Storia e Radici

Bibliografia di Storia Locale dei paesi dell’antica Pieve di Dairago, oggi identificata con il Castanese

La bibliografia che segue riporta le pubblicazioni che interessano i paesi dell’antica pieve di Dairago (Arconate, Bienate, Borsano, Buscate, Busto Garolfo, Castano, Cuggiono Maggiore con Castelletto, Cuggiono Minore, Dairago, Furato, Induno con Guado, Inveruno, Lonate Pozzolo, Magnago, Malvaglio, Nosate, Robecchetto con Padregnano, San Antonino, Tornavento con Tinella, Turbigo, Vanzaghello, Villa Cortese) così come risulta nel Compartimento dello Stato di Milano pubblicato dalla Real Giunta del Censimento Generale il 10 giugno 1757. Prima, ma anche dopo, l’unità amministrativa non fu sempre la stessa, ma un nucleo di paesi rimase comunque legato ed è quello che oggi è chiamato Il Castanese. Si tratta di un lavoro che abbiamo elaborato in tanti anni e aggiornato fino a qualche anno fa che ora – giunti ad una certa età – intendiamo tramandare a chi fosse interessato alla storia di questo bellissimo territorio della riva magra del Ticino.
PREMESSA – Era stato il Gruppo di Ricerca Storica di Dairago che, in occasione del 25° della Biblioteca Comunale ‘Leonardo da Vinci’ (1971-1996), aveva curato la messa a punto di un catalogo delle pubblicazioni di storia locale che riguardavano l’antica pieve di Dairago.  Il fascicolo rappresentava solo l’inizio di un lavoro che avrebbe dovuto proseguire nel tempo, tanto per raccogliere le pubblicazioni non ancora catalogate, quanto per aggiungere i nuovi lavori che sarebbero stati pubblicati in futuro.
Noi siamo partiti da questo primo. ‘censimento’: si parte sempre dal punto in cui altri sono arrivati prima di noi e siamo andati avanti nel tempo. Adesso lasciamo il testimone a qualcun altro.
LA PIEVE DI DAIRAGO – La pieve è un’antica unità territoriale, di carattere religioso-civile, definita ai tempi della diffusione del cristianesimo delle campagne (V secolo dopo Cristo). Poi arrivarono i Longobardi e i Franchi che aiutarono a definire i limiti territoriali dei singoli villaggi già delineati in età antica. L’insediamento di un presidio arimannico in età longobarda è documentato dai ritrovamenti archeologici di S. Maria in Binda a Nosate (integrati in tempi recenti dai tanti ritrovamenti con i metal-detector) e dai toponimi  come scaldasole – da sculdascio e braida (campo pianeggiante) per fare qualche esempio. Ma vediamo, per località, chi e come il nostro territorio ha studiato.
1 – Arconate
Il primo censimento italiano del 1862 contava a Dairago 1010 abitanti, ad Arconate 1356 e a Villa Cortese 797. Di conseguenza, il Regio Decreto 24 dicembre 1868 sopprimeva i Comuni di Dairago, Arconate e Villa Cortese e li aggregava a quelli di Busto Garolfo. I tre Comuni destinati a cessare le loro funzioni presentarono ricorso in seguito al quale il Consiglio Provinciale deliberò di aggregare Villa Cortese a Busto Garolfo e Dairago con Arconate.  Dairago riconquistò l’autonomia quasi un secolo dopo con legge 1263 del 24 dicembre 1957.
AA.VV., Arconate nella storia e nella vita. Festeggiamenti del 24 e 25 ottobre 1926 per il solenne ingresso del novello parroco, don Alessandro Nazeri, Arconate, 1926.
AA.VV., A don Gildo Bonalumi nuovo parroco di Arconate nel giorno del suo solenne ingresso, Arconate, 1964.
AA.VV. 1870-1970 centenario della fondazione del Corpo Bandistico “S. Cecilia” di Arconate, Arconate, 1970.
AA.VV., 75° di fondazione della chiesa di Arconate S. Eusebio, Arconate, 1978.
W. CERVI, Arconate. Indagine archeologico-storica sopra un locus dell’Alto Milanese, manoscritto datato 1981 conservato presso la Biblioteca Comunale di Arconate.
AA.VV. Arconate, 1931-32 asilo, 1981-82 scuola materna, Arconate 1982.
AA.VV., Decennale del supermercato C.C. A., Arconate, 1984.
C. AMONI, Arconate com’era. Vita e cultura contadina fra Ottocento e Novecento, Arconate 1989.
C. AMONI, L. COLOMBO DEL GRSD, A GHEZZI, G. MAGGIOLINI, L. STANGALINO (a cura di), Arconate com’era. Cento anni di storia per immagini, catalogo della mostra fotografica, Arconate 2/9 giugno 1991.
AA.VV., La chiesa Madonna. Studi e ricerche in occasione del restauro dell’antico organo, Arconate, 1992.
AA.VV., Marie Nascenti, santuario mariano di Arconate, 1992
B. BIENATI-A. RUGGERI, Risorgimento arconatese ovvero “A Buséca dun Ciacùn, commedia dialettale, 29 ottobre 1994.
GRUPPO DI STORIA LOCALE, La vita privata di Costanza e Giuseppe Arconati – Catalogo della mostra tenutasi ad Arconate 8-11 giugno 1995, Editore Comune di Arconate.  
La storia millenaria della famiglia dei capitanei de Arconate, protagonista della storia del territorio dell’antica pieve di Dairago e non solo, è stata messa in mostra ed illustrata in un convegno curati nella realizzazione dal Gruppo di Ricerca Storica locale nel 1985. Già presenti al Padregnano prima del Mille, gli ultimi membri “progressisti” di questa famiglia aristocratica diedero il loro contributo al Risorgimento Italiano. Non è un caso che le spoglie dell’ultimo erede della nobile stirpe, il  senatore Giuseppe Arconati Visconti (1797-1873) insieme a quelle di Costanza Trotti Bentivoglio e del figlio Giammartino riposino nella cappella cimiteriale di Arconate.
GRUPPO DI STORIA LOCALE – A RUGGERI, Una volta si parlava così – Raccolta di vocaboli e modi di dire del dialetto arconatese, Comune di Arconate, ottobre 2000. Nel volume sono contenuti due articoli del GRSD, I Fiammenghini ad Arconate e Gügiún.
ALESSANDRO RUGGERI, Ul mé paés, 2001
GRUPPO DI STORIA LOCALE, La scuola San Carlo e i suoi maestri, Comune di Arconate, 2002.
L. MARI, “…Aiutiamoci che l’Europa ci aiuta” – conversazione con l’on. Mario Mantovani, europarlamentare e sindaco di Arconate, in “Città Oggi più”, n. 32, 2003.LUIGI BELLONI, Il santuario di Santa Maria Nascente e gli Arconati, 2014
LUIGI BELLONI, Arconate alla ricerca delle sue origini nella storia e nella vita, , 2013
LUIGI BELLONI, Il santuario di Santa Maria Nascente e gli Arconati, 2014
2 – Bienate oggi frazione di Magnago
Anticamente i tre Comuni rurali (Magnago, Bienate e Vanzaghello) erano separati e vissero una storia differente, documentata anche dal dialetto. Le tre comunità furono unite in un solo Comune con il Real Decreto 761 del 3 marzo 1869.
F. CERIOTTI, Chiesa di S. Stefano a Bienate, Castano Primo, 1977.
AA.VV., Blannate, Bianate, Bienate. Piccola storia del paese e della cooperativa, Gavirate, 1994.
3 – Borsano oggi frazione di Busto Arsizio
Comune rustico da sempre parte della pieve di Dairago, nel 1869 fu aggregato al comune di Sacconago, ma riuscì a riconquistare l’autonomia nel 1914. Nel 1928 il territorio borsanese fu annesso a quello di Busto Arsizio.
La nuova scuola elementare “Ermenegilda Rossi” in Borsano di Busto Arsizio. Discorso della maestra Ermenegilda Rossi per l’inaugurazione della prima scuola Elementare di Borsano: anno 1912, a cura del Comune di Busto Arsizio, 1962.
S. FERRARIO, Busto Arsizio. Spunti di storia e di cultura raccolti e ordinati a cura di Stefano Ferrario, Milano, 1964.
R. ROGORA-L. BELLOTTI – S. FERRARIO, Sommario di storia bustese dalle origini ai tempi nostri, Milano, 1970.
R. ROGORA-L. BELLOTTI – S. FERRARIO, Sommario di storia bustese dalle origini ai tempi nostri, Azzate, 1980.
GRUPPO RICERCA E TERRITORIO, Tra strade e contrade, in “Quaderni di Ricerca Intervento”, n. 1, Busto Arsizio, 1981.
GRUPPO RICERCA E TERRITORIO, Ul stall (per gli antichi cortili), in “Quaderni di Ricerca Intervento”, n. 2, Busto Arsizio, 1982.
LUIGI BELLONI, Arconate alla ricerca delle sue origini – nella storia e nella vita, ricerca storica di Luigi Bandera (1926) ampliata da Luigi Belloni (1982), pro manuscripto
G. PACCIAROTTI, La deposizione di Ottaviano Cane nella Parrocchiale di Borsano, Busto Arsizio, 1983.
L. DE PRA CAVALLERI (a cura di), Mostra di documenti del Comune Autonomo di Borsano, Busto Arsizio, 1982-83.
Archivio ex Comune di Borsano, inventario manoscritto, a cura del Comune di Busto Arsizio.
A. TOIA AIRAGHI, Borsano e la “Cumarina” (1911-1919), Busto Arsizio, 1988.
G. RIMOLDI-GRUPPO RICERCHE STORICHE BORSANO, Borsano. Il Millennio di una Comunità. Storia di un quartiere già Comune autonomo, Busto Arsizio, 1993.
AA.VV., La Madonna dell’Aiuto a Borsano, in “Il Megafono”, Borsano, 1995.
G. RIMOLDI-GRUPPO RICERCHE STORICHE BORSANO, La colomba e il giglio. I conti Rasini principi del Sacro Romano Impero e l’erezione dell’oratorio di Sant’Antonio di Padova a Borsano, Busto Arsizio, 1995.
M. COLOMBO, Don Alessandro Bossi – sacerdote, imprenditore, scrittore (1815-1897), Città di Busto Arsizio, aprile 2004.
4 – Buscate
P. PARODI, Busto Garolfo. Frammenti storici con una dissertazione su Busto Cava, Abbiategrasso, 1927
Fascicolo dedicato a Buscate, “Il Settentrione. Quindicinale illustrato di evoluzione sociale. Industria – Finanza – Arte – Letteratura – Moda – Sport”, a. VI, n. 9-10 (15 maggio – 15 giugno 1928).
A. CUTOLO, Gaspare Rosales, Milano, 1938.
C. MANARESI-C. SANTORO, Gli atti privati milanesi e comaschi del secolo XI, vol. III, a cura di C. Manaresi e C. Santoro, Milano, 1965, pp.XV-424. In questa pubblicazione (I volume, 1933, pp. 316; II vol, 1960, p. 488) c’è una nota riguardante Buscate che merita di essere rilevata:
“Due atti, datati marzo 1068 (una vendita di terra e una promessa di non molestare i vicini) trattano del luogo di “Buste” o “Buste qui dicitur Cava”, che è da riconoscersi in Buscate e non in Busto Arsizio (docc. 491 e 492, pp. 272-275 e Indice p. 394.
P. PARODI, I tre Busto e le origini di Busto Arsizio, Abbiategrasso, 1928; ristampa anastatica 1980.
G. CALLONI, Testimonianze e ricordi nel settantesimo della Scuola Materna di Buscate, Buscate, 1973.
G. CALLONI, Storia del vecchio cimitero di Buscate, “La nostra comunità”, n. 5, maggio 1979.
G. CALLONI, Storia della chiesa di S. Mauro Abate in Buscate, “La nostra comunità”, n. 8, maggio 1982.
G. CALLONI, L’Asilo parrocchiale di Buscate tra cronaca e storia 1903-83, “La nostra comunità”, n. 10, dicembre 1983.
COMMISSIONE PARITETICA PER IL RESTAURO (a cura di), Buscate. Il Brughè, Buscate, 1986.
G. GAVIANI (a cura di). – Sa póo? – Avònti, l’è vartu! (trentacinque canzoni popolari raccolte a Buscate), Turbigo, 1988.
G. GAVIANI (a cura di), Sempii, Galliate, 1992.
Buscate antica e contadina, p. m. , a cura del Comune, 1991.
G. LEONI – M. BOLOGNESI, Contadini filandaie conciatori. Spunti di storia buscatese, Turbigo, 1995.
Villa Ordoño de Rosales-Abbiate. Cenni Storici ed architettonici, a cura dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione  del Comune di Buscate, 1995.
Il partigiano Adolfo Serafino, a cura dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione  del Comune di Buscate, 1995
AA.VV., Il Parco che verrà. Percorsi naturalistici, storici e letterari per scoprire un parco, Buscate, 1996.
G. CALLONI, Il vecchio cimitero e dintorni. Duecento anni di storia, edito dal Comune, settembre 1998.
P. CASTOLDI (a cura di), Giovanni Villa, il fiore della brughiera, Buscate, 1999.
G. CALLONI, La chiesa di San Pietro nel contesto religioso del paese,  Castano Primo, 2001.
E. TORREGGIANI-G.NOE’, I Presidianti – storia della rivolta popolare alla Cava Sant’Antonio (1991-1993), edito a cura del Comune di Buscate, 2001.
G. CALLONI, Il giardino d’infanzia di Buscate,  Castano Primo, febbraio 2004.
G. CALLONI, La Casa Bossi in via Marconi 43, Buscate, 2007. Fascicolo pubblicato in occasione della manifestazione “Tesori Nascosti” e contiene uno scritto inedito di Jose Bossi Granturco sulle tradizioni locali del paese.
La vecchia chiesa di San Mauro Abate, a cura del Circolo Culturale “Il Gelso”, 2008
PAOLA CHIESA, I Caduti e i dispersi di Buscate nella Grande Guerra, Guardamagna Editori in Varzi, 2012
GUGLIELMO GAVIANI, Mi a vò via – Emigranti da Buscate tra il 1880 e il 1920. Appunti di una ricerca, 2014
LAURA VIGNATI, L’estro armonico. Giuseppe Villa – Una vita per l’arte, 2017.
Mercoledì 1° febbraio 2017, presentazione del libro che ripercorre la vita dell’artista il cui fratello, Filippo, è l’autore degli affreschi che decorano la sala Lodi. Laura Vignati, insegnante al Liceo Scientifico di Busto Arsizio è l’autrice del libro che ripercorre l’estro armonico di Giuseppe Villa che fu scultore, decoratore, affreschista, restauratore e maestro di Vetrate. Un particolare rilievo viene dato ai restauri svolti dal Villa nelle chiese di tutta Italia.
5 – Busto Garolfo
Il primo censimento italiano del 1862 contava a Dairago 1010 abitanti, ad Arconate 1356 e a Villa Cortese 797. Di conseguenza il Regio Decreto 24 dicembre 1868 sopprimeva i Comuni di Dairago, Arconate e Villa Cortese e li aggregava a quelli di Busto Garolfo. I tre Comuni destinati a cessare le loro funzioni presentarono ricorso in seguito al quale il Consiglio Provinciale deliberò di aggregare Villa Cortese a Busto Garolfo. Villa Cortese riconquistò l’autonomia il 13 ottobre 1966.
AA.VV., Numero Unico, Busto Garolfo, (in occasione della Messa d’Oro di don Pietro Longoni), Milano, 1912.
AA.VV., Numero Unico, 4 maggio 1924, Busto Garolfo ricorda! Magenta eredita! Omaggio al vecchio Pastore, Busto Arsizio, 1924.
AA.VV. Busto Garolfo, Grandi festeggiamenti del 5,6 ottobre 1924 per l’ingresso del nuovo Prevosto Don Carlo Tettamanzi, Milano, 1924.
P.PARODI, Busto Garolfo, frammenti storici con una dissertazione su Busto Cava, Abbiategrasso, 1927.
P. PARODI, I tre Busto e le origini di Busto Arsizio, Abbiategrasso, 1928; ristampa anastatica 1980.
AA.VV., L’Amministrazione comunale di Busto Garolfo nei primi dodici anni dell’era fascista, Busto Garolfo, 1935.
CASSA RURALE E ARTIGIANA DI BUSTO GAROLFO (a cura della), Quarant’anni di vita 1898-1938, Busto Garolfo, 1939.
AA.VV. Busto Garolfo in attesa del novello prevosto, dottore don Carlo Rossini, Busto Garolfo, 1943.
AA.VV., Busto Garolfo nel XXV di sacerdozio del suo pastore, dottor don Carlo Rossini e nella celebrazione del XXV anniversario di erezione Canonica a Vicariato Foraneo, Milano, 1949.
C. GAGGIOTTI, Notizie e appunti storici riguardanti Busto Garolfo, il suo territorio e le sue famiglie feudali, Busto Arsizio, 1952.
L’Autore si impegnò a ricomporre per la prima volta la storia del borgo di Busto Garolfo in quanto luogo d’origine della sua compagna, Bice Gaggiotti Corsini, alla memoria della quale il libro è dedicato.
AA.VV., Il volto 1955 di Busto Garolfo, Olcella, 1955.
V. BRANCA, Il ministero parrocchiale di monsignor dottor professor cavalier Luigi Crespi a Busto Garolfo (1910-1924), Busto Garolfo, 1961.
A. COVA, Ottant’anni di attività della Cassa Rurale e Artigiana di Busto Garolfo, 1897-1977, Legnano, 1981.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE FAMIGLIE DEI CADUTI E DISPERSI IN GUERRA, Ai Caduti e dispersi di tutte le guerre, Busto Garolfo, s.d.
D. RONDANINI, La chiesa e l’antico ospedale di San Remigio a Busto Garolfo, Legnano, 1986.
L. PERINO-F. GADDA, U.S. Bustese: 25° di rifondazione, 1963/64 – 1988/89, Busto Garolfo, 1989.
D. RONDANINI, Le antiche residenze nobiliari di Busto Garolfo, Società “Arte e Storia” Legnano, Bollettino n. 3 (settembre 1991).
P. CAFARO, Busto Garolfo. Una comunità locale tra il X e il XX secolo, Busto Garolfo, 1991.
G.C. BORSA, I nostri nonni vivevano così. Vocabolario del dialetto e delle tradizioni di Busto Garolfo, Azzate, 1996.
AA. VV, Busto nel Settecento. Aspetti di vita civile in un documento del 1733. Edizione Sogedi, Busto Garolfo, 2004. Il volume contiene due articoli del GRSD, La famiglia Della Croce (p. 63) e Fugit Hora: la meridiana sul palazzo Arconati (pp.64-65).
L. BORSANI, Bis piqual…nel suo piccolo, Busto Garolfo, 2005.
T. BORSA – G. COLOMBO, Omaggio ai nostri tesori – la chiesa parrocchiale di Busto Garolfo. Storia, arte spiritualità, Busto Garolfo, 2006.
P. CAFARO, Tra due fiumi – storia economica e del credito da fine Ottocento a metà Novecento nel territorio compreso tra il Ticino e l’Olona, edizione a cura della BCC, Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Bugaggiate in occasione del 111° anno di fondazione (1897), 2008.
GRUPPO DI RICERCA STORICA, “Oggi sposi”
Storia e tradizione del matrimonio a Busto Garolfo
Dal 1684 agli anni Sessanta, documenti e fotografie, 2013
GRUPPO DI RICERCA STORICA, Un filo…di storia. Storia della tessitura a Busto Garolfo, 2014
AA.VV., “La storia … in un solco. Due secoli di vita contadina a Busto Garolfo, 2015

6 – Castano Primo
Insieme a Lonate, Castano in età basso medievale era indicato come “borgo” ed oggi è l’unica “città” (dal 1984) di quella parte del territorio della riva sinistra del Ticino – territorio dell’antica pieve di Dairago –  indicata come  “Il Castanese”.
G. MAGISTRI, Descrizione dell’apparato fatto dal borgo di Castano, diocesi di Milano, per ricevere le sante reliquie havute da Roma e da Colonia, Milano, 1610.
A. ACERBI, Memorie del borgo e territorio di Castano, manoscritto datato 30 gennaio 1806 conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, segnatura B 175 Sup. La Biblioteca comunale è in possesso di un microfilm dell’opera.
C. CASATI, Ricordi Storici di Castano Primo, Tipografia della Perseveranza, Milano, 1878
Z. BIGATTI, Discorso del rev.mo prevosto di Castano nelle circostanza dell’inaugurazione dell’oratorio maschile di Castano alla presenza di S.E. il cardinale arcivescovo di Milano e delle autorità locali (26 settembre 1897), Milano, 1897.
Honor et gloria al m.r. signor prevosto don Giuseppe Cermenati vicario foraneo di Castano nel 25° di ministero parrocchiale. Ai gloriosi caduti castanesi, Castano Primo, 1927.
Al taumaturgo Crocifisso nel XXV anniversario di traslazione. All’amato pastore sac. don Giuseppe Cermenati nel 50° di sacerdozio…, Castano, 1934.
I. SCHUSTER, Peregrinazioni apostoliche, Milano, 1949, pp.64-65.
Contrade,  dal dicembre 1962 al dicembre 1963 fu pubblicata a Castano un  periodico d’informazione della vita locale, diretto da Fulvio Gambaro.
50 anni al servizio di Dio e delle anime, Castano Primo, 1962.
GDOV, Storia di Castano Primo, (dalle origini al 1859) pubblicata in 14 puntate mensili su “L’Eco di Castano” negli anni 1966-67. Riveduta e ripubblicata in “CN” dal 1979.
V. MARTINONI, Storia di Castano Primo (dalle origini al secondo dopoguerra).
Si tratta di un manoscritto, in più volumi, realizzato tra il 1964 e il 1968, che si trova depositato presso l’Archivio della Parrocchia prepositurale di S. Zenone. Parti ridotte di tale ricerca storica sono state pubblicate su “L’Eco di Castano”, a più riprese, tra il 1969 e il 1972:
– Castano al tempo del sindaco Magnani (1859-1886);
– Castano Primo nella Bella Époque e nel dopoguerra (1886-1922);
– Castano Primo ai tempi del Fascismo e della Resistenza (1922-1945).
Inoltre, tale approfondita ricerca storica è servita come base per la pubblicazione della Storia di Castano Primo dalle origini al Novecento, curata nella sua realizzazione da Alessandro Miramonti e Angelo Paratico, volume pubblicato nel 1985 a cura dell’Amministrazione Comunale e della Biblioteca Civica.
V. MARTINONI, Castano Primo e il suo vicariato, in “Diocesi di Milano, 10 (1969), pp.166-175.
GDOV, La successione feudale di Castano (con una notizia sull’Innominato), in “Archivio Storico Lombardo”, serie IX, vol. VIII, Milano, 1971.
GDOV, La successione feudale di Castano, in “CN”, vol. I, 1979, p. 28.
GDOV, I – Storia di Castano, in  “CN”, vol I, 1980, p.49.
GDOV, II – Storia di Castano, in  “CN”, vol I, 1980, p.81.
GDOV-V. MARTINONI, III – Storia di Castano, in “CN”, vol I, 1980, p.118.
GDOV-V. MARTINONI, IV – Storia di Castano, in “CN”, vol I, 1980, p.155.
GDOV-V. MARTINONI, V – Storia di Castano, in “CN”, vol I, 1980, p.176.
GDOV-V. MARTINONI, VI – Storia di Castano, in  “CN”, vol II, 1981, p.25.
GDOV-V. MARTINONI, VII – Storia di Castano, in “CN”, vol II, 1981, p.57.
V. MARTINONI, I Martinoni di Castano (1525-1941), in “CN”, vol. II, 1981, p.65.
V. MARTINONI, VIII – Storia di Castano, in  “CN”, vol II, 1981, p. 96.
V. MARTINONI, IX – Storia di Castano, in  “CN”, vol II, 1982, p. 142.
V. MARTINONI, X – Storia di Castano, in  “CN”, vol II, 1982, p. 176.
V. MARTINONI, XI – Storia di Castano, in  “CN”, vol II, 1982, p. 176
M.L. CRESPI, Mosaico – liriche dal 1952 al 1982, s.d.
M. POGGIALINI TOMINETTI, Gaetano Previati (1852-1920). La Via Crucis per il cimitero di Castano Primo, Milano, Centro Culturale S. Fedele, 1983.
G. B. MADERNA, Per l’architettura religiosa nella diocesi di Milano dopo S. Carlo. Il catalogo del fondo Spedizioni diverse, in “Arte Lombarda”, 1984, 70-71, pp. 47-136.
M. DE MARCHI, Il Crocifisso ligneo di Castano Primo, in “Quaderni del Ticino, 4 (1984), pp.91-93.
L. PRADA, Gaetano Previati a Castano Primo – Il carteggio completo (1883-1889) tra il pittore e gli Amministratori del borgo lombardo, pubblicato in occasione della mostra “Andar sul Sacro”, Corbetta, Cà Verza, dicembre 1985.
P.CASTOLDI, I Rumanên, storia dei Rogorini, illustre famiglia castanese, in “CN”, vol. VI, 1988, p.17.
C.R.D.A. (Centro per la Ricerca, la Documentazione e l’Aggiornamento del Castanese), Istituto Tecnico Statale Commerciale con sperimentazione globale “G. Torno”, maggio 1991.
M. DEZZI BARDESCHI, Villa Rusconi a Castano Primo. Storia, conservazione, progetto, Castano Primo, 1993.
M. ALBERTOCCHI, Terracotte figurate della collezione Torno, in “Rassegna di studi del Civico Museo Archeologico e del Civico Gabinetto Numismatico di Milano, fascicolo LIII, anno 1994. Oggetto del presente studio è il complesso di terracotte appartenenti alla Collezione Torno che sono state per molti anni in deposito giudiziale, insieme a gran parte del materiale della collezione stessa. Quest’ultima, di vaste proporzioni, era costituita da due nuclei: uno conservato presso l’abitazione dell’ingegner Felice Torno a Milano, l’altro nella sua villa di Castano Primo.
F. MONOLO, La mia fanciullezza, quasi un diario, Omega edizioni, 1995.
N. JOMINI, Un quaicoss da salvà, Castano, 1996.
G. BONAZZA, Cent’anni di Storia dello Sport a Castano Primo, notizie e documenti inediti sugli sportivi, gli organizzatori, le società e sullo sport castanese, introduzione di Angelo Paccagnini, Castano Primo, 1998.
N. JOMINI, Oralità e Zuquaruni, Castano, 1998
A. PACCAGNINI-C. BIANCHI WEBER (a cura di ), Pietro Rogorini, un poco di storia dei Rogorini (1600-1936), Castano Primo, 1997.
AA. VV., “Chiamati alla speranza” – Per la dedicazione della parrocchia Madonna dei Poveri di Castano Primo, 1998.
I Signori di Como, 1999. Volume dedicato alla memoria di Giuseppe Rusconi in coincidenza della riapertura di Villa Rusconi , dopo l’incendio della primavera del 1992.
W. GENONI, Voci di Castano Primo in arte, edizione 1999-2000, Castano Primo, 2000
P. CASTOLDI, Pedala, pedala…45 anni di storia del Pedale Castanese, con la prefazione di Ermanno Paccagnini ed un intervento di Armando Torno, copertina di Ugo Sanguineti, Castano Primo, 2000.
G.L., Con Malpensa 2000 si è avviato un nuovo processo di sviluppo – intervista al sindaco Fausto Sanson, in “Città Oggi Più”, n. 2, 2002.
D.M., Expo 2003 – Polo fieristico Sud Malpensa, in “Città Oggi Più”, n. 33, 2003.
G. LEONI, Castano Primo: da borgo a città, edizione patrocinata dal Comune, Novara, 2007. Presentata il 6 dicembre 2007 a palazzo Rusconi.
AA.VV., Il Santo Crocifisso di Castano Primo – Dalla leggenda alla storia, opera realizzata in occasione delle solenne traslazioni del simulacro, Milano, 2009.
Opera presentata il 12 giugno nella chiesa parrocchiale di San Zenone. Sono poche le parrocchie che possono vantare un’opera lignea del primo Rinascimento e il simulacro castanese – è ormai assodato – è stato realizzato da una bottega milanese nel 1530. Le misure poi – ha detto Luigi Di Corato – “richiamano il celebre canone delle proporzioni umane di Leonardo da Vinci”. “E’ stato fatto un tentativo di dare un volto alla storia – ha continuato – mettendo a disposizioni competenze autorevoli”-. Don Giuseppe Sisti ha parlato di una conversione operata da Santo Crocifisso avvenuta sotto i suoi occhi, ma anche della prostrazione del cardinal Martini nel 1984.  Giuseppe Leoni ha parlato dei “miracoli”, ma anche del fatto che la comunità di Castano andò incontro “a croce alzata” al pericolo di una guerra guerreggiata nel proprio territorio nel giugno 1859, anno dal quale partì la traslazione venticinquennale del Santo Crocifisso. Luigi Soroldoni, che ha analizzato l’opera sotto tutti gli aspetti tecnici, ha potuto dire che si tratta di “una classica opera del Cinquecento realizzata con tutti i crismi dell’epoca (il perizoma con la doratura) ed ha ipotizzato che il Crocifisso non fosse nato per essere messo in croce. Ringraziamenti sono andati ai fotografi castanesi che hanno messo a disposizione le foto e alla ditta Gambaro per aver svolto gratuitamente tutti i lavori di abbellimento della festa.
AA.VV., Ecce Mater Tua – Eccco tua Madre – Tracce di devozione mariana nel Decanato di Castano Primo, mostra fotogtafica itinerante realizzata in occasione del 50° anniversario della parrocchia della Madonna dei Poveri di Castano Primo, Milano, 2009.
Fabio Carnaghi (FAI), ha presentato, con rara proprietà di linguaggio, la mostra che rappresenta il frutto di una ricerca storica sulla “Ecce Mater tua” nel territorio del Castanese, iniziativa che fu avviata per festeggiare il 50° anniversario della parrocchia “Madonna dei Poveri” di Castano Primo. Il lavoro di ricerca ha prodotto un bel catalogo (15 euro), in cui ogni località si ritrova inserita nella matrice cristiana originaria del Castanese: il disegno della pieve di Dairago (1570), elaborato in occasione della visita di san Carlo Borromeo. L’opera stampata con il contributo della Fondazione Ticino-Olona si pone l’obiettivo di far conoscere il valore artistico e religioso dell’arte sacra presente sul territorio.
Nella sua presentazione Fabio Carnaghi ha posto l’accento sulla Madonna in Trono di Buscate, erroneamente attribuita alla scuola luinesca, dove “Mater tua” è rappresentata insieme ai Santi Ambrogio, Marco vescovo, Pietro e Caterina d’Alessandria. A suo dire, l’opera buscatese, che vanta un’originale iconografia colta, si inserisce nel vezzo in uso al tempo di copiare opere importanti (auliche) da parte di artisti locali, come i Lampugnani, ai quali il relatore ha attribuito la tela. La mostra itinerante, dopo il giro nei 18 Comuni interessati, sarà conservata nella sede del Decanato di Castano “La Scala di Giacobbe” a Castelletto di Cuggiono.
GIUSEPPINA CROCI, Sul bastimento per Shanghai – diario di viaggio di Giuseppina Croci, 2011. Alla presentazione a Castano Primo del 17 gennaio 2013 hanno partecipato Pierbruna Bertani, nipote dell’autrice e curatrice del libro, Ernesto Milani, giornalista; Guglielmo Gaviani, moderatore. Con la partecipazione di Nora Picetti, attrice. Il diario racconta il viaggio del 1890 di una giovane castanese di 27 anni inviata in China a tenere la contabilità di una filanda. Da allora, Giuseppina, sarebbe stata per tutti ‘la Chinesa’. Così era conosciuta a Buscate, dove al suo ritorno si sposò Pietro Ballarati ex maresciallo del CC dal quale ebbe una figlia Carlotta, futura maestra. La figlia di Carlotta, Pierbruna Bertani, artista diplomata a Brera, figlia ribelle della maestra e nipote della Chinesa, era presente alla presentazione dei diari della nonna curati dall’Archivio Diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo), nell’Aretino, che due anni fa, con un premio, si assunse gli oneri di pubblicazione. Una copia è nella biblioteca di Castano primo che ha ospitato la serata. La nipote ha raccontato il viaggio da Genova a Shangai dove era stata installata una filanda e la signorina era stata inviata per tenere la contabilità. Tornò dopo 5 anni e conosceva l’inglese e il cinese e 30mila lire coi quali acquistò un terreno a Buscate e costruì la sua casa. Visse di rendita fino a 92 anni  leggendo l’articolo di fondo del giornale  e la borsa. La sua meraviglia erano gli uomini nudi ‘neri’, ma anche rossi, verdi e gialli che incontrava nei porti. Portava l’esperienza castanese nel paese che aveva scoperto la seta, ma erano rimasti indietro dal punto di vista sociale (guarda dove sono arrivati oggi!).  Ma non era l’unico an esserci andata c’era anche un Angelini di Buscate che si fece fotografare da Samurai.
Il bozzolo si faceva in casa, poi veniva ammassato in filanda dove veniva sfilato mettendolo nell’acqua calda (2 Km per bozzolo). Le ragazzine cominciavano a lavorarci dai 6 anni e a 12 erano delle professioniste.
PINUCCIO CASTOLDI, Il palazzo di città – storie, immagini e personaggi di Villa Rusconi e del borgo di Castano Primo, 114 pp. , Il Guado, 2018.
6 – Cuggiono (Cuggiono Maggiore e Cuggiono Minore con Castelletto)
Alla memoria di Clavenna Albino morto il 2 febbraio 1904, Cuggiono, 1904.
BANCO S. GIORGIO, Assemblea generale ordinaria del 24 febbraio 1907. Gestione 1906. Esercizio primo, Cuggiono, 1907.
BANCO S. GIORGIO, Assemblea generale ordinaria del 25 febbraio 1912, Cuggiono, 1907.
In memoria del Cav. Uff. Luigi Bossi, Cuggiono, 1913
In memoria di Carlo Gualdoni, Cuggiono, 1918.
G. BADI, Cuggiono, Cuggiono, 1950.
Si tratta di una breve monografia, la prima per quanto riguarda questo paese, per realizzare la quale l’Autore ha ricercato i più antichi documenti e ha ricostruito pazientemente la storia delle varie famiglie nobiliari o cospicue connesse con le vicende della località in questione: i Crivelli, i Piantanida, i Clerici, il pontefice Urbano III, le chiese e gli edifici trovano cenni adeguati che sarebbero poi stati approfonditi nelle successive pubblicazioni.
1967. 50 anni di apostolato! Sia gloria a Dio!, Cuggiono, 1967
CENTRO PUECHER (a cura del), Ciao Cügion, Cuggiono 1974.
AA.VV., Giornata sacerdotale: 29 maggio 1979, Cuggiono, 1979.
G. SCOTTI, Flavia Scotti nata Castiglioni (1821-1905), la sua famiglia, la sua vita, i suoi tempi, Lecco, 1980.
G. VISCONTI (a cura di), Memoria di un uomo che passò per Cuggiono: 1938-1955, Cuggiono, 1981.
CIRCOLO S. ROCCO (a cura del), Cuggionesi in America, Cuggiono, 1981. 
AA.VV., Cuggiono, una storia per immagini, in “Quaderni del Ticino”, n. 16 (1983)
SEZIONE DC DI CUGGIONO (a cura di), Pagine della Resistenza a Cuggiono 1944-1984, Cuggiono, 1984.
COMUNE DI CUGGIONO (a cura del), 50° anniversario della fucilazione dei partigiani cuggionesi: 7 luglio 1944, Cuggiono, 1984.
SEZIONE PARTITO SOCIALISTA (a cura della), Per… le tradizione cuggionesi – fascicolo 1, Cuggiono, 1984.
SEZIONE PARTITO SOCIALISTA (a cura della), Per… le tradizione cuggionesi – fascicolo 2, Cuggiono, 1987.
COMUNE DI CUGGIONO, Cenni storici sulle fiere e il mercato settimanale, Cuggiono, 1988.
CENTRO CULTURALE “ALDO MORO”(a cura del), La donna nell’arte (biografie di pittori cuggionesi), Cuggiono, 1989.
Giornata del Volontariato 1993. I Gruppi presenti a Cuggiono si presentano, Cuggiono, 1993.
G. VISCONTI-M. MANZINI-G. TORRI-M. ISABELLA-M. BERRA, Quattro secoli di musica a Cuggiono. Storia e restauro del nostro organo, Cuggiono, 1993.
M. BOLLA, Vasellame romano in bronzo nelle civiche raccolte archeologiche di Milano in “Notizie dal chiostro del Monastero Maggiore”, supplemento IX, 1994. “Bronzi di età augustea sono affiorati a Cuggiono e Magenta”.
CENTRO CULTURALE “ALDO MORO” (a cura del ), “La Gasparotto” per non dimenticare i valori della Resistenza, Cuggiono, 1995.
G. VISCONTI (a cura di), Chiese di Cuggiono e Castelletto, parrocchia e comune di Cuggiono, 2000. Si tratta di un lavoro meticoloso al quale hanno partecipato l’architetto Luca Rinaldi della Soprintendenza di Milano, Simonetta Coppa, Nicoletta Onida, Licia Parvis Marino, Caterina Sorrenti, Paolo Mira. Si conferma l’affermazione di Cesare Cantù che fu Francesco Maria Richini il progettista della basilica di Cuggiono.
 “Ascoltando i bisbigli della storia… – Guida illustrata alla visita del museo di Arti e Professioni di Cuggiono, 2001.
A. CASO, I Crivelli. Una famiglia milanese, tesi di laurea che è stata ampiamente illustrata sulla “Nuova Rivista Storica”, 1992. Centrato su Cuggiono, il lavoro di ricerca è particolarmente interessante anche per quanto riguarda la viabilità antica e la toponomastica locale.
D. M., “…I cuggionesi sono molto affezionati al loro passato – intervista a Giuseppe Locati, sindaco di Cuggiono”, in “Città Oggi più”, n. 31, 2003.
M. HALL Ets, Rosa vita di una emigrante italiana – da un paese di contadini e filande dell’Altomilanese, ai villaggi minerari del Missouri ed alla Chicago di inizio Novecento. Una storia di “quando ad emigrare eravamo noi”, Ecoistituto della Valle  del Ticino, 2003, 260 pp. ill.
Si tratta della prima edizione italiana di un’edizione dell’Università del Minnesota (Rosa, the life of an italian immigrant) del 1970 riscoperta dall’Ecoistituto della Valle del Ticino e ripubblicata in memoria di una sposa partita dal paese natìo più di un secolo fa e ritornata a casa come un’eroina di altri tempi, un esempio di coraggio e spirito indomabile che suscita grande emozioni.
AA. VV., Gli Anonimi protagonisti della nostra storia – Gli emigranti italiani nel nuovo mondo – Il caso dell’Altomilanese, Atti del Convegno di Studi tenutosi a Cuggiono-Robecchetto con Induno il 19-20 luglio 2003, edito dalla Fondazione Candiani onlus per l’Ecoistituto della Valle del Ticino, 2003, 168 pp. ill. Il volume contiene una seire di interventi: “La tradizione migratoria nel contado di Cuggiono: Ercole Beloli, pioniere ed organizzatore del lavoro mimesi in America” (Gianfranco Cavenago); “Le popolazioni contadine dell’Alro Milanese tra protesta e progetto migratorio” (Robertino Ghiringhelli); “Il difficile percorso dell’integrazione delel Little Italy nordamericane – Il conflitto generazionale” (Gary Ross Formino); “l’Economia e la società Nord Americana dinanzi al fenomeno dell’immigrazione italiana” (Ferdinando Fasce\); “Il contributo dell’emigrazione allo sviluppo dell’economia e della società italiana” (Pietro Cafaro); “Gli Italo-Americani oggi” (Rudolph J. Vecoli).
G. COLOMBO, Damm a trà, proverbi e filastrocche cuggionesi pubblicata a cura degli “Amici del Museo”, 2005.
C. STUCCHI, Ricordi e riflessioni di un borghese, Ecoistituto della Valle del Ticino, 2008. Si tratta dell’autobiografia del dottor Carlo Stucchi, scritta nel 1944. Un diario scritto da un medico condotto che operò  a lungo a Cuggiono, sua cittadina di adozione.
L. TRESOLDI, Cugion d’una volta – proverbi, modi di dire, ricette contadine, illustrazioni di Marilena Ferrari, 2008
G. VISCONTI, Cuggiono, la sua storia, 2009
R. CAVALLARI, La Leopoldina era la nostra casa – Giulin e la Gasparotto. Racconti di Resistenza, Magenta “La Mameoria del Mondo” – Libreria Editrice, 2009
PAOLO MIRA-MARIO COMINCINI, “Tu ci hai svelato quanto sia antica la patria nostra”, Storia cuggionese in memoria di Giovanni Visconti, Museo Civico, 2020
7 – Dairago (capopieve)
Il primo censimento italiano del 1862 contava a Dairago 1010 abitanti, ad Arconate 1356 e a Villa Cortese 797. Di conseguenza il Regio Decreto 24 dicembre 1868 sopprimeva i Comuni di Dairago, Arconate e Villa Cortese e li aggregava a quelli di Busto Garolfo. I tre Comuni destinati a cessare le loro funzioni presentarono ricorso in seguito al quale il Consiglio Provinciale deliberò di aggregare Villa Cortese a Busto Garolfo e Dairago con Arconate. Dairago riconquistò l’autonomia quasi un secolo dopo con legge 1263 del 24 dicembre 1957.
AA.VV., L’omaggio di Dairago al novello Prevosto don Attilio Barera, Dairago, 1926
AA.VV. , L’Angelo di Dairago. Omaggio al nuovo Prevosto don Paolo Crespi nella ricorrenza del suo solenne ingresso a Dairago, Dairago, 1933.
AA. VV. , Messa d’Argento del prevosto Don Carlo Lotti da 25 anni a Dairago, Dairago, 1961.
COMUNE DI DAIRAGO (a cura del), Dairago 1958-1962, Dairago, 1962.
P. AIROLDI, Dairago: il nuovo gonfalone, in “Paese”, novembre 1963.
AA.VV., Daiagu al suo prevosto Carlo Lotti, Dairago, 1975.
W. CERVI, Dairago. Rapido sguardo su cose passate di una capo pieve nell’Alta Burgaria, Dairago, 1981.
GRSD, Dairago, tracce e testimonianze storiche, Catalogo della mostra settembre-ottobre 1981, Dairago, 1981.
GRSD- P. AIRAGHI, Gli Airaghi e Dairago,: profilo di un’origine, Dairago, 1982.
W. CERVI, Dairago. Una parlata, Dairago, 1982.
G. MORETTI, L’Archivio Plebano di Dairago, Dairago, 1986.
AA.VV., 1926-1986, Sessant’anni di presenza educativa, in “Orizzonti”, settembre-ottobre, 1986.
GRSD,  Dairago: bibliografia e cartografia a stampa, p.m., Dairago, 1986.
GRSD, Dayrago, capo di pieve – guida alla storia locale, Pro Loco, Dairago, 1997.
GRSD, Santuario Madonna in Campagna Dairago, 60mo dell’incoronazione 1938-1998, Dairago, 1998. Il volume contiene una serie di studi del GRSD: La Madonna che allatta il bambino, Il cavaliere disarcionato, Gli affreschi della Madonna in Campagna, Il paliotto, La devozione alla Madonna in Campagna: feste, ricorrenze, processioni, indulgenze. 
GRSD, San Genesio di Dairago, chiesa Madre, Parrocchia Prepositurale San Genesio M., Dairago, 2000.
GRSD, Rimembranze. Ricordi di dairaghesi combattenti nelle guerre del Ventesimo secolo,  Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, Dairago, 2002.
GRSD, Lasciate che i pargoli… Cento anni, dalla nascita dell’Asilo Infantile di Dairago all’odierna Scuola dell’Infanzia “Rossetti Martorelli”, Comune di Dairago, 2004.
GRSD, L’antica madre – studi sulla chiesa pievana di San Genesio e la comunità di Dairago, edito dal Comune di Dairago, 2009, 304 pp, ill.
8 – Inveruno con Furato
Il Decreto Reale che aggregò Furato ad Inveruno, trasformandolo da libero Comune in frazione, porta la data del 9 settembre 1870.
P. AIROLDI, Inveruno ieri e oggi, Legnano, 1983.
L. PRADA (a cura di), Una parrocchia, un cammino di fede, Inveruno, 1988.
U.S. INVERUNO (a cura della), Unione Sportiva Inverunese 1945-1995, Inveruno, 1995. 
C. COLOMBO, Storia del mio paese Inveruno. Dalle origini al 1939, Comune di Inveruno, 1995.
COMUNE DI INVERUNO (a cura del), Diari della Resistenza inverunese, Inveruno, 1995.
M. RESTELLI (a cura di), Angoli di storia. Raccolta di testimonianze degli ospiti della Casa Anziani di Inveruno… per riscoprire ricordi e valori del passato, Inveruno, 1997.
M.A. BINAGHI LEVA, P. CATTANEO, R. VOLONTE’, Duemila anni fa a Inveruno – La necropoli romana ritrovata, 2000.
Si tratta del volumetto divulgativo della mostra inaugurata il 9 dicembre 2000 a seguito del ritrovamento di una vasta necropoli in via Varese. Nella sua prolusione, il sindaco, Luigi Garavaglia, ringraziò Carlo Alliata, l’imprenditore edile proprietario del fondo sul quale, nel dicembre 1998, mentre era intento a realizzare un insediamento abitativo in via Varese vide affiorare dei cocci. Insieme al direttore dei lavori, ing. Gianni Leoncini,  informò il Comune, poi la Soprintendenza. Fu allora che si pose la questione di chi avrebbe dovuto sostenere i costi per il rilievo della necropoli. La Soprintendenza non aveva fondi a disposizione per simili interventi (e questo la dice lunga sull’importanza che le istituzioni statali attribuiscono alla cultura locale) per cui il Sig. Alliata si fece carico di sostenere le spese. Per quattro mesi – dal 18 dicembre 1998 al 18 aprile 1999 – una squadra di archeologi lavorò per il rilievo e il recupero delle duecento  tombe a incinerazione. La necropoli, con i suoi corredi tombali, documenta un insediamento abitativo importante che si collocava sulla strada che dal Ticino conduceva all’Olona sulle tracce degli antichi pagus celtici che costellavano le rive del Ticino.
C. COLOMBO, Storia del mio paese, Inveruno dal 1940 al 1960, Comune di Inveruno, 2003.
Con la collaborazione di Gianluigi Robbiati, il professore Carlo Colombo – dopo il primo volume pubblicato una decina di anni fa – ha dato alle stampe il secondo volume che sottolinea la “laboriosità” della gente del suo paese. Una laboriosità che ha permesso di superare brillantemente il passaggio dal mondo agricolo a quello industriale
C. COLOMBO – G.L. ROBBIATI, I Sindaci i Inveruno dal 1860 al 1960, con il patrocinio dell’Ammi–nistrazione comunale, 2005.
M. BOLLASINA, Il Sogno del Nuovo Mondo – Emigrazione ed evoluzione di famiglie inverunesi negli Stati Uniti d’America, edito dal Centro Europeo Promozioni Agricole di Milano, 2008.
MARIA VITTORIA VEGEZZI, Dalla tessera al mosaico – Frammenti ritrovati dell’antica Inveruno, 2011
GIANFRANCO BERRA-REMO TRUCCOLO, Inveruno che fu, foto e ricordai del paese, 2013
C. COLOMBO, Storia del mio paese, Inveruno dal 1961 al 2011, Comune di Inveruno, 2014.
9 – Lonate Pozzolo
I Comuni rurali di Tornavento con Tinella e Sant’Antonino, rispettivamente di 259 e 866 abitanti, furono – con Regio Decreto del 7 marzo 1869 aggregati a Lonate Pozzolo. Questo paese è stato storicamente parte della pieve di Dairago, ma anche del Circondario di Abbiategrasso, mandamento di Cuggiono. Nel 1887 entrò a far del Circondario di Gallarate e, nel 1927, venne inserito nella neonata provincia di Varese, nata da una costola di quella di Milano.
Parole pronunciate sulla tomba dell’ingegnere Giulio Cerati il 18 maggio 1886, Busto Arsizio, 1886.
Statuto del Consorzio della Gora-Molinara o Cavo-Oggetto colle disposizioni transitorie, Milano, 1895
Statuto del Consorzio della Gora-Molinara o Cavo-Oggetto, Milano, 1899
P. ENRICO DA LONATE POZZOLO, In memoria di don Pietro Cav. Giudici, parroco di Cologno Monzese, Cologno Monzese, 1937.
Edizione straordinaria a ricordo della venuta in Parrocchia del corpo del Martire S. Fortunato. 27 settembre 1951. “Bollettino parrocchiale di Lonate Pozzolo”, n. 12 (dicembre 1951).
SOCIETA’ FILARMONICA (a cura della), 125° anniversario di fondazione 1834-1959, Lonate Pozzolo, 1959.
25° di parrocchia del Parroco, molto reverendo don Antonio Tagliabue, Lonate Pozzolo, 1962.
Lonate Pozzolo. Ceni storici e attività produttive, Milano, s.d.
GDOV., Appunti per una Storia di Lonate Pozzolo, p. m. (ciclostilato), Lonate Pozzolo, 1964.
F. BERTOLLI-R.GARATTI (a cura di), Statuti comunali di Lonate Pozzolo (anni 1496-98), in “RGSA”, n. 1, marzo 1969.
F. BERTOLLI, Pergamene dell’Archivio Comunale di Lonate Pozzolo (1333-1575), in “RGSA”, n. 3 settembre 1969.
GDOV, Storia di Lonate Pozzolo. Dalle origini al Seicento, Lonate Pozzolo, 1969.
GDOV, La battaglia di Tornavento nelle fonti storiche, Gallarate, 1970.
O. BRAGONZI, Bragonzi, Segrate, s.d.
“IL FONTANILE”-BIBLIOTECA COMUNALE, 150° anniversario di fondazione Società Filarmonica S. Cecilia 1834-1984, Lonate Pozzolo, 1984
L. ZARO, Resistenza e Liberazione a Lonate Pozzolo (1943-1945), p. m. , Lonate Pozzolo, 1985.
L. TURRICI-L. ZARO, Il Ticino a Lonate, p.m., s.d.
AA. VV., Lonate Pozzolo. Storia Arte società, Nicolini editore, Gavirate, 1985.
Si tratta di una pubblicazione di grande spessore (superiore alle 400 pagine)  che riporta una serie di studi che hanno scavato a fondo nella storia lonatese: GDOV-F. BERTOLLI, Cronologia essenziale delle situazioni lonatesi;  Cartografia generale e vedute d’insieme; A. DEIANA, Lonate romana;  G.P. CISOTTO, Sviluppo urbanistico dalle origini al medioevo; F. BERTOLLI, Monasteri medievali: nomi e sedi; L. FERRARIO, Il monastero di San Michele; F. BERTOLLI, Chiese, oratori di culto, cappelle campestri; A. CATTANEO CATTORINI, L’ingegnere Antonio da Lonate; F. BERTOLLI-A.SPADA, La parrocchiale di S. Ambrogio;  A. SPADA-E. BOTTINI-G. PACCIAROTTI, L’abside di S. Ambrogio: problemi aperti;  M. MANZIN, Dai Bonalanza ai Prestinari: Lonate Pozzolo alle radici dell’organaria lombarda; M. ISABELLA, Il restauro dell’organo “Prestinari”: rilievi, analisi, considerazioni;  E. BOTTINI-A. SPADA, Case patrizie e abitazioni rurali; G. PACCIAROTTI, Due secoli di pittura a Lonate Pozzolo; R. GARATTI, La popolazione lonatese nel 1574; L. FERRARIO, Confraternite e feste: esperienze e momenti di vita associativa; GRSD, S. Antonino nel Cinquecento: situazione civile e vicende religiose; GDOV, Per un consuntivo del nostro Seicento: documenti inediti relativi a Lonate; R. GARATTI-F. BERTOLLI, Il catasto di Maria Teresa; G. SPEZZIBOTTIANI, Studi demografici. stagionalità e strutture; L. ZARO, 1850-1914: aspetti di vita economica e sociale; E. MILANI, L’esperienza lonatese nelle Americhe; R. GARATTI, Appunti di storia economica.
AA.VV., Lonate Pozzolo. History art society, Gavirate, Lonate Pozzolo, 1986
AA.VV., La Madonna dell’aiuto, S. Antonino Ticino, Lonate Pozzolo, 1986.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1987, (Lonate che scompare), Lonate Pozzolo, 1986.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1988, (Lonate in cartolina), Lonate Pozzolo, 1987.
Fanfara dei Bersaglieri “Nino Tremonti-Mario Costa”: Vent’anni…allegramente, Lonate Pozzolo, 1987.
F. BERTOLLI-GDOV, La battaglia di Tornavento, Lonate Pozzolo, 1987.
“IL FONTANILE” (a cura del Circolo Culturale), Luigi Brusatori pittore: la vita e le opere (1885-1942), Lonate Pozzolo, 1988.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1989, (Lonatesi a S. Rafael), 1988.
AA.VV., Una storia che continua. Racconti ed esperienze di ragazzi all’Oratorio (in copertina: 20 anni di Oratorio), Lonate Pozzolo, Parrocchia di S. Ambrogio, 1989.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1990, (La cucina contadina lonatese), 1989.
AA.VV, Il Ticino – strutture, storia e società nel territorio tra Oleggio e Lonate Pozzolo, Nicolini Editore, Gavirate, 1989. Il libro di 320 pagine è diviso in una serie di capitoli:
Le strutture del territorio: Il ponte e gli altri mezzi di collegamento.
M.G. PORZIO, La storia del ponte; A. SPADA, Il ponte di Oleggio: aspetti strutturali e formali; G. CANDIANI, La via ferrata per il trasporto delle barche da Tornavento a Sesto Calende. Tempo, vicende, vestigia; M. COMINCINI, Il porto natante di Lonate-Oleggio.
La battaglia di Tornavento del 1636
F. BERTOLLI, L’invasione Franco-sabauda del 1636 nel Novarese e nel Milanese; G.D. OLTRONA VISCONTI, In margine alla battaglia di Tornavento. I collegati al Ticino negli affreschi di G. A. Molinari; G. AMORETTI, Strategia e tattica.
Il sistema idrografico
R. GARATTI, La roggia molinara di Lonate Pozzolo; M. COMINCINI, Dove fu derivato il Panperduto; R. GARATTI, Due ipotesi sul Panperduto; F. BERTOLLI, Fossato della Cerca, fossato dei misteri; G. LEONI, L’utilizzazione delle forze idrauliche dell’Alto Ticino. Dalle rogge ai canali, dall’energia idrica all’energia idroelettrica e a quella termoelettrica.
Architettura rurale    
A. SPADA, Cascine, mulini, osterie sulla sponda lombarda.
Reperti archeologici
M.A.BINAGHI LEVA, Malpensa: ritrovamenti archeologici.
Gli uomini e il territorio
A. ZARO, Lonate Pozzolo, tra ferrovia e canali.
I dialetti del Ticino
A. MARINONI, Ticino, confine linguistico.
Luoghi di culto e devozione
G. PACCIAROTTI, Tracce di devozione popolare nelle terre di Lonate Pozzolo.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1991, (Naviglio Grande e Canale Industriale), 1990.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1992, (Il monastero di San Michele), 1991.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1993, (Il Ticino dei Lonatesi), 1992.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1994, (Storia della pittura a Lonate Pozzolo), 1993.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1995, (La piena del Ticino del 1993), 1994.
F. BERTOLLI-G. PACCIAROTTI, Oratorio di San Pietro in Lonate Pozzolo: la storia, gli affreschi, Lonate Pozzolo, 1994.
F. BERTOLLI-A.SPADA-G. PACCIAROTTI, San Michele monastero di Umiliate Agostiniane, Lonate Pozzolo, 1994.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1996, (Erbe aromatiche e officinali lonatesi), 1995.
F. BERTOLLI, Ul minighìn da Lunà. Materiali sul dialetto di Lonate Pozzolo, p. m., Lonate Pozzolo, 1995.
PRO-LOCO, 1986-1996: insieme da dieci anni, Lonate Pozzolo, 1996
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1997, (La strada di Gaggio e l’antica rete stradale lonatese), Lonate Pozzolo, 1996.
1965-1996. Don Eraldo Colombini, parroco di Lonate Pozzolo, Lonate Pozzolo, supplemento del “La Nona Campana”, notiziario parrocchiale, febbraio 1997.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1998, (Lonate, terra di campioni sportivi), 1997.
G. APOSTOLO-A.GRAMPA-R.SACCHETTI, Lonate Pozzolo e l’aviazione, 1997.
A. MILANI, Lonate Pozzolo…un tempo perduto, Oleggio, 1997; ristampa 1998 con appendice in inglese. I diritti della vendita furono devoluti al gruppo Harambee-Fondazione Brownsea.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 1999, (Caproni, grandi costruttori di ali), 1998
AA.VV., Ragazzi in festa – La storia dell’Oratorio Maschile “don Antonio Tagliabue” (1969-1999), Parrocchia di Lonate, 1999.
S. CASCIANI, Luigi Ferrario. Mies and Me. Un racconto (Progetti e realizzazioni di architetture anche per Lonate e dintorni),  Milano-Ginevra, Skira, 1999. 
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 2000, (Tappe della formazione della chiesa di Sant’Ambrogio nel Cinquecento), Lonate Pozzolo, 1999
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 2001, (Ulisse Bosisio, architetto e Sindaco), Lonate Pozzolo, 2000.
S. LUPI VADA, Lonate cucina, Lonate Pozzolo, 2001
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 2002, (Lonate Pozzolo, Sant’Antonino e Tornavento dal 1900 al 1920), in copertina il titolo: “Album di Lonate Pozzolo”, Lonate Pozzolo, 2001.
Comune di Lonate Pozzolo – “Vivi la città”, n. 77, Reggio Emilia, luglio 2002.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 2003, (Lonate Pozzolo tra Ottocento e Novecento: l’emigrazione del sant’antoninesi a Crockett), Lonate Pozzolo,  2002.
F. BERTOLLI-F. LINCIO, Antiche pergamene dei soppressi monasteri di Lonate Pozzolo (anni 1256-1576),  Nomos edizioni, Busto Arsizio, 2002.
Il volume contiene 142 atti su pergamena in trascrizione integrale, risalenti agli anni dal 1254 al 1576, ben 80 dei quali anteriori all’anno 1350. Trattasi di documenti conservati all’Archivio di Stato di Milano, ma già appartenenti ai monasteri di Lonate fino alla loro soppressione avvenuta nell’anno 1784. Vi prevalgono testamenti e donazioni, atti notarili di compravendita, di affitto, di ricognizione delle proprietà, parecchi dei quali interessavano i privati prima che l’uno o l’altro dei diversi nuclei monastici presenti a Lonate nel Medioevo, concentrati da San Carlo Borromeo nei tre soli monasteri dei quali rimangono gli edifici, poco a tanto modificati. Nell’indice dei nomi della bellezza di 30 pagine predominano riferimenti a Lonate e Sant’Antonino, a Ferno rispetto a quelli dei paesi vicini.
Lonate è borgo fin dal primo documento del 1254, ove compare come Lonato Pozzalto, un nome mezzo longobardo, che nel Trecento si evolve alla forma Lonate Pozzoldo. Il primo nucleo monastico di Lonate, citato nella raccolta, sito nella contrada di Monte, era un nucleo misto di uomini e donne che seguivano la regola agostiniana, presumibilmente un “terz’ordine”. Il castello di Lonate, il fossato all’interno all’abitato, la piscina centrale, i nomi delle contrade, le chiese e i vari insediamenti monastici, gli ospizi, gli studi notarili, le strade in uscita dall’abitato, il torrente Arno, il Monte Castano, il fosso della Cerca, alcuni mulini nella Valle del Ticino, il Naviglio Grande sotto il nome di Ticinello trovano conferma nelle pergamene del Trecento. Numerose, in compagnia di toponimi altrettanto numerosi, le notizie sull’utilizzo del suolo: vigne presso l’abitato, poi campi aratori, indi l’ampia fascia della Baraggia che è terreno acquisito all’agricoltura, più in là la selvaggia brughiera ed i boschi, infine i prati nella valle del Ticino con cenni alle regole e ai turni per l’impiego irriguo della roggia alimentatrice dei mulini. Numerosi i magistri, cioè gli artigiani, e i notai, termometro gli uni e gli altri dell’attivismo locale. Diversi i nomi di sacerdoti titolari dei due benefici parrocchiali, denominati di Sant’Ambrogio e San Nazaro.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 2004, (Il palio delle contrade, le contrade storiche), Lonate Pozzolo,  2003.
F. BERTOLLI, L’ingignero Antonio da Lonate e la chiesa di Sant’Ambrogio, Lonate Pozzolo, 2003.
PRO LOCO, Tacuìn da Lunà 2005, (Brughiera ed aviazione), Lonate Pozzolo, 2004.
GDOV., Appunti per una storia di Lonate Pozzolo, riedizione annotata da F. Bertolli, supplemento al n. 1/2004 de “La Nona Campana”, notiziario parrocchiale.
F. BERTOLLI, Lonate Pozzolo e il Beato Cardinal Ferrari, ricerche storiche di F. Bertolli con apporti di R. Garatti e A. Iannello, n. 5/2004 de “La Nona Campana”.
L. ZARO-A. MILANI, Percorso verde: Gaggio, depliant con notizie storiche a cura del Parco del Ticino e del Comune, 2004.
L. ZARO-A. MILANI, Percorso Azzurro: Discesa del Porto, dépliant con notizie storiche a cura del Parco del Ticino e del Comune, 2004.
F.BERTOLLI-L.TURRICI-L.ZARO, Via Gaggio – Natura e storia nella brughiera tra il Ticino e Malpensa, Editore Aretè Soc. Cooop a.r.l., Brioso (Milano), luglio 2007.
Presentato domenica 28 ottobre 2007 il volume di Franco Bertolli, Luciano Turrici, Luigi Zaro che parla dell’antica strada del “porto” che, nell’Ottocento collegava Milano al ponte di Oleggio. L’ultimo tratto, che va dal Centro Parco del Ticino di Tornavento al ponte sul fiume, è stato riscoperto da un Gruppo di volontari guidati da Ambrogio Milani. Anticamente, l’antico tratturo collegava il borgo al porto sul fiume; al mulino del Gaggio, dove si macinava il grano per la comunità; ai prati della valle irrigati dalle acque della roggia molinara; alla Ricevitoria per il pagamento dei dazi (oggi Centro Parco del Ticino), ai primi stabilimenti industriali sorti nel primo Novecento sotto Tornavento e Nosate dove molti contadini del territorio sono diventati operai.
Il libro è dedicato alla memoria di Luigi Zaro, un giovane cultore di storia locale prematuramente scomparso. Laureato in lettere e storia, ha svolto attività di ricerca che gli ha permesso di coltivare la sua passione per la storia del Medio Ticino. Ha collaborato a Contrade Nostre” e “Ticino mese”, riviste che per prime hanno cercato di scavare nella storia della riva sinistra del Ticino, ma ha elaborato anche saggi corposi per volumi sulla storia del territorio pubblicati negli ultimi vent’anni da Nicolini Editore, dai seguenti titoli: “1850-1914: aspetti di vita economica e sociale a Lonate Pozzolo”; “Lonate Pozzolo, tra ferrovia e canali”.
F. BERTOLLI – D.M. TOGNALI, La transumanza invernale delle greggi dall’Alta Valcamonica alle rive del Ticino, Gruppo di Ricerche Storiche di Lonate Pozzolo, 2008.
Il volume è stato pubblicato con il patrocinio dell’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Canonica (Ponte di Legno, Temù, Vione, Vezza d’Oglio, Incudine-Monno) e ricorda un giovane pastore che, nel maggio 1771, mentre pascolava il suo gregge nella brughiera,  fu colpito da un fulmine  – in territorio di Tinella, antico comune rurale adiacente a Nosate. Mani pietose avevano ricordato la morte del giovane con una stele “crociata” infissa nel terreno con alcune parole scavate nel serizzo a ricordare l’evento. Era sempre rimasta lì e i locali la chiamavano “Ul sass pastur”,  una denominazione che ricordava quell’antico evento nella brughiera. Di questi tempi c’è anche il rischio che qualche malvivente la rubi per racimolare qualche euro dagli antiquari, come è successo allo stemma visconteo di Nosate. Il primo passo per non perderne la memoria e quello di documentare i beni stratificati sul territorio ed è quello che fa da vent’anni Ambrogio Milani. Recentemente, questo cultore del territorio, che ne coltiva la memoria con il sentimento di tramandarla, ha ripulito la pietra e scoperto che si riferiva ad un pastore di Vione che il 20 maggio 1771 fu fulminato sul campo: “Pietro Bono con 36 pecore” furono colpiti da una scarica elettrica che non lasciò scampo. Il pastore aveva solamente 16 anni e dà motivo di riflessione il fatto che nella lapide siano ricordate anche le pecore, così importanti per aver forza di sussistere nel Settecento.
FRANCO BERTOLLI-ALESSANDRO IANNELLO, La parlata popolare di Lonate Pozzolo – Ul dialèt da Lunà, Pro-Loco, 2015

10 – Magnago con Bienate
Anticamente i tre Comuni rurali (Magnago, Bienate e Vanzaghello) erano separati e vissero una storia differente, documentata anche dal dialetto. Le tre comunità furono unite in un solo Comune con il Real Decreto 761 del 3 marzo 1869.
3 novembre 1100: “Gotofredo del fu Pietro di Magnago, con la moglie Domenica e i fratelli di questa Giovanni e Adelasia, del fu Domenico di Arconate, abitanti a Padregnano, di legge longobarda, vendono al monastero di S. Nicolao e Benigno del Padregnano otto vigne e undici campi al prezzo di duecento buoni denari d’argento”. Questo documento, conservato nell’Archivio di Stato di Torino, introduce nella nostra storia Magnago che certamente esisteva mille anni fa.
AA.VV. , Exultemus! Omaggio a don Francesco Checchi: 1° giugno 1899-1° giugno 1929, Magnago, 1929.
AA.VV., Omaggio a don Francesco Checchi a ricordo della sua Messa d’oro: 28 maggio 1899-28 maggio 1949, Magnago, 1949.
AA.VV., Venticinquesimo di Sacerdozio di don Mario Corti, Magnago, 1966.
AA.VV., Magnago…Oggi, Magnago, 1966.
AA.VV., Centenario del Comune di Magnago con Bienate, Magnago, 1969.
E. PARISI, La trasmissione del patrimonio in una famiglia del patriziato milanese: i Della Croce di Magnago in “Libri & Documenti”, periodico della Biblioteca Trivulziana ?, febbraio 1993.
AA.VV. Magnago e Bienate: due paesi una storia, 2000
Presentato una domenica mattina dell’anno 2000 in quello che fu  il palazzo Della Croce gli autori (Elio Brunini, Stefano Pariani, Alberto Pastori, Leopoldo Piantanida, Severino Pisani, Luigina Ravera, Augusto Stacchetti), che poi sono un Gruppo Amici di Bienate e Magnago, erano giustamente fieri dell’opera prima di storia locale dei due paesi.  La parola è poi passata a Ginetta Ravera, che – quale rappresentante di tutti gli autori – ha raccontato i cinque anni di lavoro del Gruppo ripercorrendo velocemente la storia: nel 1535 gli Arconati – famiglia di antica nobiltà feudale già presente nei nostri paesi nei primi anni dopo il Mille – lasciarono il posto al nascente patriziato (borghesi che si erano fortemente arricchiti nei secoli precedenti nei traffici commerciali e che intendevano “pietrificare” la loro ricchezza anche con l’acquisto di titoli nobiliari) che avrebbe “acquistato” il marchesato. Fu così che Bienate fu infeudato ai Lossetti, mentre Magnago passò ai Della Croce…
COLELLA, Treno delle 14.40. Partenza dal fronte russo, Editore Comune di Magnago, 2003.
L’autore è un magnaghese d’adozione che ha pensato di raccogliere le lettere che il suocero, Gaetano Rosa, scriveva alla moglie Carlotta dal fronte di guerra, dove era stato chiamato a prestare servizio. Il libro ruota attorno alle avventure di un magnaghese, classe 1913, si trovò ad affrontare dapprima in Africa Orientale, dove sbarcò nel 1935 per restarvi due anni, e poi dal Fronte Occidentale, dove arrivò nel 1940. Di ogni avventura vissuta, anche di quelle drammatiche, l’ex magazziniere del Cotonificio Bustese rendeva conto alla amata Carlotta, alla quale scriveva con regolarità e costanza.
AA.VV., Storie & Memorie – Magnago e Bienate, a cura del Gruppo Amici di Bienate e Magnago (Alberto Pisoni, Severino Pisani, Luigina Ravera, Augusto Stacchetti), col patrocinio del comune di Magnago con Bienati, 2003.
A. ROSA, San Michele Arcangelo in Magnago – la chiesa e la sua storia, parrocchia di San Michele Arcangelo, Magnago, 2005.
E. SCAMPINI, I 23 racconti del Ticino, edizioni del Comune di Magnago, 2006.
I 23 racconti sono stati scritti dall’Autore in un arco di tempo che va dal 1939 al 1987 e sono stati da lui selezionati dalla sua produzione per farne oggetto di pubblicazione tra il 1986 e il 1991 sulla rivista “Ticino mese” di Turbigo, diretta ed edita da Giuseppe Leoni.
PAOLO LOTTI, Acta Reperta: 1820-1947, 2008. Il libro, distribuito dall’autore, è una raccolta iconografica di antichi documenti (atti notarili ed altro) che offrono uno spaccato della vita quotidiana del tempo.
PAOLO LOTTI, Acta Reperta: Pio Istituto Santa Corona di Bienate, Magnago Vanzaghello, 2009. Questo libretto patrocinato dai Comuni di Magnago, Vanzaghello, Parrocchia di Sant’Ambrogio con don Armando Borsani e Cuore amico affronta a livello locale il discorso sull’ospedale medievale o Hospitale quanto questo ente abbia inciso nella vita quotidiana degli abitanti del territorio.
ANTONIO ROSA, Magnago, i luoghi della Fede – le chiese di Santa Maria, San Martino, San Gaetano, parrocchia di San Michele Arcangelo, 2012
11 – Nosate
G. SAIBENE, Cenni storici del Comune di Nosate, p. m., Nosate, 1986.
AA.VV., Il Cammino degli Astronomi di Brera – Ricostruzione della misurazione della base geodetica di Somma-Nosate per la Carta Topografica del Milanese e Mantovano, eseguita dietro alle più esatte dimensioni geografiche ed osservazioni astronomiche (maggio-agosto 1788), s.d., ma presumibilmente anno 2000.
A.V. MIRA BONOMI, Nosate, in “Lombardia paese per paese. Enciclopedia dei Comuni d’Italia”, Firenze, vol. IV, n. 99, pp. 406-407.
P. M. DE MARCHI, Catalogo dei materiali altomedioevali delle Civiche Racccolte Archeologiche di Milano, in “Rassegna di Studi del Civico Museo Archeologico e del Civico Gabinetto Numismatico di Milano”, supplemento IV, 1988. Da pagina 123 a pagina 131 c’è la descrizione dettagliata dei ritrovamenti avvenuti durante lo scavo del canale industriale (iniziato nell’estate del 1902) per la costruzione dell’impianto idroelettrico di Turbigo. Il tratto interessato è quindi da Tornavento a Turbigo.  
G. LEONI (a cura di), Nosate – la storia millenaria di un piccolo paese della riva sinistra del Ticino, edizione patrocinata dal Comune, 2004. La ricerca storica contiene importanti contributi di Patrizia Morbidelli, Paolo Mira, Giampaolo Cisotto e traccia la prima “storia” di questo piccolo paese della riva sinistra del Ticino diventato famoso per i ritrovamenti celtici e longobardi.
M. CASATI – F. BARONI, La fiaccolata nosatese – 30 anni di immagini e racconti, realizzato a cura del Comune, 2006
PAOLO MIRA, Giuseppe Antignati e la Madonna del carmine di Nosate, 2012
12 – Olcella oggi frazione di Busto Garolfo
G. MORETTI, La “Ciella”, Olcella, 1983.
Anno 1750: “Busto Piccolo non ha sotto di sé altri Comuni fuori che un piccolo caseggiato appellato Cassina Olciella”
13 – Robecchetto con Induno e Malvaglio
Anticamente Induno con Guado, Malvaglio e Robecchetto con Padregnano, erano comuni rurali autonomi.  Induno, probabilmente, è la presenza più antica (dell’istituzione di Induno Ticino con Malvaglio esiste ancora l’archivio comunale conservato nel palazzo Fagnani di Robecchetto). Fu il Regio Decreto 5622 del 9 giugno 1870 a sopprimere il Comune di Induno e a nominare il nuovo con “Robecchetto con Induno”.
AA.VV., Il XXVmo di parrocchia del M.R. don Luigi Pozzi, parroco di Malvaglio 1912 agosto 1937, Milano, 1937.
COMUNE DI ROBECCHETTO CON INDUNO (a cura del), I partigiani. Località Padregnano, Robecchetto, ottobre 1944. Supremo sacrificio lungo il Naviglio, Robecchetto con Induno, 1994.
G. CISOTTO, G. LEONI, L.VIGNATI, Induno-Malvaglio Padregnano-Robecchetto, storia di una comunità, Turbigo, 1997.
Presentato il 6 dicembre 1997 dal professor Ermanno Paccagnini, la ricerca è articolata in dodici capitoli che ripercorrono, in maniera esauriente, la storia delle località citate nel titolo. I – Le Culture del Ticino: dai Celti ai Longobardi; II – Le antiche località: da Induno a Robecchetto; III – Le acque: dal Ticino alle rogge; IV – L’età feudale: dalla nobiltà d’arme all’ascesa dei ceti borghesi; V – Le chiese: dalle antiche chiese private di Padregnano alle parrocchiali:, VI – La parrocchia di Robecchetto: dal 1486 al 1997; VII – La parrocchia di Malvaglio: dal 1683 al 1997; VIII – La proprietà e la popolazione: dagli “Stati delle Anime” al Censimento, IX – L’Ottocento: dall’agricoltura all’industria, da contadini a conciatori; X – Le Guerre: dai turcos ai partigiani; XI – L’emigrazione e l’immigrazione: nelle miniere del Midwest…; XII – Il Novecento: dalla miseria alla ricchezza, dal cortile alla villetta…
!(…) Avrebbe dovuto essere il dottor Fagnani a raccontare la vicenda storica della sua famiglia. Ne aveva i titoli e anche l’interesse. Ma l’erede – che gli autori rintracciarono a Pavia a seguito di una lettera scovata nell’Archivio comunale –   del  marchese Federico che ebbe “possanza di coltello” nel suo feudo fu bloccato la sera della presentazione dalla nebbia. Nell’incontro che Giuseppe Leoni e Luisa Vignati ebbero a Pavia l’anziano Fagnani disse loro: “Sapete che la città di Pietroburgo mi ha scritto per avere delucidazioni sul volume del marchese Federico, pubblicato e censurato nel 1811, nel quale prevedeva la campagna di Russia di Napoleone del 1812 (…). La città vuole ricordare il millenario della sua fondazione con la ristampa del libro dell’ultimo feudatario di Robecchetto”. L’erede del Fagnani possiede ancora una copia della prima edizione, quella censurata, e nell’occasione mise a disposizione degli autori un ritratto della “famosa” Antonietta Fagnani Arese, sorella del feudatario e considerata “una delle più belle donne di Milano” del tempo.  Insieme al ritratto di quella che fu l’amante del Foscolo (e non solo) consegnò la riproduzione del busto del marchese conservato alal Biblioteca Ambrosiana, la quale ricorda ancora oggi la memoria di Federico con una sala a lui dedicata”.
I. VALLARDI HAZON, Il professor Carlo Vallardi – testimonianza di un periodo storico, Milano, 1999.
AA. VV., Giancarlo Colli 2001, pubblicazione realizzata dal Comune in occasione del 70° compleanno del pittore originario di Malvaglio, 2001.
AA. VV., Alessandro Negri: ritorno alle origini, realizzato con il contributo della Fondazione “Primo Candiani”, onlus, comune di Robecchetto con Induno, 2003.
AA.VV., La chiesa di Santa Maria delle Grazie a Robecchetto, edizione a cura della Fondazione “Primo Candiani onlus”, 2003.
La pubblicazione è dedicata a tutti coloro che hanno contributo alla conservazione della chiesa parrocchiale finanziando l’intervento di restauro superiore al miliardo di vecchie lire.  Presentazione di don Francesco Cameroni, parroco; Introduzione di Giuseppe Leoni; Coloro che vollero la chiesa … di Luisa Vignati; Cenni storici sul progetto originale  di Laura e Angelo Vittorio Mira Bonomi; Regesto e trascrizioni dei documenti d’archivio inerenti al progetto originario provenienti dall’Archivio Arese Lucini; Il restauro architettonico realizzato da Laura e Angelo Vittorio Mira Bonomi; David Beghé: un artista ispirato dall’amore di Dio e per il prossimo di Isabella Coccovillo; Il restauro degli affreschi di Elena Veggiotti e Paola Oppici.
AA.VV., Il ponte torriano sul Ticino, edizione a cura della Fondazione “Primo Candiani onlus”, 2005. Il libro contiene gli atti dei Convegni di Studio tenutisi al palazzo Fagnani-Arese di Robecchetto con Induno dai seguenti titoli: “Dove attraversava il fiume Ticino la strada Mediolanum-Novaria?” (27 ottobre 2001); “Un Ponte medievale sul Ticino”(9 ottobre 2003).
UNA SERATA ‘MAGNA’. Forse il posto – il restaurato convento domenicano, oggi Casa del Decanato di Castano Primo posto nel territorio di Castelletto di Cuggiono – probabilmente la memoria dei due convegni che avevano colto l’attenzione degli abitanti della riva sinistra del Ticino, certo è che la serata del 15 aprile 2005 è stata “magna”. Tanta gente, forte interesse, più di quello che speravano gli organizzatori: la fondazione Primo Candiani onlus di Robecchetto con Induno che ha sostenuto gli oneri della stampa del volume e quelli della serata di presentazione.
E’ stato un momento felice per la storia locale che ha raccolto i cultori di tutta la zona che sono arrivati a frotte per sentire gli interventi dei quattro professori universitari che hanno partecipato all’incontro: Giancarlo Andenna, Alberto Gabba, Matteo Dolci, Alfredo Lucioni. Nomi e cognomi noti a chi ha la passione della storia del territorio: Giancarlo Andenna fu il primo, in una pubblicazione del 1987, a parlare dell’esistenza di un ponte in legno d’età torriana (1274) sul Ticino collocato sul fiume a sud di Turbigo; Alberto Gabba, noto per aver studiato in maniera approfondita in ponte napoleonico in pietra di Boffalora (iniziato nel 1805 e terminato nel 1828) ha illustrato la tecnica di costruzione dei ponti medievali; Alfredo Lucioni è anche lui un habitué del nostro territorio. Ci arrivò nei primi anni Ottanta, giovare ricercatore universitario, per indagare sulle vicende del priorato di Padregnano. L’antica presenza Fruttuariense (che si chiuse nel 1197), l’unica  oltre Ticino, rappresentò un motivo fondamentale dei suoi studi sulla civiltà monastica che si sviluppò nei primi decenni dopo il Mille. Ricerche e memorie che ha pubblicato su riviste prestigiose (Archivio Storico Lombardo, 1990), ma anche recentemente in occasione del millennio di fondazione di Fruttuaria (1005-2005).
Particolarmente interessante è stato l’intervento dell’archeologo Matteo Dolci che ha parlato espressamente di “centuriazione” (un modo di dividere e di assegnare il territorio ai veterani romani) del territorio compreso tra l’altopiano della riva sinistra del Ticino (Castano, Robecchetto, Inveruno) e Legnano realizzata in età tardo imperiale. La “scoperta” è frutto dell’analisi della cartografia antica la quale indica – a detta dello studioso – che, nella fetta di territorio compresa tra Castano, Robecchetto con Induco, Parabiago, Legnano, ci sono i tratti tipici della parcellizzazione agraria romana.
Non solo, ma ha aggiunto che esisteva un “diverticolo che da Sedriano arrivava ad Inveruno, Cuggiono e Castano. E’ certo – ha continuato il professore – che da Castano passava la Como-Castelseprio-Novara del IV secolo d. C., supposta dal Bognetti prima e dal Sironi poi, la quale attraversava il Ticino nella zona dov’è posta l’attuale pila del ponte. Eppoi, gli assi del Ticino e dell’Olona uniti con una fitta rete di strade, traversagne e traversagnette, che mettevano in comunicazione le due grandi arterie romane esistenti sul territorio: la Mediolanum-Verbanus (Sempione) e la Mediolanum-Novaria. Ma dove attraversasse il Ticino quest’ultima non è dato a sapersi. Certamente – ha concluso il professore – in età medievale l’attraversamento potrebbe essere avvenuto nel tratto compreso tra Bornago e Cuggiono, anche perché la strategia dei Longobardi era di occupare i centri nevralgici del territorio.
Tutti d’accordo sulla forte presenza longobarda sulla riva sinistra del Ticino: da Pavia ai paesi dei Laghi . Lo stesso Andenna ha ricordato il ciclo di affreschi dell’abside di San Michele di Oleggio (la chiesa del cimitero): una cavalcata di guerrieri con dei tori…Si è scoperto da poco che si tratta della più antica rappresentazione di S. Michele al Monte Gargano, uno dei monumenti più belli dell’Italia Meridionale, un santuario che fino al Settecento ha attirato folle da tutt’Europa, ma anche un antichissimo luogo di culto d’età longobarda.  Non solo, anche il tesoretto longobardo scoperto all’inizio del Novecento proviene dalla chiesa del cimitero di Oleggio, la quale ha la porta disassata per la semplice ragione che vi era addossato il vecchio santuario dedicato a S. Michele. E come tutti sanno…S. Michele Arcangelo vuol dire Longobardi!
L. VIGNATI, “Cara mamma non state a penare”, edizione a cura della Fondazione “Primo Candiani onlus”, 2008.
G. LEONI, Uomini Nostri – Imprenditorialità e umanità nella modernizzazione dell’Altomilanese, edizione a cura della Fondazione “Primo Candiani onlus”, 2008
G. LEONI, Le Battaglie del Ticino – scontri armati dalla protostoria all’Unità d’Italia, edizione a cura della Fondazione “Primo Candiani onlus”, 2010
G. LEONI, Fascisti, partigiani, repubblichini nel Castanese – la seconda linea gotica (1943-1945), edizione a cura della Fondazione “Primo Candiani onlus”, 2012
G. LEONI, Su quella che fu la Resistenza – Partigiani e Patrioti, edizione a cura della Fondazione “Primo Candiani onlus”, 2014
 
14 – San Antonino Ticino oggi frazione di Lonate Pozzolo
I Comuni rurali di Tornavento con Tinella e Sant’Antonino, rispettivamente di 259 e 866 abitanti, furono – con Regio Decreto del 7 marzo 1869 aggregati a Lonate Pozzolo.
 GDOV, La Madonna dell’Aiuto, in “RGSA”, n. 4,  dicembre 1969, ma il tema era già stato affrontato in “RGSA”, 1953, n. 4
F. BERTOLLI (a cura di), S. Antonino Ticino, 1496-1996: cinque secoli di storia di una comunità,  Nicolini, Gavirate, 1996.
Franco Bertolli ha coordinato il lavoro di ricerca al quale hanno partecipato diversi studiosi (Silvana Aldeni, Flavia Fiori, Augusto Spada), ma anche G. D. Oltrona Visconti. Il lussuoso volume, pubblicato con il contributo del Comune e della Sea, contiene contributi anche di Giacomo Airoldi, Enzo Grassi e Milvia Turri.  “Già comune autonomo si presenta al cospetto della storia con la solita facies di una piccola comunità rurale dalle strutture semplici come furono quelle di tutti i nostri paesi con l’esclusione di Castano e Lonate Pozzolo che già furono chiamati “borghi” in età medievale”. Il luogo affiora nella storia locale nel XIII secolo ed è documentata la fondazione della parrocchia: 15 giugno 1496. Fu allora che si presentarono al Vicario  Arcivescovile il rettore della chiesa di Magnago (dalla quale dipendeva S. Antonino) insieme ai rappresentanti della comunità e si accordarono per la separazione delle chiese. Il Vicario – dopo aver verificato la consistenza del beneficio donato dai “vicini” e dai nobili possidenti in loco – diede facoltà agli abitanti di avere un cimitero, battistero e campanile ed ogni altro segno di parrocchialità.  
 
15 – Turbigo
A. CORIO, Santi Haymo et Vermondus Comites Turbigij. Duo lumina Coriae Gentis luci exposita, Milano, 1639.
A. TADINI, Della costruzione di un ponte stabile sul Ticino presso Turbigo, Novara, 1880.
A.G. CORSO, Descrizione genuina della memorabile battaglia di Turbigo…. Questa monografia è conservata nella Biblioteca Nazionale di Francia con la seguente segnatura: Ital-1574, Fol. 71, Richelieu – Manuscrits occidentaux – Magasin.
U. BOSISIO, Il ponte sul Ticino a Turbigo, Milano, 1902.
A. SCOTTI, Le forze idrauliche del Naviglio Grande e l’impianto idroelettrico di Turbigo della Società Lombarda per la distribuzione di Energia Elettrica, Milano, 1905. Importante questo volume in quanto si tratta dell’unica pubblicazione – fuori commercio – che spiega i motivi per cui fu modificato il tracciato dei primi chilometri del Naviglio Grande con la costruzione del primo tratto del Canale Industriale.
1903-1928. Nel faustissimo giorno della messa d’argento dell’amatissimo parroco don Edoardo Riboni inaugurandosi il nuovo concerto di campane. Gli amici, gli ammiratori e il popolo di Turbigo plaudenti ed esultanti, Turbigo, 1928.
Ricerche araldiche sulla casata Cedrati, Studio Araldico Storico genealogico di Firenze, 1939.
Il lavoro di ricerca fu commissionato da Carlo Cedrati (1887-1971), il proprietario della ‘famosa’ Conceria Cedrati che morì suicida a Sanremo nel 1971. Su quella che è una delle famiglie più antiche del paese, Giuseppe Leoni ha pubblicato sul settimanale “Città Oggi” la storia recente della famiglia in una serie di articoli dal titolo “La saga dei Cedrati” (novembre 1997).
P. FACCONI – C. PERRONE, Vizzola 1897-1947, Torino, 1947. Si tratta di una pubblicazione fuori commercio celebrativa del primo mezzo secolo di vita della società ‘Vizzola’, la società di produzione e distribuzione dell’energia elettrica nell’Altomilanese, ma non solo.
1° maggio 1960. A don Lino Beretta nuovo parroco di Turbigo, Busto Arsizio, 1960.
Numero unico celebrativo del 1° decennale dell’A.V.I.S. sezione di Turbigo 1951-1961, 1961
9 giugno 1963. Nel solennissimo giorno della messa di diamante di monsignor Edoardo Riboni nel provvidenziale recinto da lui fondato al suo Santo Patrono, dedicato a ricovero della vecchiaia. Confratelli, amici, ammiratori, ricoverati, con a capo i primi Buoni turbighesi plaudenti ed esultanti, Busto Arsizio, 1963.
M. TURLA, L’accortezza di don Colombano, parroco di Turbigo nel 1568, in “RGSA”, settembre 1964
Notiziario Amministrativo novembre 1960-novembre 1964, a cura dell’Amministrazione comunale, 1964.
AA.VV. Cenni storici ed attività produttive, Milano, 1968.
Notiziario Amministrativo giugno 1970-maggio 1975, a cura dell’Amministrazione comunale, 1970.
A.V. MIRA BONOMI, Macina manuale del XIII secolo a Turbigo, in “Sibrium”, vol. X, pp. 401-410, 1970.
Avis 1951-1976, Turbigo, 1976.
A.M. BONOMI, Carlo Bonomi pittore scultore architetto da Turbigo, Società Storica Turbighese, Turbigo 1981. Si tratta della prima opera monografica del grande artista turbighese: “selvatico è chi si salva” alla quale ne seguirono molte altre e, recentemente, di Carlo Bonomi ha scritto anche Vittorio Sgarbi, 
G. LEONI, 25 luglio 1943-2 giugno 1946, Comune di Turbigo, 1983.
G. LEONI, Storia della Unione Sportiva Turbighese (1921-1983), Turbigo, 1983.
G. LEONI, La chiesa dei SS. Cosma e Damiano, Turbigo, 1982.
G. LEONI, I SS. Cosma e Damiano e la loro chiesa di Turbigo, Turbigo, 1984.
A. MIRA BONOMI-G. LEONI, Turbigh in sü e Turbigh in giò, Turbigo 1984.
Si tratta di un fascicoletto illustrante le finalità del 1° palio turbighese il quale spiega la divisione del territorio ancora in uso alla fine dell’Ottocento in Turbigo Superiore e Turbigo Inferiore.
AA.VV., Il patrimonio storico-artistico della parrocchia di Turbigo-Libro catalogo della mostra celebrativa nel cinquantenario della dedicazione della chiesa parrocchiale, Turbigo, 11-25 ottobre 1986.
AA.VV. Risorse idriche e fonti energetiche dal fiume Ticino, Rotary Club Busto-Gallarate-Legnano-La Malpensa-Il Ticino- Castellanza , Gallarate, 1987.
AA. VV., Il ponte sul Ticino tra Galliate e Turbigo nel centenario della sua realizzazione 1887-1987, Amministrazioni comunali di Galliate-Turbigo, 1987.
Il libro, oramai una rarità bibliografica, ha rappresentato il punto di partenza della ricerca storica che ha portato ad individuare un palificato (1274) nell’alveo del Ticino ed ha prodotto anche il volume “Il ponte torriano sul Ticino”, in corso di pubblicazione.
S. DELLA TORRE, Architetto e ingegnere: Luigi Tatti (1808-1881), Franco Angeli, 1989.
Un inciso sulle “Rappresentazioni degli interventi sulle preesistenze edilizie nei disegni di Luigi Tatti” è presente in Il disegno di architettura, atti del Convegno del febbraio 1988, pubblicati a cura di Paolo Carpeggiani e Luciano Patetta. 
Turbigo – storia e attività produttive, Edizioni Erreciemme, 1993.
G. LEONI, Tre settimane e mezzo, L’editoriale, Magenta, dicembre 1993.
COMUNE DI TURBIGO (a cura del), Il Leggicittà. Turbigo, Milano, 1988; edizione 1994-1995, Milano, 1994.
G. LEONI, Turbigo, pubblicazione a cura dell’autore, 1995.
“La copertina la dice già lunga sul contenuto. Si tratta di un disegno secentesco a volo d’uccello che riporta la matrice originaria del paese, rarissimo documento originariamente contenuto nell’Arbore e Discendenza dei Landi etc, feudatari imperiali di Turbigo nel 1591. (…) Un’altra finesse è il titolo del libro, tratto dal primo documento scritto che cita il nome del paese: si tratta di una pergamena del 1150, redatta in scrittura gotica corsiva, conservata all’Archivio di Stato di Milano” G. NOE’, Turbigo e la sua storia, in “Città Oggi”, 14 dicembre 1995.
P. MIRA-G. LEONI-P. MORBIDELLI, La parrocchia e la sua storia, p.m. 1996.
Testi della mostra storica – 31 agosto-22 settembre 1996 – allestita alla Casa del Giovane in occasione del quinto centenario della fondazione della parrocchia della Beata Vergine Assunta.
I més: tradisiôn, fést, risètt, pruverbi (Tradizioni ed attività agricole, Feste religiose e popolari, Ricette tipiche, Proverbi).  E’ il primo di una serie di calendari in dialetto realizzati dalla Scuola Media “don Gnocchi” con la consulenza di Lino Braga, 1996.
A. TANZINI (a cura di), Corpo Bandistico Musicale, “La Cittadina” 1967-1997 – Breve raccolta di fatti e aneddoti di trent’anni di vita musicale, 8 giugno 1997.
I rimédi di nostar vicc (Rimedi della nonna per le malattie), Calendario della Scuola Media “don Gnocchi”, realizzato con la consulenza di Lino Braga, 1997. 
I giügh d’una völta,(Giochi da strada), Calendario della Scuola Media “don Gnocchi”, realizzato con la consulenza di Lino Braga, 1998.
Particular dal millanovcént voltas indré (Attività scomparse), Calendario della Scuola Media “don Gnocchi”, realizzato con la consulenza di Lino Braga, 1999.
I cürt da Turbigh (Vecchi cortili turbighesi), Calendario della Scuola Media “don Gnocchi”, realizzato con la consulenza di Lino Braga, 2000.
Chichinscì sa dis inscì (Modi di dire), Calendario della Scuola Media “don Gnocchi”, realizzato con la consulenza di Lino Braga, 2001.
P. MIRA, La chiesa dei Santi Cosma e Damiano, parrocchia di Turbigo,  2002
Al Nuiri (Il Naviglio Grande), Calendario della Scuola Media “don Gnocchi”, realizzato con la consulenza di Lino Braga, 2002.
G.L., “Quella strada non si deve fare” – intervista al sindaco di Turbigo, Laura Mira Bonomi, in “Città Oggi”, n. 2, 2002.
Cà e tèra e bésti in dos (Gli animali del cortile), Calendario della Scuola Media “don Gnocchi”, realizzato con la consulenza di Lino Braga, 2003.
P. MIRA, La chiesa della Beata Vergine Assunta, parrocchia di Turbigo, 2003.
G. LEONI, La centrale termoelettrica di Turbigo-Robecchetto con Induno, 2003.
Il volumetto di 72 pagine è stato pubblicato con il patrocinio del Comune di Robecchetto con Induno e il sostegno dell’Ecologica Naviglio e porta come sottotitolo: “Un secolo (1899-2003) di sviluppo dell’energia elettrica nel territorio della riva sinistra del Ticino”. La bibliografia di questo volume riporta tutte le pubblicazioni riguardanti la centrale, mentre le tesi elaborate in questi ultimi decenni sono citate nel paragrafo apposito.
COMUNE DI TURBIGO, Vivi la città, edizione 2002-2003, Unimediagroup, Firenze, 2003
Ghé püsé témp che vita (Le fasi della vita), Calendario della Scuola Media “don Gnocchi”, realizzato con la consulenza di Lino Braga, 2004.
L. BRAGA. Il Sillabario (turbighese-Italiano) – Turbigh in sü Turbigh in giò, 2004
Dal péndisi al cartélîn (1898-1938) (Albori dell’industrializzazione a Turbigo), Calendario della Scuola Media “don Gnocchi”, realizzato con la consulenza di Lino Braga, 2004.
COMUNE DI TURBIGO, Vivi la città, edizione 2004, Unimediagroup, Firenze, 2004.
P. MIRA, Scuola Materna – Ente Morale. Storia di un’istituzione turbighese, 2005.
Presentato venerdì 9 settembre 2005 all’Asilo dove, buona parte dei turbighesi, ha ricevuto i primi insegnamenti di vita sociale e religiosa.
G. LEONI, dieci libretti che raccontano la stori turbighese aventi i seguenti titoli: 1 – Palazzo De Cristofori; 2 – Le tracce del passato; 3 -La casa delle colonne; 4 – Le centrali; 5 – le acque; 6 – Il castello medievale; 7 – La maestra; 8 – Le chiese; 9 – I Luoghi della storia; 10 – Carlo Bonomi, editi dal Comune di Turbigo, 2011
E. BAGA, Rugalet – 15 anni passati insieme, libro fotografico la cui origine risale al 1996 quando il parroco don Giampiero Baldi promosse l’istituzione dei rioni., 2013
PAOLO MIRA -PATRIZIA MORBIDELLI, “De Cardinalis dignitate’. Omaggio a Flaminio piatti, nel quarto centenario della morte e alla sua famiglia, 2013
P. MIRA-PATRIZIA MORBIDELLI, Il nobile Francesco Magni e l’altare di Santa Rosalia nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano, 2013
FRANCA GARAVAGLIA, I Quaderni di Franca 1 – Vivere a Turbigo nel Novecento, 2014
A. ZANONI, Sulla cura, editore ‘Le Memorie del mondo’, prefazione di Emanuele Torreggiani, 2014
PAOLO MIRA, Il dipinto di Baldassare Verazzi e la devozione turbighese a San Vincenzo Ferreri, 2015
PAOLO MIRA- PATRIZIA MORBIDELLI, Don Pietro Bossi – parroco di Turbigo dal 1844 al 1891 – tra storia e vita quotidiana, 2015
VALERIO ZINETTI, Ezio Maria Gray – L’Italia ha sempre ragione, edizioni Ritter, 2015
nel febbraio 2016 ha già venduto 800 copie. Il libro è tratto dalla mia tesi di laurea
CARLO AZZIMONTI, ‘Ora pro nobis et libera nos a malo’ – cinque secoli di cult tradizionali e antiche devosioni nella terra di Turbigo, Turbigo 2017
SAN VINCENZO, calendario 2018, a cura di Carlo Azzimonti, Turbigo 2017
FRANCA GARAVAGLIA, I Quaderni di Franca 2 – Turbighesi nella vita e nelle tradizioni del XX secolo, 2017
GIULIANO CIPELLETTI (a cura di), Turbigo nel primo Ventennio del Novecento, 2018. L’emigrazione. Il mutamento socio-economico della famiglia contadina. La Grande Guerra e i giovani turbighesi caduti nel conflitto. Una copia del libro verrà data in omaggio ad ognuno dei parenti dei giovani turbighesi caduti durante la Grande Guerra. IL libro è tato presentato il 19 novembre 2018 al Nuovo Iris
16 – Vanzaghello
Anticamente i tre Comuni rurali (Magnago, Bienate e Vanzaghello) erano separati e vissero una storia differente, documentata anche dal dialetto. Le tre comunità furono unite in un solo Comune con il Real Decreto 761 del 3 marzo 1869. Vanzaghello riconquistò l’autonomia il 28 maggio 1968.
AA.VV., 25 anni con noi. Al parroco don Davide Rampini del 40° anniversario della sua ordinazione. Nel 25° di cura delle loro anime. Vanzaghello, 1963.
AA.VV., Vanzaghello ricorda le vicende che lo condussero a divenire Comune, Vanzaghello, 1968.
AA.VV., XXX anniversario di sacerdozio del parroco don Franco Scotti, “Ul Pasquel”, informatore mensile della chiesa parrocchiale S. Ambrogio, Vanzaghello, 1977.  
I. PIROLA, Il restauro della cappella di S. Agostino, p. m., Vanzaghello, 1985.
PARROCCHIA DI S. AMBROGIO, Don Franco Scotti, prete: XL anniversario di ordinazione sacerdotale, Vanzaghello, 1987.
AMMINISTRAZIONE COMUNALE (a cura della), Comune di Vanzaghello: 20° anniversario della costituzione in Comune autonomo 1968-1988, Vanzaghello, 1988. 
SCUOLA MATERNA PARROCCHIALE – ORATORIO FEMMINILE (a cura della), 80° anniversario di fondazione, Vanzaghello, 1988.
AA.VV., Don Rino Beneggi nel 50° di Sacerdozio, Torrevilla (Monticello Brianza), 1989.
W. CERVI, Vanzaghello tra note e digressioni storiche, Vanzaghello, 1990.
PARROCCHIA-BIBLIOTECA, Un viaggio nel passato. Grande mostra di arti e mestieri. Glossario, p.m., Vanzaghello, 1991.
F.M. GIANI, I Giani – Magiti. Ricordi e appunti sulla famiglia e sulla terra d’origine, p.m., Milano, 1991.
AA.VV., In occasione del 25° di parrocchia di don Franco, “L’Informatore”, numero speciale, Vanzaghello, 1994.
L. SCHENAL, L’é ura da marass: nascita a Vanzaghello nei primi decenni del ‘900, Comune di Vanzaghello, Natale 1994.
“Eccomi Signore”. Cent’anni di vocazioni femminili di speciali consacrazioni nella parrocchia di Vanzaghello, “L’Informatore”, numero speciale, Vanzaghello, 1995. 
M. A. VALLI, L’é ura da sta in pàs (1945-1995), Comune di Vanzaghello, aprile 1995
L. SCHENAL, L’é ura da tö mié: sposarsi a Vanzaghello nei primi del ‘900, Comune di Vanzaghello, Natale 1996. Il libretto ricostruisce la memoria storica del “matrimonio”, inserito nel mondo contadino d’inizio secolo: un particolare “rituale” oramai cancellato dal mondo moderno, oramai orientato a sposarsi “via internet”.
L. SCHENAL, L’è ura da vèrvi ul purton: il cortile e le storie che raccoglieva nei primi del ‘900, Comune di Vanzaghello, Natale 2000.
AA.VV., L’organo della chiesa parrocchiale di Vanzaghello,  edito dalla Fondazione “Cuore Amico” di monsignor Pasquale Giani, maggio 2000.
L. SCHENAL, La cooperativa S. Ambrogio 1919-2001, Vanzaghello, 2001.
L. SCHENAL, L’è ura d’andà al Mécani, Comunae di Vanzaghello, Natale 2002.
M. L. RIVOLTA, Sant’Ambrogio in Vanzaghello: storia di una comunità e della sua chiesa, edito dalla Fondazione “Cuore Amico” di monsignor Pasquale Giani, 2003.
“Nel Trecento non esisteva il paese, ma solamente una località Venzasca i cui abitanti facevano riferimento alla chiesa di S. Michele di Magnago insieme a Bienate, S. Antonino, Tinella e Tornavento. Dopo il 1375 arrivarono i frati del convento milanese di S. Ambrogio ad Nemus (al bosco) che avviarono la fondazione della chiesa (intitolata al loro Santo Patrono) e della parrocchia. Nel 1548, con il parroco Ruggeri, Vanzaghello costituì una parrocchia autonoma. Nel 1666 fu innalzato il santuario della Madonna in Campagna e, a fine secolo, venne ampliato l’oratorio di S. Rocco di impronta secentesca. Il rifacimento dell’attuale chiesa parrocchiale iniziò nel 1729 e i lavori si conclusero nel 1752 con l’ultimazione del campanile”.
AA.VV., La Vergine delle Rocce di Vanzaghello,  edito dalla Fondazione “Cuore Amico” di monsignor Pasquale Giani, 2003.
M. VALLI, L’é ura d’andà in Merica – L’emigrazione transoceanica a Vanzaghello e dintorni tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, Comune di Vanzaghello, Pasqua 2004.
L. SCHENAL, Croci e Litanie, Vanzaghello, 2004.
Com’è nato l’interesse per questo libro? –  è stato chiesto all’autrice. “Da un bisogno di riaffermare la nostra identità culturale e di ricucire il rapporto ormai secolarizzato tra fede e società. Queste croci esistono da tanto tempo, alcune sono ancora intere, altre semi nascoste nell’erba o spezzate. La loro ubicazione non è causale. Sorgono vivono a dei crocicchi o in corrispondenza dei punti cardinali e disegnano un percorso che cinge tutto il paese. A Vanzaghello le croci ancora presenti sono dieci, sette lignee e tre più recenti di cemento. Erano le tappe del ‘Triduo delle Litanie’, processioni della durata di tre giorni che si svolgevano nel mese di maggio dopo l’Ascensione. Si trattava di occasioni per invocare la fecondità dei campi, per consacrare e benedire le cose terrene ed il lavoro umano”. Il fascicoletto congeda poi i lettori con un approfondimento sulla struttura delle rogazioni a cura di Luisella Scrosati.  
L. SCHENAL, Dutur e maràa – Solidarietà e assistenza sanitaria a Vanzaghello: dalla prima guerra mondiale agli anni ’80, 2005
M. L. RIVOLTA, La chiesetta della Madonna delle Neve o Madonna in campagna, 2006
P. LOTTI, Acta Reperta: Vanzaghello, secoli di storia tra Archivio Parrocchiale e Collezioni Private, 2008
L. SCHENAL, Il tempo racconta…la vita nei primi decenni del Novecento, 2012
GINETTO GILLI, nel maggio 2013 ha eseguito una esplorazione della lingua parlata a Sacconago che è diversa da quella di Vanzaghello, ma anche di quall di Busto Arsizio. 
L. SCHENAL – M. L. RIVOLTA, Storie di fatiche e operosità vanzaghellese, 2016.
Le due autrici hanno disegnato la storia industriale del paese attraverso una serie di interviste ai discendenti delle storiche ‘fabbriche, mentre Giancarlo Villa vi ha aggiunto un capitolo dedicato ai Crespi ‘Legorino’ imprenditori bustocchi del tessile che aprirono un’attività anche a Vanzaghello, riuscendo a far arrivare un binario delle Ferrovie Nord in fabbrica (come fece anche la Rossari&Varzi a Turbigo e Galliate). Nel 1910, un tornado fece crollare una ciminiera dello stabilimento sotto la quale rimasero sette lavoratrici. Della settantina di aziende storiche ne sono sopravvissute solo una minima parte (5), ma altre sono nate in tempi recenti a dare manforte all’imprenditoria locale. Chi volesse una copia della ricerca storica può chiederla alla sede del Centro Anziani.
17 – Villa Cortese
Il primo censimento italiano del 1862 contava a Dairago 1010 abitanti, ad Arconate 1356 e a Villa Cortese 797. Di conseguenza il Regio Decreto 24 dicembre 1868 sopprimeva i Comuni di Dairago, Arconate e Villa Cortese e li aggregava a quelli di Busto Garolfo. I tre Comuni destinati a cessare le loro funzioni presentarono ricorso in seguito al quale il Consiglio Provinciale deliberò di aggregare Villa Cortese a Busto Garolfo. Villa Cortese riconquistò l’autonomia il 13 ottobre 1966.
Suor Gaudiosa Vincenzina di san Giuseppe Benedetto Cottolengo, Pinerolo, 1934; nuova edizione 1952.
 AA. VV.  L’Amministrazione comunale di Busto Garolfo nei primi dodici anni dell’era fascista, Busto Garolfo, 1935.
C. GAGGIOTTI, Notizie e appunti storici riguardanti Busto Garolfo, il suo territorio e le sue famiglie feudali, Busto Arsizio, 1952.
25° di sacerdozio di don Carlo Torretta, parroco di Villa Cortese, 1° ottobre 1961, Villa Cortese, 1961.
AA.VV., Numero unico in occasione dei festeggiamenti dell’autonomia comunale che si terranno dal 26 al 29 settembre 1968, Villa Cortese, 1968. 
V. M. OLGIATI, Come Cristo obbediente per servire i fratelli, Monza, 1969.
G.L. MAININI-R.A. PIGAZZI, E’ quasi un secolo. Cronistoria e Vita dell’Oratorio S. G. Bosco, Villa Cortese, Villa Cortese, 1982.
G. CHIERCHINI, Villa Cortese: storia di una cooperativa, Milano, 1982.
A. COLOMBO, Corpo musicale “S. Filippo Neri” di Villa Cortese. Una tradizione dal 1930…1980. 50mo di fondazione, Villa Cortese, 1980.
100 anni di vita del nostro Asilo Infantile “Speroni-Vignati”, 1890-1990, Villa Cortese, 1990.
40° anniversario G.S.O. calcio 1956-1996, Villa Cortese, 1996.
A. COLOMBO, San Grato, oratorio campestre in Villa Cortese, p.m., Villa Cortese, 1996.
A. COLOMBO, Villa Cortese, la rinascita dei vini, p.m., Villa Cortese, 1996.
A. COLOMBO, Francesco Ferrazzi e la sua fondazione, Villa Cortese, 2001.
A. COLOMBO, Villa Cortese: 1967-2005, 2005.
In occasione dell’inaugurazione del nuovo Municipio è stato pubblicato un libretto di 62 pagine che ripercorre la storia recente della comunità. Dal primo sindaco villino dell’Unità d’Italia, Andrea Airaghi alla perdita dell’autonomia nel 1866, al riconquistato Comune nel 1967 con sindaco Rosolino Oliati.  A lui sono succeduti Luigi Gazzardi, Carlo Cucco, Alessandro Ubicali, Cristiano Cozzi e Bruno Dell’Acqua. Altri elementi significati della pubblicazione sono la descrizione del nuovo Municipio, le trasformazioni urbanistiche subite da Villa e alcuni “cammei” del paese: la corte del Torchio, l’oratorio di San Fermo, Palavilla, Circolo Concorsia e campo sportivo. Poi la demografia: ai 4056 abitanti del 1967 ai 6077 del 31 luglio 2005.
ADRIANO BERTONDINI, I Rescalli, marchesi di Villa Cortese, 2014
  http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/storia-e-filosofia/104823/i-marchesi-di-villa-cortese/
ADRIANO BERTONDINI, Le strade di Villa Cortese – il ritratto di un paese attraverso uno stradario ragionato, 2016

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