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Calati e le fasce tricolori per Liliana Segre: “No alle passerelle, sì alla lotta concreta all’antisemitismo”

La risposta piccata del Sindaco di Magenta ai "Dem"

MAGENTA –  “Un’assenza che pesa come un macigno, un silenzio assordante, quello del nostro primo cittadino, se pensiamo all’impegno di alcuni coraggiosi Magentini al tempo delle persecuzioni razziali: chi infatti non conosce la vicenda della famiglia Molho, che sfuggì alle deportazioni solo grazie all’eroismo e alla generosità dei nostri concittadini Angelo, Maria e Dina Cerioli, Caterina Vaiani, Antonio Garbini e Battista Magna? Oggi i loro nomi figurano tra i Giusti tra le Nazioni, accanto a quello di monsignor Bertoglio, a cui devono la vita oltre 60 donne e uomini ebrei, da lui nascosti nel Pontificio Seminario Lombardo, in una Roma occupata dai nazisti.
Quando si presta servizio nelle istituzioni, quando si rappresenta un’intera città, l’impegno per la memoria, la difesa di valori come libertà e rispetto della dignità umana, su cui si fonda la nostra democrazia, non sono una scelta personale, ma un dovere collettivo”.

Con queste parole  – alle quali hanno fatto seguito quelle non meno dure ma in sostanza di eguale significato  dell’ex Sindaco Giuliana Labria –  Eleonora Preti, esponente locale dei ‘Dem’, ha duramente rampognato il Sindaco Chiara Calati che ieri non era tra le fasce tricolori presenti in piazza del Duomo a Milano per esprimere vicinanza alla Senatrice Liliana Segre.

 

Ma la Calati non ci sta e passa al contrattacco:  “Abbiamo sempre organizzato un programma di eventi intenso per il Mese della Memoria, in collaborazione con le Associazioni e con la famiglia Mohlo – si difende il Primo cittadino che di recente è passato con la lista del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana – il nostro lavoro su questo fronte non si  ferma, tanto è vero  che stiamo già preparando il programma per il prossimo mese di gennaio che sarà come al solito intenso e assai partecipato. Sono convinta – conclude Calati – che  contrasto all’odio così come ai rigurgiti di antisemitismo passino attraverso l’azione quotidiana che come Amministrazione stiamo portando avanti, non certo con una manifestazione fine a se stessa, che ha la finalità di una pura passerella”.

Anche in questo caso, dunque, Calati risponde  confermando il suo essere “antipolitica” alla sua maniera.

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Redazione Ticino Notizie

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