Bellezza & Salute: gli effetti del Coronavirus (e del lockdown) sulla pelle. A cura del dottor Umberto Napoli

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    Da quando la pandemia è scoppiata, abbiamo trascorso molto tempo all’interno delle nostre case. Le occasioni per stare all’aria aperta sono state davvero poche, soprattutto nella prima fase del lockdown. E la pelle ne ha risentito. Il motivo? La minor esposizione ai raggi solari (principale fonte di vitamina D per il corpo umano) e la permanenza prolungata in spazi chiusi, riscaldati artificialmente.

     

    Quali effetti ha avuto il lockdown sulla pelle?

    Nelle nostre case, l’aria è spesso secca e “sporca”: contiene infatti polvere e altri agenti inquinanti (ad esempio residui di detersivi) che hanno un impatto negativo sulla pelle. Inoltre, la scarsa umidità può danneggiare il mantello acido protettivo. Questo può causare una riacutizzazione del problema in che già soffre di eczema o rosacea, con la pelle che appare più rossa o più squamosa del solito.

     

    Chi a causa del lockdown trascorre più tempo in casa, per lo smart working o per l’assenza di lavoro, tende inoltre trascorrere più tempo a letto col volto appoggiato sul cuscino. Sulla federa, così come sulle lenzuola, possono accumularsi pelle morta, sebo e batteri. Una condizione, questa, che aumenta il rischio di soffrire d’acne. Allo stesso modo, l’acne può essere causata dall’uso della mascherina. Questa occlude infatti la pelle, contribuendo alla congestione dei pori e portando dunque ad eruzioni cutanee. Ecco perché spesso si notano imperfezioni quali punti bianchi, dolorose cisti sottopelle o piccole protuberanze rosse.

    Il dottor Dr. Umberto Napoli
    Specialista in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva 

     

    Infine, numerosi studi hanno dimostrato come la luce blu emessa da smartphone e computer scateni cambiamenti nella pelle: rossori, problemi di pigmentazione. L’effetto è di tipo cumulativo: più tempo si trascorre davanti allo schermo, più la pelle ne risente.

    Carenza di vitamina D e problemi cutanei

    Ciò che più di tutto danneggia la pelle è però la carenza di vitamina D. Questa regola molti processi fisiologici, che vanno dalla proliferazione cellulare al mantenimento della barriera cutanea.

     

    La carenza di vitamina D è associata dunque ad un maggior rischio di psoriasi e dermatite atopica, tanto che diversi studi clinici testimoniano l’effetto benefico che la vitamina D ha sul trattamento di tali patologie. Il merito va al suo potere antinfiammatorio e alla sua capacità di rinforzare il sistema immunitario, ma non solo. La vitamina D regola la proliferazione e la differenziazione dei cheratinociti, regolarizza il ciclo cellulare dei follicoli piliferi, protegge le strutture delle cellule e svolge un’azione riepitelizzante e rivascolarizzante.

     

    Se i livelli di vitamina D sono scarsi, è più facile sviluppare psoriasi ed eczema. La pelle è più secca, ma anche più soggetta ad acne perché più incline a sviluppare infiammazioni. Ecco perché esporsi con regolarità (ma con moderazione) ai raggi solari diventa fondamentale.

     

    Per ulteriori info:

    Web: www.umbertonapoli.it
    Mail: info@umbertonapoli.it

     

    Per saperne di più:
    mastoplastica-estetica.it | blefaroplasticaestetica.it | tumoredellapelle.it

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