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“Ascoltati da noi per voi”, la rubrica di Claudio Trezzani. Rory Gallagher – Check shirt wizard – live in ’77

Chi ama visceralmente il rock e il blues più vero sanno benissimo chi è Rory Gallagher da Ballyshannon (Irlanda) e sanno che è stato un degli eletti della sei corde, uno che faceva cantare la sua chitarra alla maniera dei più amati bluesmen americani. Un talento furioso e delicato allo stesso tempo ma anche una voce nata per fare blues e che in questo doppio CD live inedito  da veramente il meglio di sé. Prestazioni veramente scintillanti negli anni che lo hanno visto protagonista assoluto della scena blues rock britannica, il retro della medaglia di Eric Clapton, meno elegante, meno incline ad apparire il migliore, poco o per nulla dedito allo show-business dell’epoca. Amante della sua musica, della chitarra e della bottiglia, amore quest’ultimo che chiederà un salatissimo conto finale. Ecco chi invece non si avvicina alla musica blues rock da appassionato, ma da semplice amante e ascoltatore potrebbe averlo sentito di sfuggita, potrebbe aver visto il suo nome in qualche classifica (inutile) di qualche rivista ma non lo conosce davvero. Fidatevi questo doppio album dal vivo e inedito, rispolverato dagli archivi della famiglia, è quello che ci vuole per cominciare ad apprezzare il talento fuori dal comune di questo ragazzo irlandese e della sua camicia da boscaiolo.

Il 1977 è l’anno che seguì l’uscita dell’ambizioso Calling Card, un disco che mise in mostra un talento compositivo ed una poliedricità che molti non gli riconoscevano e questo documento che è arrivato a noi è la testimonianza della grande tournée che ne scaturì, compresa la leggendaria prestazione all Hammersmith Odeon di Londra del 18 gennaio 1977, di cui esistevano già una marea di bootlegs. Le esecuzioni sono da applausi, il buon Rory è in forma smagliante così come i suoi tre compagni di avventura Gerry McAvoy, Rod De Ath e Lou Martin. Una band granitica che fa sgorgare un sound sporco, graffiante e mai banale.

La rimasterizzazione perfetta ci ritorna un suono pazzesco. Ci sono pezzi innovativi come Moonchild, dal riff quasi epico e dal cantato sognante, la ritmata ed entusiasmante Tatto’d Lady, uno dei suoi pezzi più celebri e amati nelle esibizioni live.

Il suono non ha nulla di costruito e potete immaginarvi ad ascoltarlo in un piccolo pub di Cork, mettere a ferro e fuoco la serata con Walk On Hot Coals, con quel ritmo devastante e quegli assoli che spezzano l’aria e lo fecero diventare un vero e proprio culto.

C’è la stupenda A Million Miles Away, che era stata già immortalata magnifica anche nel film concerto che lo vide protagonista nel 1974 nel suo Irish Tour. Assoli magici, testo sognante e il freddo irlandese nelle ossa.

L’omaggio al suo amore per la musica americana è l’acustica Out On The Western Plain, il west e i cowboys con un talento per dipingere che hanno pochi chitarristi, quasi un countryman.

I pezzi sono tutti suonati alla grande e meritano menzione ma fidatevi di me ascoltateli tutti d’un fiato, immaginatevi in un fumoso locale inglese degli anni ’70 con davanti un capellone con una camicia a quadri e la sua scrostata chitarra a cui non dareste un nichelino, non fosse altro che è un mago e la sua magia invade gli amplificatori e vi sconvolge l’anima. Blues e polvere dal cielo.

Se non ci credete , credete a quello che disse di lui un tale chiamato Jimi Hendrix che rispose così a chi chiese come ci si sentisse ad essere il miglior chitarrista del mondo :

“Non lo so, dovete chiederlo a Rory Gallagher”. Uno che rifiutò di essere un nuovo membro dei Rolling Stones, esistevano solo lui e la sua chitarra, e purtroppo anche too much alcohol.

Se poi vi è piaciuto e volete scoprire come mai, quando morì il 14 giugno 1995 a 47 anni, l’Irlanda intera si fermò per omaggiarlo, prendetevi il suo album più famoso il live Irish Tour ’74 (per inciso uno dei live più belli di tutti i tempi), sono certo che poi verrà voglia anche voi di andare sotto la sua chitarra esposta davanti alla Meeting House di Dublino e rendere omaggio ad uno dei più grandi di sempre.

Buon ascolto, Claudio Trezzani.

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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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