Canegrate: Don Marcello Barlassina fa il suo ingresso nella nuova parrocchia di Santa Maria Assunta

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CANEGRATE Emozionato e non poteva essere diversamente. Don Marcello Barlassina ha fatto il suo ingresso nella sua nuova parrocchia di Santa Maria Assunta a Canegrate. E alla comunità ha riservato alcuni pensieri in libertà ma improntati all’affetto e alla voglia di condividere un’esperienza pastorale al massimo grado.

“Sono contento di venire a Canegrate- esordisce in una lettera ai fedeli – e tantissimo, ho accettato la destinazione a scatola chiusa, senza prendere informazioni e neanche vedere il posto, mi piace il rischio e in questi giorni sono stato premiato dalla vostra accoglienza, non potete immaginare quanto sia stato di incoraggiamento il primo incontro con i preti, compreso don Gino, e le suore, disponibilii, capaci di dialogo e di ascolto, pronti a venire incontri a chi, come me, muove i primi passi in una realtà sconosciuta”.

Il suo percorso pastorale, dice, sarà animato da un desiderio preciso: “la parola di Dio e l’Eucaristia- prosegue- e da qui partire per alimentare rapporti fraterni di carità, non siamo amici ma fratelli e sorelle sì, gli amici si scelgono ma i fratelli e le sorelle no, ci sono dati, ecco perché non è sempre facile camminare insieme ma nessuna paura”. Insomma, potranno magari sorgere difficoltà sul cammino ma se a fare da stella polare sarà, dice, “l’ascolto della parola di Dio”, la comunione d’intenti e di spirito sarà realtà.

 

“A tutti noi – prosegue – e in modo particolare al prete stanno a cuore i ragazzi e i giovani, educare significa tirare fuori il meglio di loro, loro hanno già tutto per essere felici e già dalla nascita sono arricchiti di qualità e talenti, occasioni e opportunità che se i genitori e gli educatori sanno riconoscere e valorizzare,  il gioco è fatto”. Il concetto è insomma chiaro: la parrocchia è di tutti e nessuno si senta escluso, anzi, si coinvolga con tutto se stesso per il suo bene e per quello della comunità.  Don Marcello tributa un ringraziamento a don Nicola “sempre parlante”, a suor Beatriz arrivata da poco e suor Gisella “per il lavoro educativo che svolgono senza risparmio”. E con loro è pronto a collaborare a tutta forza.

Cristiano Comelli

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