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Bellezza & Salute: diete per tutti i gusti. Ma occhio a scegliere quella che fa per voi. Perché la Mediterranea non passa mai di moda…

I preziosi consigli della dottoressa Giovanna Bondi nutrizionista del Poliambulatorio Santa Crescenzia

Le mode passano, lo stile resta disse Cocò Chanel, ma si può applicare anche all’alimentazione? Assolutamente sì.

Le diete del momento, quelle che spopolano sui social e sui settimanali femminili creano spesso false aspettative promettendo un considerevole calo ponderale in breve tempo a scapito della salute.

L’ effetto yo-yo che ne deriva crea un circolo vizioso fatto di repentine perdite di Kg poi recuperati con gli interessi.

Per mantenere uno stato di salute psico-fisica il peso è un fattore essenziale. L’Indice di Massa Corporea  (BMI) ne è un rilevatore primario che ci può dare una serie di parametri entro cui rimanere per mantenerlo nella norma. Si calcola molto semplicemente partendo dal rapporto tra  il proprio peso in kg e il quadrato della propria altezza in cm. Nel normopeso il range va da 18,5 a 25, nel sovrappeso da 25 a 29 e nell’ obesità supera il 29 e va oltre.

Iniziare un percorso nutrizionale è una scelta importante che non può essere fatta con leggerezza se si vogliono risultati duraturi, ma è anche vero che chi vuole perdere peso desidera avere risultati tangibili e rapidi. Come destreggiarsi allora nella scelta della dieta più adatta nella moltitudine di informazioni in circolazione?

Facciamo un po’ di chiarezza.

Quando il peso rimane stabile significa che il nostro bilancio energetico è in equilibrio cioè che il nostro metabolismo basale, dunque le calorie che spendiamo per le funzioni vitali a riposo (respirazione, ricambio cellulare, circolazione sanguigna, attività nervosa ecc) unitamente al dispendio energetico (cioè alle calorie bruciate per compiere azioni più o meno intense) e alla termogenesi indotta dagli alimenti (l’energia consumata per la digestione dei macro nutrienti della dieta) , in sintesi il nostro fabbisogno energetico giornaliero è equipollente alle calorie introdotte attraverso gli alimenti.

Se i Kg aumentano sarà il risultato di un bilancio in attivo, viceversa , se i Kg diminuiscono vorrà dire che il bilancio calorico sarà in passivo aleas avremo consumato di più rispetto al nostro fabbisogno. Per dimagrire è sempre necessario mantenere il bilancio in negativo e per tale fine è necessaria una dieta ipocalorica ad hoc sulle esigenze nutrizionali, differenti per ogni individuo, atta alla protezione della parte metabolicamente  attiva, che è il muscolo, a scapito della massa adiposa.

Quando ci affidiamo a diete autoprescitte trovate sul web o in voga in quel momento il rischio di ritrovarci meno pesanti, ma ancora grassi e privi di energia esiste.

 

Ecco in sintesi i pro e contro delle diete più famose in circolazione:

 

 

LA DIETA DEL GRUPPO SANGUIGNO.

Nata nel 1996 in America e successivamente importata dal Dr. Mozzi in Italia, ha fatto vendere agli autori milioni di copie.

Si basa sulla differente delineazione dei gruppi sanguigni nella storia evolutiva dell’ uomo. Tanta carne e pochi cereali per il gruppo 0, via libera ai vegetali per il gruppo A e a latte e suoi derivati per il gruppo B, mentre per il gruppo AB, nell’evoluzione umana il gruppo sanguigno  più recente, la possibilità di mixare gli alimenti più liberamente.

Interessi milionari dietro a tesi mai scientificamente dimostrate e pertanto infondate, anche se chiaramente per chi decide di intraprendere questo tipo di dieta, la modifica di abitudini alimentari già di per sé porterà probabilmente ad una riduzione di peso.

 

LA DIETA DEL DIGIUNO INTERMITTENTE.

Messa a punto dal Del Walter Longo la dieta mima digiuno non  ha come obiettivo primario  la perdita di peso bensì la protezione nei confronti di patologie infiammatorie, cardiovascolari e oncologiche. Gli animali trattati con questa dieta evidenziano un prolungamento della vita dell ’11% e nell’ uomo riduce i biomarcatori responsabili dell’ invecchiamento, l’ insorgenza del diabete , del cancro e dell’ infarto. Di difficile autogestione va seguita per soli 5 giorni al mese a distanza di due tre mesi e prevede una netta riduzione calorica fino al 50% per poi continuare con una dieta moderata nel corso del tempo.

LA DIETA CHETOGENICA

Basata sul taglio netto dell’ apporto calorico mediante l’ abolizione di alimenti che contengono carboidrati e il consumo di proteine e grassi in quantità. Se fatta per un breve periodo può portare a  buoni risultati nell’ immediato senza trasferire però nessuna educazione alimentare. Sconsigliati sono i cereali, i legumi, la frutta. Permessi invece tutte le carni , le uova e i formaggi e alcune verdure.

Una linea guida molto severa che prevede la ripartizione energetica del 10% in carboidrati, del 15-25 % in proteine e del 70% in grassi. Questo stile alimentare estremo genera la produzione di chetoni o corpi chetoni che possono essere tossici per l ‘organismo e portare dall’ acidosi (aumento del PH del sangue) fino al coma e alla morte.

 

LA DIETA DUKAN

Elaborata dall’ ex  medico Pierre Dukan prevede anch’ essa la riduzione dell’apporto di carboidrati (semplici e complessi) . Il piano nutrizionale prevede 100 alimenti concessi liberamente , ricette ed esercizi aerobici da svolgere. Basata sul supporto on line dei suoi iscritti ha generato grande interesse mediatico fidelizzando i suoi sostenitori e arricchendo l’ enturage. Questa dieta non si fonda su principi perseguibili per garantire salute e buon umore, i Kg persi sono inizialmente tanti, ma si riferiscono a perdita di liquidi e non di grasso con tagli calorici ben al di sotto del metabolismo basale.

 

LA DIETA A ZONA

Fondata dal biochimico Barry Sears si basa sull ‘equilibrio dei tre macro nutrienti (carboidrati, proteine e grassi) attraverso i quali si genererebbe riduzione della massa adiposa mediante uno strategico controllo ormonale mediato dagli alimenti. Gli ormoni regolati da questo tipo di alimentazione sarebbero gli ecicosanoidi che ogni cellula del nostro corpo produce promuovendo o spegnendo lo stato infiammatorio. La Zona sarebbe quel determinato stadio entro cui si crea un perfetto equilibrio tra eicosanoidi antagonisti . Ma non solo: la dieta a Zona regolerebbe anche altri due ormoni antagonisti prodotti dal pancreas, l’ insulina e il glucagone che regolano l’ omeostasi (o equilibrio) del glucosio nel sangue. Berry Sears afferma che il dimagrimento sia proprio dovuto all’ effetto della riduzione dell’ insulina e all’aumento del glucagone, ma ci si dimentica che a compiere tale miracolo è sempre e comunque la riduzione calorica.

 

LA DIETA MEDITERRANEA

Entrata a far parte dell’ UNESCO nel 2010 questa dieta è riconosciuta a livello mondiale la migliore sia in termini di efficacia che in termini di prevenzione.

Contrariamente a ciò che si crede la nostra dieta non è basata sul consumo di pane, pizza e pasta , bensì sulla varietà. Proprio la varietà dei prodotti offerti da terra e mare e la loro genuinità fanno la differenza in questa dieta. Cereali si, ma sempre integrali e a chicco, legumi freschi e tante verdure, semi oleaginosi e olio di oliva, pesce azzurro e carni bianche. Vino rosso in modica quantità e attività fisica regolare. Tutto ciò in proporzioni ottimali per la salute e lungo termine. 55-60% dell’ apporto calorico di provenienza glucidica, il 25-30% di provenienza lipidica e 1 gr di proteine per Kg di peso corporeo. Una dieta per la vita, sempre di moda.

Siamo italiani e non possiamo prescindere dalle nostre tradizioni anche se dobbiamo perdere peso.

I risultati duraturi si basano su motivazioni, cambiamento dello stile di vita e tempo, non fretta!

Un piano nutrizionale sensato è fatto su misura da un professionista e non si può basare su mode e glamour perché le mode passano mentre lo stile alimentare acquisito resta come educazione e ci permette di mantenere il peso ottimale per tutta la vita senza dimenticare che il gusto e la gratificazione devono  essere sempre previsti anche in una dieta ipocalorica!

GIOVANNA BONDI

 

 

 

Giovanna Bondi 

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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