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#Aspassoxvoi, i gioielli nascosti di Milano: Corso Magenta

Si torna nel capoluogo lombardo con la nostra Federica Goi

Chi mi segue da un po’ ormai sa che faccio parte a pieno titolo della schiera dei difensori del nostro capoluogo lombardo, strenuamente convinta come sono che oltre la nebbia, l’asfalto, lo smog, i muri grigi e pure la pessima fama del carattere dei milanesi ci siano angoli di infinita bellezza da scoprire in città. Ad esempio, quante volte siete passati da Corso Magenta? Correndo al lavoro, all’università, a pranzo, a prendere il treno… sicuramente molte! A parte i bar e i negozi, nulla pare degno di nota ai pendolari trafelati o ai turisti. Eppure, proprio in questa trafficatissima via di Milano si trovano una chiesa paragonata alla cappella sistina ed una vigna che vanta delle origini più che nobili.

Pronti a scoprirli con me?

  • San Maurizio al Monastero Maggiore. Uno dei gioielli più belli di Milano si nasconde dietro la facciata di una chiesa anonima, a due passi da Piazza Cordusio. Questa chiesa, fondata nel 1503, fu concepita con una duplice funzione: come luogo di preghiera per i fedeli e come monastero per le monache di clausura. Da qui ne deriva la particolare pianta, doppia anch’essa: la chiesa infatti è divisa da un tramezzo, detto “coro delle monache”, che permetteva alle religiose di assistere alla messa senza però entrare in contatto con le persone, come imposto dall’ordine di clausura. La vera particolarità della chiesa però, sono i ricchissimi decori, affreschi e dipinti ad opera di Bernardino Luini e della sua scuola, i quali valsero alla chiesa di corso Magenta il soprannome di “Cappella Sistina di Milano”. Vale davvero la pena entrare e perdersi a testa in su tra le raffigurazioni bibliche e i particolari d’oro delle stelle dipinte sui soffitti blu indaco. La particolarità che non può sfuggirvi? L’affresco dell’arca di Noè, dove campeggiano anche.. i due famosi leocorni o unicorni che dir si voglia!

San Maurizio al Monastero Maggiore è visitabile gratuitamente grazie all’intervento del Touring Club che si è anche occupato del restauro dal 1985, ridonando alla chiesa il suo antico splendore.

 

  • La vigna di Leonardo e la Casa degli Atellani.  Tutti sanno che il Cenacolo di Santa Maria delle Grazie che tutto il mondo ci invidia è stato realizzato dal genio di Leonardo da Vinci. Pochi invece sanno che Leonardo fosse amante del buon vino, e che forse anche per questo, Ludovico il Moro, allora signore di Milano, donò nel 1498 a Leonardo da Vinci sedici pertiche di vigna. È ancora meno noto però, che nella zona attigua alla vigna, il Moro avesse anche intenzione di costruire un “quartiere residenziale” per le persone a lui più vicine, a contorno di Santa Maria delle Grazie.

Se del progetto del duca Sforza sopravvisse solo la casa donata alla famiglia Atellani, al vigneto di Leonardo andò peggio: un bombardamento durante la seconda guerra mondiale lo distrusse del tutto, cancellandone quasi la storia. Nel 2015 però, in occasione di Expo e con il contributo dell’università degli Studi di Milano, della Fondazione Piero Portaluppi e degli eredi di casa Atellani si è potuto riportare a galla questa parte di memoria milanese dimenticata, ricostruendo scientificamente il vitigno originale di Leonardo e aprendo le porte di casa Atellani al pubblico.

Se deciderete di visitare questo luogo, come per la chiesa di San Maurizio, una volta varcato l’ennesimo portone uguale a tanti di Corso Magenta, siate pronti a lasciarvi stupire: il cortile di casa Atellani, gelosamente custodito dall’edera rampicante, e poi le decorazioni, gli affreschi e i pavimenti della casa, nelle sale visitabili dal pubblico sono molto suggestivi. Ma la vera magia accade uscendo dall’abitazione, dove si spalanca la vista sul giardino ed in fondo si scorge, finalmente, la vigna di Leonardo. Provate ad immaginare quante storie e che eventi hanno testimoniato questi luoghi! La visita alla casa è a pagamento, a numero chiuso  e dura circa una quarantina di minuti, che spero siano sufficienti per lasciarvi a bocca aperta davanti a questo tesoro nascosto! Se vi ho convinti che la visita vale il prezzo del biglietto trovate tutte le informazioni a questo indirizzo https://www.vignadileonardo.com/it

Altrimenti non mi darò per vinta, e continuerò la mia battaglia per convincervi che a Milano non abbiamo solo la nebbia!

Federica Goi

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Redazione Ticino Notizie

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