“ASCOLTATI DA NOI PER VOI”. A cura di Claudio Trezzani Tennessee Jet – “The Country” (2020)

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TJ McFarland, questo il vero nome di questo artista, è nel giro dei circuiti live da un bel pezzo, un ragazzo polistrumentista, abituato a suonare da solo in giro per gli States che ha all’attivo già due dischi molto validi. L’esordio omonimo del 2015 e Reata del 2017, due dischi di country rock alternativo con idee veramente particolari e canzoni che lasciavano trasparire un talento naturale per il songwriting di qualità.

Tennessee Jet ha collaborato con vari artisti nella sua seppur breve carriera, uno su tutti il grandissimo Cody Jinks punto di riferimento della musica indipendente di qualità con il quale ha scritto fra l’altro una delle canzoni di questo disco, The Raven and The Dove che era già comparsa sull’ultima fatica di Jinks (assieme ad un altro brano scritto in co-abitazione The Wanting). Ma lo possiamo trovare anche nei crediti di uno dei pezzi più belli dell’ultimo album dei texani Whiskey Myers e cioè Bury My Bones. Insomma uno che è nel giro della musica di qualità da molto tempo e noto con piacere che dopo quasi 5 anni di musica di alto livello, anche in Italia qualcuno comincia ad accorgersi del suo talento grazie a questo album che è una celebrazione della musica che lo ha accompagnato durante la sua giovane vita, The Country appunto.

L’apertura con Strayd Dogs, ci offre un solare country venato di honky tonk che regala uno spaccato della vita di TJ, ma già dal secondo pezzo quello scritto con Jinks, si capisce che non è uno qualunque, che qui si padroneggia musica e liriche con maestria e poesia. Un pezzo guidato dalla pedal-steel e da quel sapore nostalgico di cavalcata al tramonto, Bellissimo affresco.

Il pezzo successivo, Johnny, oltre ad essere una dedica alla leggenda della musica che ama e cioè Johnny Horton morto in un incidente negli anni ’50, è anche uno stacco deciso dalle atmosfere del disco. Un sentimento quasi alternative rock, che pare retaggio dei suoi precedenti lavori. Non sfigura certo, è un pezzo di qualità ma forse stona un po’ col resto dei brani.

Per riportarci al country, a quello vero Tennessee Jet ci suona uno dei pezzi più celebri del genere, il capolavoro assoluto di quello che è stato uno dei geni (incompresi) della musica texana e americana, la cover Pancho & Lefty di Townes Van Zandt. Una versione convincente, vera e poi con l’aiuto alle voci di Cody Jinsk, Paul Cauthen ed Elizabeth Cook il brano si arricchisce ulteriormente. Il suono della tromba di Brian Newman è quel tocco che rende il tutto quasi perfetto, una ventata di tex-mex che lascia un sapore di polvere del deserto texano-messicano che piace molto.

L’altra cover del disco è una versione personalissima di She Talks To Angels della band di southern famosissima negli anni ’90 i Black Crowes. Irriconoscibile quasi nella sua veste country folk, ma sempre sorretta dalle sue liriche intense. Da ballata rock a ballata bluegrass il passo non è breve ma non delude.

Non è un country privo di influenze rock alternative come detto e anche in Hands on You, il nostro annaffia il brano con sferzate di chitarra che danno forza al brano, ma in questo caso non lo fanno sembrare fuoriposto, anzi regala varietà ad un disco già di per se molto bello.

 

Il brano in chiusura del lavoro, Sparklin Burnin’ Fuse, è una splendida ballata country che ci offre una grande prestazione vocale di McFarland, la band che dipinge musica dietro il frontman è la stessa che segue il mitico Dwight Yoakam in tour, quindi garanzia di qualità e il suono si sente è talento puro.

Un bellissimo disco, fresco e personale, un country venato di quel sentimento alternativo che non intacca una passione reale per l’outlaw country più classico, un po’ come fece il grande Waylon Jennings (che subì la definizione di fuorilegge proprio perché non suonava classico country) o più ai giorni nostri come fa l’altrettanto grande Cody Jinks, che appone con la sua presenza a questo disco un sigillo di qualità.

 

Buon ascolto, Claudio Trezzani

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