Busto Garolfo: Lunardi attacca, Biondi risponde

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    BUSTO GAROLFO –  Sabrina Lunardi attacca, Susanna Biondi risponde. L’assise comunale di Busto Garolfo dell’altra sera ha vissuto in gran parte di due interpellanze e un’interrogazione presentata dalla prima, esponente del gruppo di opposizione “Per il bene comune”, e il primo cittadino. All’attenzione tre tematiche di indubbia delicatezza e attualità: la pericolosità di via San Pietro legata all’intenso traffico automobilistico e alla velocità, la convenzione tra comune e società Daf che si occupa di gestire il recupero del materiale di demolizione e il passaggio degli autobus in alcune vie del paese che ha creato qualche problema e indotto alcuni residenti a dare vita al comitato “No bus”.

    Su via San Pietro è stata emessa un’ordinanza gli scorsi giorni dalla Polizia Locale poi sospesa che disponeva, tra l’altro, il senso unico di marcia, il limite di velocità a 30 chilometri orari. Tutto in considerazione dell’elevato pericolo creato dalla circolazione veicolare in cui si tende a schiacciare un po’ troppo sul pedale del gas essendo la strada rettilinea. Chiaro il pensiero di Lunardi: per carità, la pericolosità di via San Pietro e la necessità di regolamentarne la circolazione non è in discussione ma perché concentrarsi solo su quella via quando ne esistono altre in situazione analoga? “Via San Pietro non è la sola via interessata da questo problema – ha evidenziato Lunardi – ci sono per esempio anche le vie Cadorna e Arconate, cosa intendete fare?”. Altrettanto esplicita la replica di Biondi: “Via San Pietro – ha spiegato –  è stata oggetto di attenzione per la sua pericolosità segnalata da diversi residenti che già nel 2016 presentarono una richiesta per ridurre la velocità, a maggio del 2017 si è tenuta un’assemblea pubblica in cui si è posta ai residenti la proposta alternativa tra dossi e restringimenti, e loro hanno preferito questi ultimi; poi abbiamo emesso un’ordinanza ora sospesa perché vogliamo fare ulteriori valutazioni su questo problema”.

    Argomentazioni che non hanno soddisfatto Lunardi Stesso copione per quanto riguarda la convenzione con la società Daf: l’amministrazione comunale aveva inizialmente espresso diniego verso il suo rinnovo, poi ha modificato orientamento anche in considerazione di una conferenza dei servizi tenutasi con Asl Lombardia, Città Metropolitana e Arpa. Ma il rinnovo della convenzione ha portato con sé, da parte del comune di Busto Garolfo, anche una richiesta alla società di opere di compensazione a beneficio della collettività per un valore di circa 400 mila Euro. Ad avviso di Lunardi, il comune non avrebbe fatto sull’operato della ditta che opera nell’area dell’ex cava Cardani le dovute verifiche. “Sono contraria al rinnovo di questa convenzione – ha spiegato – perché , Cave di Casorezzo insegna, potrebbero crearsi situazioni pericolose per il territorio; gli inerti, quando sono  recuperati, sono frantumati e ci sono scarti che possono creare problemi”. Ricordando che si era addivenuto all’orientamento di cercare per l’attività di Daf una collocazione alternativa senza alcun successo, Biondi ha precisato che “Si è preso atto che non vi erano motivazioni sostanziali per contrastare il rinnovo della convenzione”.  

    Animi caldi anche sulla terza questione posta da Lunardi. Tutto parte dal problema di inquinamento acustico sollevato dai residenti di alcune vie poi riunitisi nel comitato “No bus” relativo appunto al passaggio degli autobus su alcune vie del territorio cittadino. Problema che ha portato l’amministrazione comunale a installare su quattro vie (Bellini, don Longoni angolo Carroccio, Monte Bianco, Manzoni) d’intesa con Arpa alcune centraline di rilevazione nel periodo compreso tra 14 e 21 maggio. Ma, ha sottolineato Lunardi parlando addirittura di “presa in giro”, “non ha senso installare centraline su solo quattro vie quando le vie interessate da questo problema sono più di dieci”.

    Per Biondi,“l’amministrazione ha ben presente il problema del passaggio degli autobus, tanto è che, a seguito delle segnalazioni di diversi residenti (243 firme raccolte,ndr), ha fatto compiere verifiche fonometriche all’Arpa con l’installazione di alcuni impianti di rilevazione”.  

    Ma non tutto è filato per il verso giusto: complici infatti le precipitazioni atmosferiche che si sono abbattute sulla zona in alcuni di quei giorni, non tutti i rilevatori hanno potuto funzionare a dovere. Ma per Lunardi esiste poi un altro problema: “Non si può rischiare di tagliare un pezzo di paese con certe modifiche viabilistiche – ha aggiunto – e noi lo abbiamo sottolineato con forza, se bisogna modificare la viabilità occorre conoscere prima tutti i particolari che possano consentire di avere elementi per intervenire, avete messo un impianto di rilevazione in via Manzoni che non è interessata al problema”. Disappunto dal  comitato “No bus”: “E’ tutta una farsa – ha spiegato una delle sue esponenti – qui si tratta di regolamentare a dovere il passaggio dei bus che non possono passare soltanto da una parte del paese”. Insomma, temperatura elevata e questioni ancora aperte.

        Cristiano Comelli               

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