Bici rubate: adesso c’è un rimedio per le tasche di tutti, ce lo spiega Doctor Bike

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    Con la particolare  tecnologia Myuniqo, tutti possiamo dichiarare guerra alla contraffazione

    BOFFALORA SOPRA TICINO –  Non è certamente passata inosservata la notizia di qualche giorno fa, relativa al ritrovamento da parte della Guardia di Finanza, in un capannone a Cornaredo, alle porte di Milano, di ben 500 bici rubate, per un  valore complessivo di decine di migliaia di euro. Le bici sono state sequestrate, e il Comune di Milano ha invitato i cittadini ai quali è stata rubata una bici a controllare  se fosse tra quelle postate sulla pagina facebook  “Bici rubate e ritrovate – Milano”, gestita dalla Squadra Contrasto Bici Rubate della Polizia Locale di Milano. Sulla pagina sono state caricate le foto numerate di tutte le bici. Per provare che si è i proprietari della bici, si deve inviare «la denuncia del furto, una foto della bici rubata e, possibilmente, una ricevuta d’acquisto oppure una dichiarazione di vendita» all’indirizzo mail PL.bicirubate@comune.milano.it.

    Un’operazione obiettivamente lunga e laboriosa, senza contare il fatto che non tutti, in caso di furto della propria due ruote, si recano dai Carabinieri per sporgere denuncia. Naturalmente, in questi casi, è la tecnologia che può far la differenza.  Ma soprattutto agevolare il lavoro, sia delle Forze dell’Ordine, che dei legittimi proprietari dei velocipedi.  Da diversi anni a questa parte, infatti, sono in commercio dei Chip, che vengono collocati sui telai delle due ruote così  da poterla identificare, oltre che seguire passo dopo passo, nel suo cammino in caso di sottrazione. Uno dei negozi di bicicletta all’avanguardia in quest’ambito è senz’altro Doctor Bike di Boffalora, che si avvale di questo sistema di certificazione da quasi un decennio. Da qualche giorno a questa parte, invece, questo particolare sistema si è evoluto in MYUNIQO.

    Su ogni bicicletta – spiega il titolare Massimo Calcaterra –  viene applicato e resinato, per evitare manomissioni, un QR-CODE crittografato univoco con funzione di GPS passivo che rende la vostra bicicletta identificabile con la lettura, e in caso di furto, invierà in automatico al proprietario un messaggio con la posizione in cui si trova la bici, mentre alle forze dell’ordine fornirà gli elementi identificativi necessari per rintracciarla e restituirla al proprietario”.

    C’è di più. Perché ogni proprietario di un velocipede potrà comodamente attraverso un’applicazione scaricabile su tutti i telefonini (sia Android che Ios) avere a disposizione tutti i dati del proprio mezzo.  Una vera e propria cartella virtuale in cui inserire certificato di proprietà, verifiche, interventi ai quali è stato sottoposto il mezzo, ect. Inoltre, a disposizione di ogni cliente ci sarà una chat  che offrirà un costante contatto diretto con la propria officina di fiducia.  Ma la cosa più importante di questo servizio è il costo.  Assolutamente abbordabile e che fa cadere il ‘falso mito’ per cui investimenti di questo genere sarebbero giustificati unicamente per chi possiede delle biciclette di un certo livello.

    Niente di più falso – dice Massimo Calcaterra – basti pensare che  per tutti i nostri clienti già cymichip il passaggio sarà automatico e gratuito, a loro carico ci sarà solo la minima spesa di € 20 per la lavorazione di resinatura. Per tutti coloro che, pur non avendo acquistato la bici presso il negozio, sono interessati a questo nuovo sistema il costo è di € 37 (gratuito per chi è alla prima manutenzione)+ € 20 per la lavorazione di resinatura”.

    Lo sviluppo di questo sistema è molto importante, in quanto, pone un tassello non di poco conto nella lotta alla contraffazione. Il medesimo meccanismo, infatti, oltre che per le biciclette può essere utilizzato in molti altri casi analoghi riguardanti diversi ambiti merceologici.

     

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