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Architett(and)o: Zaha Hadid, la donna che inventò il futuro

La rubrica Architett(and)o di Ticino Notizie vuole essere un piccolo contributo di informazioni legate al mondo dell’architettura, del design e del territorio.

Creatrici di questo progetto sono Marica e Roberta, laureate in Architettura presso il Politecnico di Milano, che accostano al lavoro professionale in studio, la passione per gli aspetti teorici della progettazione da cui trarre riflessioni su temi, persone, tendenze.

 

Zaha Hadid, l’architetto che ha disegnato il futuro

Mondialmente riconosciuta, Zaha Hadid (Baghdad 1950 – Miami 2016) ha lasciato tracce, forme, impronte riconoscibili in molte città del pianeta. Viaggiava, si spostava continuamente, progettando edifici che univano il futuro, la sua visione, al rispetto del paesaggio; unione di onde, strutture allungate, angoli, spazio fluido.

La sua attività spazia dall’architettura al design, alla scenografia, alla pittura, alla ricerca di soluzioni sempre nuove, capaci innanzitutto di emozionare il pubblico.

Il suo talento è stato sempre riconosciuto. Nel 2004 è stata la prima donna a vincere il Premio Pritzker, che in architettura equivale al Nobel; nel 2008 è stata classificata dalla rivista Forbes tra le 100 donne più potenti del mondo; per due anni consecutivi ha vinto il Premio Stirling: nel 2010 per il MAXXI di Roma e l’anno successivo per la Evelyn Grace Academy di Londra; ultimo riconoscimento la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects (RIBA), nel 2016.

Alcune delle sue opere più spettacolari si trovano in Italia ed è per questo che le descriveremo, per dare la possibilità a chi volesse di poterle visitare con occhio critico.

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MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo (Roma)

Il progetto dell’edificio dedicato al polo nazionale per l’arte e l’architettura contemporanee è stato selezionato in seguito a un concorso internazionale bandito dal Ministro per i Beni Culturali nel 1998. La proposta progettuale di Zaha Hadid ha convinto la giuria per la sua capacità di integrarsi nel tessuto urbano esistente e per la soluzione architettonica innovativa.

Il Maxxi viene inserito nel contesto urbano come un innesto e non come una frattura. Sorge sul sito di quella che era la ex caserma “Montello” dei Vigili del Fuoco, di cui incorpora due edifici preesistenti, riprendendone le altezze, l’orientamento e la fisionomia degli elementi circostanti. Al polo museale viene attribuito l’appellativo di campus urbano, in quanto al di sotto dei volumi in aggetto vengono creati dei percorsi urbani esterni che si fondono con i percorsi espositivi.

La complessità dei volumi, le pareti curvilinee, il variare e l’intrecciarsi delle quote, determinano una trama spaziale e funzionale molto articolata che i visitatori possono attraversare seguendo percorsi sempre diversi e inaspettati. Ambienti molteplici convivono in una sequenza di gallerie illuminate dalla luce naturale filtrata da un particolare sistema di copertura. La grande hall a tutta altezza ospita i servizi di accoglienza e introduce all’auditorium, alle mostre e agli spazi dedicati alla caffetteria e al bookshop.

Protagonista del progetto è il cemento faccia a vista utilizzato per la realizzazione delle pareti che corrono in maniera fluida trasformandosi in pavimento e soffitto, per poi svuotarsi lasciando il posto ad ampie vetrate che si aprono su scorci urbani.

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CityLife (Milano)

Residenze Hadid. Il complesso edilizio è composto da sette edifici a pianta curva e altezza variabile, dai 5 ai 13 piani, per un totale di 225 appartamenti di diverse metrature. Gli elementi architettonici distintivi sono il movimento dei balconi curvilinei e il profilo dei tetti. Un gioco di pannelli in alluminio verniciato e legno di cedro disegna la facciata aumentandone l’impatto visivo e facendo trasparire all’esterno i criteri di sostenibilità con la quale è stato progettato il complesso. L’orientamento è stato studiato in modo da sfruttare la radiazione solare per riscaldare le stanze durante l’inverno; in estate un sistema di terrazze a brise-soleil evita il surriscaldamento della facciata.

Torre Generali. La torre firmata Hadid è una delle tre che stanno sorgendo nell’area dell’ex fiera campionaria, affiancata da quelle di Arata Isozaki e Daniel Libeskind. L’edificio alto 170 metri si sviluppa verticalmente con un dinamico movimento di torsione che valorizza la percezione e le viste rispetto agli assi urbani. La base della torre emerge dal suolo in modo sinuoso ospitando la galleria commerciale del Citylife shopping district e l’ingresso alla linea metropolitana M5. La forza torsionale contagia la torre, vero fulcro del vortice, e l’energia orizzontale si risolve in spinta verticale. L’edificio ospiterà 40 piani di uffici direzionali, articolati su circa 47000 mq.

 

Stazione Marittima (Salerno)

Inaugurata il 25 aprile 2016, la scultorea stazione in cemento, vetro e ceramica, è situata nel molo Manfredi, a cavallo tra il porto commerciale e il lungomare cittadino. Sviluppata su una superficie di 4500 mq su due livelli, ha il compito di guidare i passeggeri attraverso tre elementi principali: la biglietteria, il ristorante e la sala d’attesa. Pensata come “un’ostrica dotata di un robusto guscio che racchiude un interno fluido e dinamico”, sta trasformando completamente il waterfront della città con un edificio proiettato verso il mare e sospeso verso il cielo. La massiccia struttura in calcestruzzo diventa un materiale leggero e modellabile, caratterizzato da linee morbide e da un sistema di rampe che fluttua nel vuoto. Tratto distintivo dell’opera è la copertura curva che, rivestita da piastrelle triangolari in ceramica, si estende come una manta sopra all’edificio.

Di notte la stazione, con la sua illuminazione, vigilerà come un faro sull’antico porto.

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Messner Mountain Museum (Plan de Corones)

Sito a 2275 metri di altezza, l’MMM Corones completa il circuito Messner Mountain Museum, un percorso che si compone di sei musei che narrano la storia dell’alpinismo tradizionale.

Zaha Hadid spiega il concept di progetto: “l’idea è che i visitatori possano scendere all’interno della montagna per esplorare le sue caverne e grotte, prima di emergere attraverso la parete sul lato opposto, sulla terrazza a strapiombo sulla valle con una spettacolare vista panoramica.” Il museo ha uno sviluppo prevalentemente sotterraneo, articolato su diversi piani con solo una minima parte di costruzioni fuoriterra, a tutto vantaggio della componente paesaggistica, dato il ridottissimo impatto visivo della struttura rispetto all’ambiente naturale in cui sorge. Il livello superiore ospita l’area di ingresso con le casse, un piccolo bookshop e il guardaroba. Una serie di scale, come cascate in un ruscello di montagna, attraversa il museo per collegare gli spazi espositivi ed organizzare la circolazione dei visitatori sui tre livelli. Nel loro cammino i visitatori si trovano di fronte a delle grandi finestre panoramiche, fino a raggiungere una terrazza esterna di circa 40 mq dalla quale è possibile godere dello splendido panorama.

Il materiale dominante è il calcestruzzo, utilizzato per creare forme geometriche al limite del fattibile e per ricordare il colore delle rocce.

 

next: un weekend a Londra.

 

Arch. Marica Pansini

Arch. Roberta Pollastri

 

Alessandro Romeo Architetti Associati

Architectura – Urban Planning – Design

www.alessandroromeo.compr@alessandroromeo.com

https://www.facebook.com/AlessandroRomeoArchitetto

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