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“ASCOLTATI DA NOI PER VOI” by Trex Roads Charles Wesley Godwin – “Seneca” (2020)

Torna la rubrica di Claudio Trezzani

Nel mio vagare fra le pieghe della musica indipendente americana talvolta (anzi spesso) mi sfugge qualche artista, qualche disco che poi quando lo ascolto mi fa esclamare : ma come facevo a non conoscerlo!. Certo in Italia è difficile stare al passo, non fosse per internet resterei ai quattro che le etichette che distribuiscono i dischi hanno deciso per noi siano country e da ascoltare. Ecco Charles Wesley Godwin è uno di quei casi, infatti il disco è del 2019 e l’ho scoperto quasi per caso parlando di artisti che valesse la pena conoscere con un amico americano sui social. Un peccato mortale lasciarselo scappare, giuro!

 

Godwin è un giovane artista di appena 26 anni, nativo del West Virginia, terra di Appalachi e minatori, quella terra che i Whiskey Myers avevano raccontato nella loro bellissima Kentucky Gold dove si parlava dell’oro del Kentucky del West Virginia (il carbone), uno che sognava di diventare una stella del football all’Università. Uno che ha capito presto che la strada sportiva non era la sua, ma uno a cui , in compenso, la natura aveva donato un’abilità musicale notevole, che fluiva in modo naturale e dopo aver imparato a suonare la chitarra, le cose esplosero in maniera rapida. Dai primi concerti, alle prime richieste di cantanti già famosi per aprire i loro concerti a questo esordio solista. Tanti i concerti che hanno forgiato il suo sound, le sue liriche e la padronanza della sua musica.

Sono tanti gli artisti con cui ha condiviso il palco e che lo hanno in un modo o nell’altro influenzato : Colter Wall, Tyler Childers, Shooter Jennings, David Allan Coe, Aaron Watson e tantissimi altri, ma l’influenza maggiore è stata quella della sua terra, un posto che ha dato origine al vero country, quel luogo fra West Virgina e Kentucky che ha dato i natali fra i musicisti più grandi del genere, Tyler Childers e Chris Stapleton per citarne due. Un luogo dove l’aria, le montagne, le miniere hanno forgiato uomini e le loro storie, orgoglio, vita dura e speranza nel futuro : ecco quello che troverete in questo Seneca. Un disco che è un po’ autobiografia del cantante ma anche dello stato dove ha vissuto, amato, sofferto e gioito, un’abilità che sta a metà fra il Colter Wall, cantastorie western e Bob Dylan prima maniera, solo chitarra e poesie.

Ci sono ballate polverose e intense come l’opener (Windmill) Keep On Turning, dove Charles dipinge storie della sua terra fra infanzia difficile e ancora più difficile speranza nel futuro dove tutto può finire in un attimo come una fabbrica che chiude e lascia tutta una cittadina nella disperazione ma che un’alba fra le cime e i boschi degli Appalachi può di certo mitigare. Un’altalena di sensazioni fra malinconia e voglia di farcela, come la cinematografica Coal Country, la storia del padre minatore ha di certo attraversato la mentre di Godwin mentre scriveva e cantava questa ballata agro-dolce, pianoforte e violini, una produzione davvero eccezionale arricchisce un brano davvero bellissimo.

Ascoltate Seneca Creek, quei violini così evocativi, un disco che nonostante sia un esordio, suona già maturo e con una direzione cantautoriale ben precisa, una voce intensa nata per raccontare storie e un’abilità narrativa che è patrimonio dei più grandi del genere, così giovane e così talentuoso.

C’è spazio anche per un po’ di sentimento southern, con Shrinks and Pills, chitarra slide e banjo e quel sapore di Allman Brothers, che non stona anzi regala un’apertura rock che completa un album già di per sé bellissimo.

Se amate Bob Dylan ma anche Colter Wall sarete rapiti da questo giovane artista che però arricchisce il suo suono e il suo lavoro anche con influenze rock e anche bluegrass che spezzano questa sensazione di malinconia latente e Hardwood Floors è un fulgido esempio di solarità e voglia di speranza. C’è spazio anche per una canzone d’amore, la splendida Strawberry Queen con un’altra prestazione vocale intensa e sincera.

 

La produzione di Al Torrence mai invasiva ha permesso a CWG di esprimersi al meglio con carattere e maturità nonostante sia un esordiente, va ricordato, e potrà migliorare ancora e quindi la fulgida carriera di questo nuova stella indipendente è solo all’inizio.

Scopritelo non ve ne pentirete se amate le storie di vita vera, raccontate con passione e una musica che va assaporata e che lascia sempre qualcosa a chi la ascolta.

 

 

Buon ascolto,

Claudio Trezzani by Trex Roads  www.trexroads.altervista.org

(nel blog trovate la versione inglese di questo articolo a questo link :

https://trexroads.altervista.org/seneca-charles-wesley-godwin-2019/ )

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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