Busto Garolfo: imbrattato il parco comunale

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    BUSTO GAROLFO – Ci si dovrebbe leggere tutto, dalla a alla z, su quanto ci si possa o non si possa fare al suo interno. Invece il cartello posto all’ingresso del parco comunale di Busto Garolfo che ospita, tra gli altri, anche gli uffici del comune, è praticamente indecifrabile. Qualche buontempone ha pensato di renderlo inservibile. D’accordo che dovrebbe essere l’abc del buon senso a suggerire come utilizzare quel polmone verde ma qualche indicazione su quel cartello potrebbe sempre agevolarne la fruizione.   Solo due scritte sono di perfetta leggibilità: una che indica il comune su cui quel parco insiste, Busto Garolfo, e l’altra in cui si afferma che “all’interno del parco è vietato…”. Cosa sia vietato è specificato proprio nella parte che gli autori dell’istoriamento gratuito e non richiesto hanno così “graziosamente” scelto di cospargere di vernice nera con una scritta peraltro del tutto orfana di senso compiuto.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Cosa sarà mai vietato fare in un parco? E’ intuitivo, imbrattare i giochi per i bambini o manometterli, gettarci cartacce, prodursi in schiamazzi che turbano la quiete pubblica specialmente nelle ore serali. Anche imbrattare? Sì, direbbe il solito senso comune del rispetto, anche quello, eppure su una delle colonne che compongono l’ingresso questa regola sembra proprio non essere valsa. L’affermazione scende dalla penna spontanea:  se quel cartello è stato posto non è stato per senso estetico ma come utile guida di fruizione del parco che ha una funzione polivalente. E allora i casi sono due: o il comune provvede a ripulire la scritta magari poi mettendo il cartello di nuovo immacolato sotto adeguata protezione, o lo sostituisce. Così, davvero, pare quasi una mancanza di rispetto verso il parco. La stessa di chi ha deciso di insudiciare quel cartello dando un “ottimo saggio” del proprio senso civico e delle sue “capacità intellettive”.

     

    Cristiano Comelli

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