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Busto Garolfo: l’ultimo Consiglio comunale di Vittorio Castoldi

Un'istituzione per il paese. Sindaco dal 1978 al 1993, tutta la massima assise cittadina gli ha tributato il giusto riconoscimento

BUSTO GAROLFO – In paese è certamente un’istituzione. E non soltanto nel senso che ne è stato  sindaco dal 1978 al 1993. Nel tessuto urbanistico e sociale cittadino non vi è infatti ambito su cui Vittorio Castoldi non abbia lasciato il suo autografo d’impegno. Ora lo si è ritrovato sui banchi del consiglio comunale. Ma la prossima seduta lui non ci sarà, perché ha intenzione di lasciare spazio “a persone più giovani di me, e non sarà difficile trovarne” dice scherzando.

E al termine della seduta consiliare, con un filo di commozione, ha voluto rendere nota la sua decisione di farsi da parte: “Sarà l’ultimo consiglio comunale a cui partecipo – ha affermato-  desidero congratularmi con il sindaco Biondi e la sua squadra che hanno avuto largo consenso di cittadini e sono stati premiati per il lavoro svolto. Io, dal canto mio, per più di quarant’anni ho desiderato il bene di Busto Garolfo come sindaco, assessore e consigliere, cercando di instaurare un rapporto produttivo con i miei collaboratori; ci sono ancora alcuni obiettivi che mi piacerebbe vedere realizzati come l’istituzione di un telesoccorso e la creazione di un centro diurno per anziani a gestione pubblica nonché l’ampliamento del cimitero, mi piacerebbe che queste mie proposte potessero essere vagliate per la realizzazione”. E il libro dei progetto con la scritta “realizzato” di Castoldi è davvero denso.

A occuparsi di ripercorrerli sono state le parole del capogruppo di maggioranza Angelo Pirazzini: “Castoldi è diventato sindaco nel 1978 a 38 anni, il sindaco più giovane di Busto Garolfo”. L’elenco delle opere realizzate è composito e va dall’acquisizione dell’area della villa da cui poi sono stati ricavati biblioteca comunale, ufficio tecnico e consiglio comunale (da un ex granaio)all’acquisizione negli anni ottanta di un’area industriale in via per Parabiago da adibire ad attività produttive.

E poi l’approvazione del Piano regolatore all’unanimità da parte del consiglio di allora, la realizzazione di opere per 23 miliardi di lire per il velodromo, il centro natatorio e il campo di calcio, il centro sanitario di via 24 maggio, le scuole elementari di via Pascoli, le opere di urbanizzazione primaria per Olcella quando chiese di annettersi a Busto Garolfo, il gemellaggio con la città lucana di Senise, la creazione di 100 appartamenti per persone in difficoltà economiche. Insomma, impegno a tutto campo che ha lasciato una traccia indelebile sullo sviluppo del territorio bustese. A tributargli il ringraziamento, oltre alla voce di Pirazzini, si sono aggiunte quelle del neo presidente del consiglio Francesco Binaghi e dell’attuale sindaco che gli ha consegnato un omaggio ricordo (*nella foto sopra, ringraziamo per la collaborazione Legnano News e il suo diretttore Marco Tajè).

Cristiano Comelli 

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Redazione Ticino Notizie

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