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“ASCOLTATI DA NOI PER VOI”. A cura Claudio Trezzani. “The Georgia Thunderbolts” (2020)

La Georgia, nel sud degli Stati Uniti, ha dato i natali a grandissimi musicisti che hanno lasciato un’impronta importante nella musica rock, il southern rock è nato qui grazie ad una delle band più influenti di sempre e cioè l’Allman Brothers Band. Ecco questi 5 ragazzi sono direttamente discendenti da quella musica, da quell’intenso mix di rock, country, blues e soul proprio di queste terre, una sorta di ponte fra gli anni ’70 (di cui hanno il look) e il mondo moderno passando per i Lynyrd Skynyrd e i Blackberry Smoke.

 

La band è formata da 5 artisti di grande livello tecnico : Tj Lyle alla voce solista, che con la sua voce intensa e potente ricorda moltissimo il primo Gregg Allman, Riley Couzourt alla chitarra solista, una sorta di erede diretto del sound del compianto Steve Gaines (Lynyrd Skynyrd), Logan Tolbert alla chitarra ritmica, Zach Everett al basso e Bristol Perry alla batteria, un terzetto ritmico che prende ispirazione diretta dalla storia del southern, i fratelli Allman sarebbero fans sicuramente del loro sound, così ancorato alle radici ma così personale.

Il disco è un EP, il primo ufficiale dopo aver apposto la prima firma con una casa discografica e cioè la Mascot Records, mentre in teoria sarebbe il secondo visto che i 5 avevano già pubblicato nel 2019 l’autoprodotto “Southern Rock from Rome”.

Solo 5 canzoni ma tutti di un livello superiore, talento cristallino al servizio di un’abilità di scrivere ottime canzoni davvero invidiabile per dei ragazzi così giovani, basta far partite la prima e cioè Looking for An Old Friend che si viene proiettati come in una macchina del tempo nelle strade di Macon quando la chitarra del leggendario Duane Allman era la guida per il sound del sud, un arpeggio stupendo e con quel sapore di pesche che mette allegria, con la voce di TJ Lyle che alla maniera dei grandi predecessori ci guida fra le campagne ai piedi dei monti Appalachi. Il sound è perfetto, la produzione tiene saldo il timone del suono di qualità. Un pezzo che da solo varrebbe l’acquisto di questo piccolo gioiello del sud ma siete solo all’inizio.

 

Il riff assassinodiLend a Handaffetta con energia l’aria ma le voci e i controcanti alleggeriscono un pò la tensione di un brano energico ma dal sapore soul, ricordiamo che anche il grande Otis Redding veniva da questa terra e la sua influenza è allo stesso livello delle band citate. L’assolo finale è degno di nota, Riley Couzourt deve essere proprio andato a scuola dal sound diSteve Gaines, un finale degno di un grande pezzo che sfiora quasi l’hard rock in alcuni passaggi ma non lascia mai i liidi del southern più vero.

So You Wanna Change The Worldè un bellissimo brano che pare uscito da una session con Gregg Allman, la ritmica potente e cadenzata prende possesso delle casse ma è sempre il lavoro delle chitarre ora potenti ora leggere, a fare la differenza. Che dire ancora della voce di Lyle? Una vera scoperta!

Altro brano e altro riff graffiante, Spirit of a Workin’ Man inizia intensa ma poi lascia spazio ad un lavoro di cesello delle chitarre, c’è sempre l’alternanza di anima soul-blues e rock più energico, un oscillare che rende il lavoro davvero personale e credibile.

Il mini-album si chiude con un altro pezzo dal groove southern, Set Me Free è l’antipasto dei lavori che verranno, l’assolo è una gemma preziosa, intensa e illuminante, una sorta di introduzione al talento di una band che merita di stare fra le band southern rock migliori del panorama americano, a fianco di mostri sacri ormai come Blackberry Smoke e Whiskey Myers, anche sei quest’ultimi hanno già fatto il passo successivo e suonano southern con la stessa disinvoltura con cui suonano il rock degli Stones o il blues del delta.

 

Vi consigliamo assolutamente di procurarvi questo bellissimo EP, i pochi euro che costa sono nulla a confronto delle emozioni southern che questi ragazzi di Rome, Georgia sanno sprigionare con il loro sound, fra le pesche succose di Macon e le paludi di Muscle Shoals.

 

Buon ascolto, Claudio Trezzani

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