormai adottati da un’ aulica rappresentanza di
    sinistroidi,a prima vista non più così tanto proletari, ora più che mai dediti ed interessi a difendere i diritti dei cosiddetti “deboli”, senza averne probabilmente mai sfiorato uno neppure con lo sguardo.

    Il loro saggio pontificare, accompagnato da una innumerevole serie di offese ed accuse nei
    confronti di coloro che hanno un’ opinione diversa, risuona in modo stonato, dai loro lussuosi attici siti nelle migliori zone della città. Oggi li chiamiamo buonisti e Radical Chic.
    Ebbene si, quello che invece voi chiamate il partito dell’ignoranza , oggi sembrerebbe avere avuto la meglio sul vostro snobismo, sulla vostra cultura e preparazione politica, e lo si capisce dalla reazione della gente comune, quella che affolla tutti i giorni le strade, quella che è obbligata a convivere con i problemi legati all’immigrazione, quella, che tutti i giorni si trova a combattere contro le stesse istituzioni che invece dovrebbero tutelarla. Forse è proprio questo che vi siete scordati: da che parte stare. L’approvazione ed il consenso popolare lo si ottiene appoggiandola la classe popolare, non combattendola agevolando i poteri forti, le banche e quegli stati che credono che la grandezza del loro pil li autorizzi a comandare anche fuori dai loro confini geografici. E’ necessaria quindi da parte della sinistra una netta inversione di rotta, una presa di coscienza che farebbe riaffermare in Italia un’opposizione degna di chiamarsi tale.Tutti ne abbiamo un assoluto bisogno.

    Moreno Guigli

    (qui a dx con a fianco suo padre, il leggendario Luca Guigli, inventore di Colorauto 2)

     

     

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