“001” – Branden Martin (2022) by Trex Roads

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Mi sono innamorato della voce di Branden Martin dopo aver ascoltato e riascoltato il suo EP Live at Southern Ground (di cui avevo parlato qui: https://www.ticinonotizie.it/ascoltati-da-noi-per-voi-di-claudio-trezzani-branden-martin-live-at-southern-ground-2020/ ). Una voce figlia del suo Kentucky, uno stato ormai riferimento assoluto della musica americana di qualità, ma anche una voce così intensa ed evocativa che avevo definito soul. Come i grandi del passato che avevano solcato le strade di Muscle Shoals, un luogo dove la soul music è diventata quella che conosciamo oggi.

 

Il nome di questo disco sta a significare che finalmente la corsa è iniziata, dopo EP’s che avevano aperto la strada e acceso i riflettori su questo artista e la sua voce, finalmente il primo capitolo della sua carriera è ufficialmente tra noi.

Se le prefazioni di questo esordio erano state accolte così bene dal pubblico e dalla critica, vi posso certamente dire che succederà anche dopo aver ascoltato i 13 brani che compongono 001, anzi di sicuro ne aumenterà i fans, perché quelli che amano il vero country indipendente non ne hanno mai abbastanza e sono sempre pronti ad innamorarsi di artisti come Branden Martin. Artisti sinceri, dal talento innato e che scrivono canzoni di vita vera e le raccontano con una di quelle voci fatte per essere amate e per emozionare.

La produzione di Kyle Manner non lascia nulla al caso, il suono valorizza la forza dell’ugola di Martin, ma anche quella dei testi di queste canzoni.

Pezzi che ci parlano delle sfide della vita, di amore e di perdita, confessioni a cuore aperto che faranno breccia in molti cuori e in molte anime.

Il disco si apre con un brano che potrebbe essere usato per spiegare al mondo l’outlaw country moderno, quel sound polveroso e scosso dall’energia delle chitarre, ma con un anima profondamente immersa nella malinconia del country. Potente, incisiva e non banale, Same Old Road è una scarica elettrica, una cavalcata sulle strade che furono battute da Waylon Jennings, da Hank Williams Jr.  e più recentemente da Creed Fisher o Dallas Moore.

Ecco Branden Martin può tranquillamente sedersi al tavolo con questi grandi artisti e non sentirsi fuori posto, anzi spiccherebbe per energia e passione.

Low Moaning Song nel precedente EP era una delle mie preferite e qui non perde intensità e valore, la polvere di una bella cavalcata country resta a invadere gli speaker e la voce di Martin ci guida in questa cavalcata, magari sognandoci in mezzo alla natura del suo Kentucky.

Bellissima l’intensa ballata country Warm Glass of Whiskey che la voce di Branden impreziosisce con una prestazione pazzesca.

 

La chitarra elettrica introduce Drunk Again, altro pezzo country rock energico, con un grandissimo lavoro di pedal-steel e ritmica, che sfocia in un assolo di scintillante bellezza.

La confessione di The Man I Am è un lento incedere dove è ancora una volta la voce a stupire per intensità e capacità di catturare l’ascolto. Bellissima e malinconica.

Altra ballata, altro pezzo stupendo: è il turno di Outlaws & Gypsies, con il violino che accompagna Martin in questo brano che è puro outlaw country, di quelli che ti fanno amare questo tipo di musica, di quelli che emozionano fino alle lacrime.

Drink to Remember non è da meno e il video che ne è stato tratto, aumenta l’emozione che già la voce e il testo alzano di livello. Affrontare la perdita di una persona cara non è facile e Branden Martin ce lo canta facendoci venire la pelle d’oca.

Il disco si chiude Me and this Old Guitar, un pezzo di honky tonk elettrico, potente, energico e divertente. Immaginatela suonata live in un club di quelli che in Texas sono leggendari come la Gruene Hall o il Billy Bob…posso sentire il rumore delle assi di legno tremare e tanta gente scatenarsi in balli a perdifiato. Bellissima conclusione.

Un lavoro intenso e mai banale, un vero manifesto di outlaw country moderno e indipendente, dove la voce stupenda di quest’uomo assurge a protagonista assoluta. Una voce emozionante, intensa, da country rocker consumato, ma anche da suadente narratore soul. 13 pezzi liricamente eccezionali e suonati alla grande. Sono certo che la base di fans di Branden Martin non potrà che aumentare e non posso che invidiare chi potrà andare a sentire questi brani dal vivo. Io nel frattempo premo ripeti e ritorno sulle strade del Kentucky, le grandi canzoni di grandi artisti come lui, sono porte aperte sui sogni più belli ed intensi e questo 001 ne è pieno zeppo.

 

 

Buon ascolto,

Claudio Trezzani by Trex Roads  www.trexroads.altervista.org

(nel blog trovate la versione inglese di questo articolo a questo link : https://trexroads.altervista.org/001-branden-martin-2022-english/ )

 

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