“ASCOLTATI DA NOI PER VOI”. A cura di Claudio Trezzani. Tennessee Champagne – “Tennessee Champagne” (2020)

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Nel mondo della musica americana lo stato del Tennessee è famoso perché ha donato al mondo la città che è il riferimento della musica country (e non solo) e cioè Nashville. Ma non è famoso solo per questo motivo, questa terra dove il sentimento southern è forte, è anche la patria di quello che, come ripreso dal nome di questa band di Elizabethon, è il loro champagne, e cioè il whiskey, il celebre Jack Daniels è nato qui.

Una terra immersa fra i Monti Appalachi, una terra in cui la natura e i sentimenti veri sono ancora importanti, questa band cresciuta fra i monti e i boschi del Tennessee, ha dato alle stampe un esordio discografico di tutto rispetto, un lavoro convincente che fa del southern rock il proprio credo. Un suono che si abbevera alla fonte dei più grandi del genere, Lynyrd Skynyrd, Allman Brothers Band, Blackberry Smoke, quel genere che fonde mirabilmente suoni country blues e folk al rock basato sulle chitarre. Energia e forza ma con un forte dose di melodia, velluto si ma di carattere, un po’ come il loro whiskey.

Per averne un bel sorso, basta fare partire la prima canzone Wicked, un suono che graffia l’aria e una voce che più rock non si può. Il lavoro delle chitarre è mirabile e l’ispirazione alle band sopra citate si mostra in tutto il suo splendore negli assolo veramente stupendi che incorniciano uno splendido esordio.

Chitarre e riffs sugli scudi anche nel secondo pezzo Thunder in the Mountains, un sapore di anni ’70 davvero forte con un’anima redneck, forza e melodia.

Si rallenta con la meravigliosa ballata Can’t Get Over You, il suono è pulito e scintillante, la tastiera le dona quel sapore di rock del passato che piace ad ogni ascolto di più e la voce stupisce per versatilità, come in un’altra ballata Stompin’ Grounds, chitarre ed hammond il connubio che ha reso il southern rock grande e amato nel mondo. Melodia e sentimenti forti.

Il suono della slide, la voce e quell’andamento ora lento ora più sostenuto sorretto dalle tastiere, i grandi del genere sarebbero orgogliosi di questi ragazzi del Tennessee.

Il groove di chitarra fende l’aria ed inizia Corn from a Jar, andamento sincopato e le distillerie clandestine delle campagne che in Italia abbiamo conosciuto con la serie tv di culto Hazzard, hanno la loro colonna sonora. La sezione ritmica è sugli scudi ma è sempre la chitarra che si fa apprezzare, Duane Allman ha fatto scuola laggiù nel sud.

Il lavoro composto da 10 pezzi si chiude con Shake It, che paga pegno ad un country rock polveroso che pare uscito dalla penna del grande Billy Gibbons e con Silver Tongue, che il suono di basso conduce verso un suono che sa moltissimo di rock degli anni d’oro, il pezzo più lungo alla fine come si usava quando sulla terra camminavano gli Allman e Ronnie Van Zant, la chitarra ci guida mano nella mano con la hammond ma è la voce a farla da padrona. Convincente al 100%, non peccano di eccessiva voglia di stupire, il sound è ispirato ai padri ma con carattere vero. Se cercate un rock del sud, talento e voglia di sentimento sono la band che fa per voi. Noi li aspettiamo alla conferma, ma l’esordio lascia presagire di aver trovare una band di quelle vere.

 

 

 

Buon ascolto,

Claudio Trezzani

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