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Borghetti (Pd) torna sulle Rsa: ‘Bene i ristori della Regione, ma serve di più’

 

MILANO – Domani, mercoledì 18 novembre 2020, in III Commissione Sanità del consiglio regionale, sarà votato un progetto di legge regionale, a firma del presidente Fontana e dell’assessore al Welfare Gallera, volto a stabilire un ristoro economico per le Rsa della Lombardia che a causa della pandemia si ritrovano con importanti buchi di bilancio, dovuti alle maggiori spese sostenute e al mancato incasso di rette dagli ospiti e di contributi regionali, per i tanti posti letto rimasti vuoti a causa dei numerosi decessi.

Sulla proposta della Giunta regionale interviene Carlo Borghetti, vicepresidente del consiglio, consigliere regionale del Pd: “Bene il ristoro alle Rsa, ma non è accettabile che la Regione lasci indietro il mondo della disabilità, anch’esso colpito gravemente dalla pandemia: la proposta va allargata anche alle residenze sanitarie per i disabili, le Rsd, e ai servizi sociosanitari residenziali, come le poche Comunità socio sanitarie a oggi esistenti, le Css: le persone disabili sono forse figlie di un dio minore? E poi con l’arrivo dei tamponi rapidi la Giunta regionale deve dare una svolta al tracciamento nelle strutture protette, proprio là dove più è necessario proteggere le persone più fragili e vulnerabili al virus: ospiti e operatori devono essere testati una volta alla settimana e non ogni due settimane come si dice a Palazzo Lombardia. Intervalli maggiori non garantiscono la possibilità di scovare i positivi in tempo per poterli isolare prima che creino focolai”.

Borghetti formula poi due altre proposte: “Il ristoro previsto dal progetto di legge Fontana-Gallera è a costo zero per la Regione, nel senso che attinge (e solo parzialmente) a un budget regionale non versato da marzo a oggi ai gestori, ma non basta a coprire i loro maggiori costi, con il rischio che ospiti e familiari possano vedersi aumentare le rette nei prossimi mesi. Allora io dico che la Regione deve coprire tutti i maggiori costi sociosanitari sostenuti dai gestori, ma i gestori devono impegnarsi a tenere bloccate le rette fino al 2021, e poi si rinegozierà il contributo regionale dal 2022”.

La seconda proposta, poi, “riguarda le visite dei familiari ai loro parenti in Rsa, Rsd e Css: con i test rapidi si devono poter fare. In pandemia è sacrosanto limitare le visite, ma non vietarle, la Regione ci ripensi: con i tamponi antigenici si può garantire la sicurezza in 20 minuti, testando i parenti in ingresso e consentendo le visite in spazi protetti, come già fatto in Veneto con le ‘stanze degli abbracci’. La relazione è parte della cura, spiegano gli esperti, e in alcuni casi da 8 mesi familiari e ospiti dei servizi non hanno potuto reincontrarsi, con esiti a volte drammatici nel decadimento psicofisico degli ospiti”.

Tutte queste proposte sono state tradotte in emendamenti che Borghetti e i colleghi Pd proporranno al voto domattina, in Commissione, compresa l’istituzione di un ‘Tavolo regionale sociosanitario per l’emergenza pandemica’ con la partecipazione di specialisti ed erogatori di servizi sociosanitari residenziali, diurni e domiciliari, per monitorare le misure di gestione e contenimento del Covid-19 nei relativi servizi.

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