ASCOLTATI DA NOI PER VOI- Blackberry Smoke, “You Hear Georgia” (2021) by Trex Roads

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Non è la prima volta (e non sarà l’ultima) che vi parlo di questa band di Atlanta, GA, un gruppo di 5 ragazzi che è ormai arrivata alla settima fatica discografica (più due live). Nella mia precedente recensione ( che trovate a questo link https://www.ticinonotizie.it/blackberry-smoke-homecoming-live-in-atlanta-2019-il-ritorno-del-sapore-di-pesche-della-georgia-ascoltati-da-noi-per-voi-di-claudio-trezzani/ ) vi avevo parlato del loro ultimo disco dal vivo registrato fra le mura di casa. Ecco i Blackberry Smoke, fra i più rispettati ed amati gruppi di southern rock, sono tornati! Eccome se lo hanno fatto. Anzi posso senz’altro dirvi che con questo lavoro hanno raggiunto una consapevolezza e una maturazione tali che si può di certo affermare che sono al punto più alto della loro carriera (fino ad oggi almeno).

 

Gli Smoke suonano quella musica che da sempre è un crossover di rock, blues, folk e country, quel southern rock che ha avuto dei padri fondatori ben noti (Lynyrd Skynyrd  e i conterranei Allman Brothers Band), un genere che negli anni è stato dato per morto varie volte ma è passato attraverso mode e spazzature commerciali continuando fieramente per la sua strada. In questi ultimi anni soprattutto tre bands , a mio parere, hanno ereditato lo scettro di re del genere e sono i Whiskey Myers, gli Steel Woods e appunto i Blackberry Smoke.

Ecco rispetto ai colleghi sopra citati, i BS sono sicuramente quelli più ancorati alla musica southern tradizionale, chitarre grasse, groove irresistibili, voce roca e potente e tanto sapore di pesche della Georgia. Sarà il fatto che sono nati in questo stato che in pratica ha inventato questo sound, ma ascoltandoli, associare il loro nome a questo di musica è automatico. Pur essendo un genere che dalle nostre parti fatica a prendere piede, essendo una musica che trae tantissimo spunto dalla tradizioni e dai sentimenti dei locali, in Europa e anche in Italia i Blackberry Smoke hanno un bel seguito e sono venuti spesso in tournée dalle nostre parti (dal vivo fidatevi sono uno spettacolo unico e indimenticabile!).

Questo lavoro uscito in questo 2021 è composto da 10 pezzi e ha dietro alla console l’orecchio fino e il talento del mago delle produzioni Dave Cobb (Chris Stapleton, Jason Isbell, Whiskey Myers…) e proprio questa mente dietro i pezzi ha permesso alla band di esprimere in pieno se stessa, senza cali, senza interferenze. Signori siamo di fronti ad un disco bellissimo, che proietta i ragazzi alla candidatura di disco dell’anno senza giri di parole, assieme proprio agli Steel Woods che una settimana fa hanno pubblicato il loro splendido All of Your Stones (a questo punto mancano all’appello i Whiskey Myers ma questa è un’altra storia).

Un lavoro che si apre con le chitarre che graffiano l’aria con Live It Down, un groove che ti prende l’anima e la voglia di muoversi e saltare è quasi automatica. La ritmica indiavolata e la voce (e chitarra) di Charlie Starr esplodono in tutto il loro splendore. Anche l’altra chitarra di Paul Jackson non è da meno e il pezzo è un bel pugno in faccia a chi pensava che il rock fatto di chitarre affogate nel country, fosse bello che morto. L’assolo è fantastico.

La title track è un tributo alla loro terra ingiustamente bistrattata e alla musica che è impregnata dei suoi sapori, la slide che avvolge il tutto e la sezione ritmica del bassista Richard Turner, del batterista Brit Turner e le tastiere di Brandon Still non fanno prigionieri. Un pezzo di southern classico, sentimento e tanta passione con un bridge centrale più assolo che sono un vero gioiello.

Ma è il groove irresistibile il segreto del disco e nella successiva Hey Delilah esplode in tutta la sua scintillante bellezza. Un brano bello, divertente, southern fino al midollo. Un pezzo che avrebbe reso orgogliosi Allen Collins e Ronnie Van Zant (Lynyrd Skynyrd) e che vorresti non finisse mai, fra intrecci di chitarra e ritmica martellante. La voce di Starr è perfetta per raccontarci queste storie, fra un sorriso e voglia di ballare, l’assolo di slide poi è puro Duane Allman sound, una goduria per gli amanti del rock della Georgia dei gloriosi anni ’70. Di sicuro la mia preferita del disco e personalmente una delle più belle mai scritte dai 5 ragazzi di Atlanta.

Ci sono le radici, c’è la dedica alla musica con cui sono cresciuti e questo amore per il vero country prende il sopravvento in Lonesome for a Livin’, una splendida ballata di outlaw country che il duetto con uno degli artisti più leggendari del genere, Jamey Johnson, non fa che arricchire. La potente voce del barbuto Jamey è un perfetto contraltare per la voce rock di Starr.

Le chitarre tornano a graffiare e ad invadere gli speaker in All Rise Again, altro duetto leggendario in questo pezzo e questa volta è il turno del chitarrista-cantante dei Gov’t Mule e dell’ultima versione della Allman Brothers Band, Warren Haynes. La voce di Haynes è di un livello sublime, è una delle più belle che il rock americano abbia prodotto e la sua chitarra non è da meno, ne esce un bellissimo pezzo di rock intriso nelle paludi del sud. Non si inventa nulla, non c’è voglia di stupire ma solo di suonare alla grande e rendere omaggio alle tradizioni che hanno reso grande musicalmente la Georgia e in generale il sud degli States.

Old Enough to Know è una ballata dal sapore folk-country ed è scritta assieme ad un autore sottovalutato ma assolutamente geniale e cioè Travis Meadows (a cui avevano anche “preso” Medicate My Mind presente sul precedente Find a Light del 2018). Un pezzo ispirato e che la produzione di Cobb rende speciale, un sound assolutamente perfetto.

La chiusura del disco avviene con un altro pezzo dal groove indiavolato che piano piano cresce, Old Scarecrow, chitarre del sud e una voce davvero convincente, perfetta per il rock come per le ballate. Niente cali, niente passi falsi solo tanto talento e passione, southern rock alla massima potenza, assoli e ritmica serrata. Un disco tributo alla propria terra ma anche ai tanti artisti che li hanno ispirati e di cui sono fieramente gli eredi, un po’ Creedence Clearwater Revival, un po’ Lynyrd Skynyrd e Allman ma tanto tantissimo Blackberry Smoke. Questo è un importante obiettivo raggiunto da questa band, si ispirano ai grandi ma ormai sono loro e sono riconoscibili, se amate il rock, quello fatto di chitarre avvolgenti, polverose e storie vere, ecco questo è il vostro disco e i Blackberry Smoke vi faranno felici e vi faranno muovere con il suono della Georgia.

 

Buon ascolto,

Claudio Trezzani by Trex Roads  www.trexroads.altervista.org

 

(nel blog trovate la versione inglese di questo articolo a questo link :https://trexroads.altervista.org/you-hear-georgia-blackberry-smoke-2021-english/

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