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Ascoltati da noi…per voi Dervish – “The Great Irish Songbook” (2019)- di Claudio Trezzani

La rubrica musicale di TN questa settimana ci porta in Irlanda

I Dervish sono una delle più famose e considerate band tradizionali irlandesi fin dalla loro nascita nel 1989 e da poco hanno firmato un contratto americano con una delle etichette più famose per la musica di qualità e cioè la Rounder Records.

Il viaggio statunitense grazie alla nuova etichetta li ha aiutati anche ad avere come collaboratori per questo eccezionale disco alcuni fra i più grandi artisti di musica folk e country americani attuali.

La scelta dei brani poi è pressoché perfetta per festeggiare i loro 30 anni di attività, un elenco di 13 pezzi fra i più famosi della tradizione irlandese.

Il disco andrebbe davvero citato nella sua interezza, per la qualità esecutiva e dei brani, basta premere play e ascoltare The Rambling Irishman impreziosito dalla voce della frontman Cathy Jordan che ben si sposa al brano tradizionale che narra di un uomo che abbandona casa e affetti per tentare la fortuna americana, un pò come i Dervish.

La seconda, There’s Whiskey in The Jar è una delle canzoni irish più famose, resa celebre da Thin Lizzy e Metallica nelle loro versioni rock, ma qui la troviamo in tutto il suo splendore, ritmata e spensierata come lo era il brano originale e con la bluegrass band SteelDrivers che con il banjo le dà quel ritmo che le calza a pennello. Bellissima.

Il primo picco del disco però avviene grazie al mitico cantante country folk Steve Earle che assieme alla band irlandese esegue una fantastica versione di The Galway Shawl, pare che l’americano sia più irish degli irish, calato alla perfezione nella parte, il folk è il suo pane non importa che lato dell’Oceano sia. Perfezione.

Altre da citare assolutamente sono la stupenda She Moved Through The Fair, altro brano le cui versioni famose sono state tutte incredibili e da parte di artisti quali Van Morrison, Fairport Convention e Mike Oldfield, e quindi abbastanza rischiosa, ma che Andrea Corr (ex The Corrs) interpreta in maniera sublime, con delicato cantato, sorretto da un appena accennato accompagnamento musicale, quasi una versione elfica (per chi ricorda le atmosfere de Il Signore degli Anelli).

E che dire del grande cantante country Vince Gill che ci regala un’interpretazione vocale eccezionale in On Ragland Road? Qui si toccano vette qualitative altissime anche grazie all’accompagnamento perfetto di una grandissima band, arricchita per l’occasione da Donal Lunny al bouzouki. Ho una passione personale per Jamey Johnson, uno degli artisti country migliori e più influenti degli ultimi anni, la sua voce profonda ed espressiva non delude mai e anche qui si conferma all’altezza, anche a lui gli abiti verde Irlanda calzano a pennello e ci regala una stupefacente The Fields of Athenry. In assoluto la gemma del disco.

Non cito tutte le canzoni perché risulterebbe inutilmente ridondante, lascio a voi la scoperta di un disco eccezionale, non mi vengono altri aggettivi per definirlo. Una maniera perfetta per celebrare una grande band arrivata alle 30 candeline e una terra amata ad ogni latitudine per le sue tradizioni musicali e non solo.

Se amate l’Irlanda e le sue tradizioni, se amate il folk e il country americano ma anche solamente la musica di qualità che regala emozioni fate vostro questo splendido Songbook, non ve ne pentirete.

Buon ascolto.

Claudio Trezzani

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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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