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Busto Garolfo, bufera politica: rimosso il vicesindaco Ilaria Cova, 5 Stelle ad alzo zero sull’affaire supermercato

 

 

BUSTO GAROLFO – Bufera politica su Busto Garolfo, dove il casus belli è quello della revoca delle deleghe al vicesindaco Ilaria Cova, giovane e molto inserita (da tempo) esponente politica del Partito Democratico.

La decisione assunta dal sindaco Susanna Biondi è dovuta, si legge nella nota ufficiale del Comune, «alla condotta tenuta dalla stessa circa l’assenza di trasparenza e condivisione collegiale inerente l’attività della giunta comunale», che ha determinato «il venir meno del rapporto di fiducia in merito all’idoneità della nominata vice sindaco ed assessore a perseguire gli obiettivi della giunta comunale».

Ma nella querelle si inserisce anche il Movimento 5 Stelle Lombardia, con il consigliere del Pirellone Marco Fumagalli.

“Ho avuto il piacere di essere coinvolto, dal gruppo locale del Movimento 5 Stelle in una vicenda che lascia al quanto perplessi per la pervicacia con la quale un partito in via di estinzione, il PD, cerca aiutare color che per anni hanno garantito consenso. Stiamo parlando del Comune di Busto Garolfo ove si dovrebbe costruire un nuovo supermercato. L’area è divenuta edificabile a seguito di un  abbattimento di alberi. E già qui ci sarebbe da astenersi dal compiere ulteriori gesti in danno all’ambiente. Ma siccome il colore rosso rischia di essere in via di estinzione occorre piazzare quanti più supermercati possibile prima che il potere politico ceda il passo ad altri meno sensibili al fascino delle cooperative”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale pentastellato.

“E’ proprio il caso di dire che sul banco del supermercato sembrerebbe essere finita anche la testa della vice sindaca Ilaria Cova, che con un coraggio e una sensibilità rara in questi anni di donne disposte a tutto per il potere è stata rimossa dal suo incarico.

Del resto la convenzione non pare dare grandi vantaggi al Comune, mancando qualsiasi standard qualitativo e valutazione di impatti ambientali. Ma si sa che in questi casi si privilegia solo l’interesse delle strutture commerciali. I cittadini sono solo consumatori a cui ogni tanto viene data la possibilità di votare. E prima che votino con coscienza qualcuno interviene a cementificare il territorio”.

E il tutto avviene a meno di 4 mesi dalle elezioni del 26 maggio, che coinvolgeranno anche Busto Garolfo.

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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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