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Busto Garolfo: prosegue la battaglia dura senza paura contro la discarica

Martedì 12 novembre protesta fuori dal Pirellone con tanto di crisantemi

BUSTO GAROLFO – Quella discarica sul loro territorio non la vogliono. Lo hanno detto più volte. Lo hanno ribadito nell’assemblea pubblica molto partecipata tenutasi l’altra sera nell’aula magna della scuola elementare “Caccia” di Busto Garolfo. E sono pronti a ribadirlo a gran voce in una protesta organizzata per martedì 12 novembre alle 10 davanti alla sede della Regione.
Lì intendono presentarsi in tanti e muniti di crisantemi “per fare capire ai politici questa fase di crisi premortuaria che sta attraversando il nostro territorio” come afferma la responsabile del Comitato antidiscarica Eleonora Bonecchi. Che, con il gruppo di cui è presidente, i comuni di Busto Garolfo e Casorezzo che vogliono scongiurare l’eventualità di vedere una discarica di 65 mila metri cubici progettata dalla ditta Solter sbarcare su un polmone verde di interesse sovracomunale. La prima a ricordare quanto quel progetto sarebbe deleterio è il primo cittadino bustese Susanna Biondi che invita a distinguere tra due aspetti: l’attività estrattiva e l’impianto di una discarica per lo smaltimento di rifiuti speciali. Sul primo aspetto attende di vedere il Piano cave adottato da città metropolitana con la trasformazione dell’area del Roccolo oggetto di possibile escavazione da ateg11 in cava di recupero abbia l’approvazione anche della Regione. “Se così fosse – spiega Biondi- Solter non potrebbe più avere alcuna autorizzazione”.  Sul secondo, ricorda che “le prime due proposte di compensazione formulate da Solter erano irricevibili e non le abbiamo neppure prese in considerazione, la terza è anch’essa insoddisfacente perché, quantunque alcune aree compensative proposte dalla società insistano su un’area oggetto di un piano di forestazione del parco, queste sono troppo frammentate e lontane dal luogo designato per la discarica”.
Su ambedue le questioni, quindi, Busto Garolfo, Casorezzo e parco del Roccolo sono pronte a dare battaglia. E peraltro, Biondi e il collega di Casorezzo Pierluca Oldani così come il primo cittadino di Canegrate Roberto Colombo hanno sottolineato come, sia da parte di città metropolitana che da parte della Regione, finora si siano registrate posizioni contraddittorie. ” La comunicazione pervenutaci dall’ufficio risorse e bonifiche di recente- spiega Biondi – che considera congrue le proposte compensative di Solter dà ad intendere che noi abbiamo accettato queste compensazioni ma noi non le abbiamo accettate e così proposte non le accetteremo mai, in più vi è contraddizione tra questa comunicazione e quanto città metropolitana aveva detto in precedenza e cioè che le accettazioni delle garanzie finanziarie avverranno solo dopo la cessione delle aree”. Colombo ha però ricordato come il consigliere della città metropolitana nonché consigliere delegato a pianificazione territoriale e ambiente Pietro Mezzi abbia manifestato la disponibilità a ripensare il tutto riservandosi tempo per valutare una questione che, ha detto, “riguarda una questione delicata su un territorio già fortemente compromesso” parlando poi di “superamento degli equivoci determinati da una nostra comunicazione di carattere perentorio”.  Una presa di posizione che ha suscitato il consenso di Colombo: “ringraziamo Mezzi che su questo problema ci mette la faccia per cercare di analizzarlo con calma e risolverlo”. Ma la partita non si gioca solo con città metropolitana perché bussa anche alla porta della Regione. E anche qui i comuni coinvolti non ci vedono chiaro. Tutto parte da un progetto di legge proposto allo scorso consiglio regionale dal consigliere Carlo Borghetti per salvaguardare i plis (parchi d’interesse sovracomunale)dalla possibilità di vedersi creare discariche sul loro territorio. Un progetto che guardava alll’assetto futuro e aveva il la sia dell’allora assessore all’ambiente Claudia Terzi (“fu lei a propormi di presentare il progetto” ha ricordato Borghetti) sia dell’allora consigliere regionale ora onorevole della Lega Fabrizio Cecchetti che definì testualmente “una pirlata pazzesca” il consentire la creazione di discariche su territori ricadenti nel Plis. Ma la consigliatura regionale passò, ci furono nuove elezioni con un nuovo consiglio e un nuovo assessore all’ambiente cioè Raffaele Cattaneo. Il progetto di delibera fu riproposto tal quale allora da Borghetti che si fece forte del consenso unanime ricevuto su di esso nella consigliatura precedente. Ma qui avviene il colpo di scena:  Cattaneo dichiara che il progetto di legge non deve essere messo ai voti perché “ci sono già leggi che tutelano le aree agricole strategiche”. Dunque quel progetto non passa. Borghetti non si perde d’animo, presenta un ordine del giorno con cui chiede l’inserimento nel nuovo piano per la gestione dei rifiuti del criterio escludente che vieti quindi di creare discariche in un territorio ricadente su un Plis. Picche anche stavolta. Questo mutamento di scenario ha dato a Oldani lo spunto per esprimere la sua contrarietà: “ci avevano promesso questo progetto – spiega – e poi si sono rimangiati tutto”.  Borghetti, dal canto suo, dicendosi “scorato e contrariato”, ha però reso noto che darà ancora battaglia proponendo nella discussione del piano per la gestione dei rifiuti ancora oggetto di approvazione un emendamento salva Plis. A questo punto, però, dichiara Bonecchi, l’indignazione non basta più, occorre dare battaglia e in modi incisivi. “Le parole dei politici che tendono a rimpallarsi le responsabilità non ci interessano più – dice la responsabile del Comitato antidiscarica – noi vogliamo vivere su un territorio salubre con i campi di riso biologico e l’acqua di falda che sia pura,  saremo martedì 12 novembre davanti alla Regione con i crisantemi per esprimere la situazione premortuaria del nostro territorio e per gridare che questa discarica non s’ha da fare”. Dal pubblico è arrivata la proposta di coinvolgere nella manifestazione anche il mondo della scuola facendo partecipare  anche gli studenti. La battaglia antidiscarica sta per scrivere un nuovo capitolo non meno  determinante di quelli che l’hanno preceduto.
Cristiano Comelli  
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Redazione Ticino Notizie

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