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Ascoltati da noi.. per voi. Old Crow Medicine Show, di Claudio Trezzani

 

 

Old Crow Medicine Show – “Live at The Ryman”

(2019)

Negli Stati Uniti la musica delle radici, quella tradizionale, quel country blues polveroso ma anche ballabile che nel nostro immaginario veniva suonato nei saloon delle ghost town, ha ancora un presente eccezionale e un futuro in mani saldissime e fra le band che hanno le mani più sicure ci sono certamente questi ragazzi provenienti da Nashville : gli Old Crow Medicine Show. Anzi se vogliamo proprio essere precisi possiamo senz’altro dire che sono il gruppo che meglio rappresenta con i suoi inserimenti moderni e le sue intuizioni geniali, il presente di questa musica proveniente da un lontano passato.

Dopo dischi di successo che hanno, a sorpresa, scalato le classifiche americane, eccoli tornare a casa nella loro Nashville, nel tempio della musica country il Ryman e regalarci un live eccezionale, senza pause, senza cali di tensione, breve ma di qualità elevatissima.

Basta mettere sul piatto il lavoro dei ragazzi del Tennessee e si parte subito con un honky tonk da ballare sulle assi di un saloon, Tell It To Me scatena subito il pubblico che diventa il membro aggiuntivo di questa straordinaria band e l’assolo al pianoforte da un sapore ancora più western alla serata a cui hanno assistito i fortunati avventori.

Ci sono cover di brani tradizionali, come CC Rider che è una tipica semi-ballata di quelle che canteresti a cavallo verso il tramonto e come Will The Circle Be Unbroken, uno dei classici del country americano che chiude alla grande il breve ma intenso e divertente live.

Ovviamente non mancano i cavalli di battaglia della band, quelle canzoni che il loro pubblico aspetta con trepidazione ed eccoli scatenarsi con Sixteen Toons, con il suo cantato quasi recitato e la più attesa di tutte la famosissima Wagon Wheel, che fa tremare le pareti del Ryman, un brano stupendo che l’esecuzione dal vivo arricchisce delle emozioni del pubblico che la canta a squarciagola in un duetto emozionante con la band, violini e blues delle radici, bluegrass e western.

Un disco per chi ama questa eccezionale band da avere assolutamente e invece un’occasione soprattutto per gli ascoltatori italiani che ancora ignorano l’esistenza di questo gruppo di talentuosi musicisti per rimediare al peccato, se amate poi il country, il blues dal sapore antico e ballare ne sarete certamente rapiti.

Buon ascolto.

Claudio Trezzani

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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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