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Architettando- Itinerari alternativi: Londra!

La rubrica Architett(and)o di Ticino Notizie vuole essere un piccolo contributo di informazioni legate al mondo dell’architettura, del design e del territorio.

Creatrici di questo progetto sono Marica e Roberta, laureate in Architettura presso il Politecnico di Milano, che accostano al lavoro professionale in studio, la passione per gli aspetti teorici della progettazione da cui trarre riflessioni su temi, persone, tendenze.

 

Itinerari alternativi – Londra

 

Nell’immaginario del turista, Londra si può riassumere con questi tre simboli: autobus rosso, rigorosamente a due piani, Buckingham Palace e Big Ben. La città offre molto altro, in particolare per quanto riguarda l’architettura.

Nuovi edifici di altezze straordinarie sovvertono per sempre lo skyline a partire dallo storico Square Mile (City of London); grande aree dismesse diventano sedi di attraenti edifici e spazi pubblici; i vecchi terminali ferroviari vengono interamente rinnovati; esempi di architettura sostenibile prendono forma tra tecnologia e originalità; gallerie e centri d’arte sorgono in quartieri poveri ma privilegiati per la loro molteplicità etnica e culturale; scuole e ospedali scoprono il ludico al di là del pragmatico; gli storici musei si arricchiscono di nuovi spazi e collezioni; interi quartieri nel sud e nell’est di Londra sono ora laboratori a cielo aperto per nuove e meno nuove generazioni di architetti.

 

Vi proponiamo quattro itinerari alternativi, che non si vogliono sostituire a quelli canonici delle guide turistiche, che si snodano lungo aree caratterizzate da edifici simbolo dell’architettura moderna.

 

 

Itinerario A – City of London

La City è il volto di rappresentanza di Londra, distretto finanziario monumentale. Nello Square Mile si conservano le origini di Londra, le tracce della sua evoluzione storica e i simboli che ne prefigurano il futuro.

Swiss Re Tower

Situata in 30 St Mary axe, nel cuore della city londinese, su un’area che ospitava un edificio storico distrutto da un bombardamento, la torre, realizzata da Norman Foster nel 2003 e conosciuta come “the Gerkin” (il cetriolo) è il primo grattacielo sostenibile di Londra. La Swiss Re Tower, con i suoi 41 piani e 180 metri d’altezza, rappresenta uno degli edifici più riconoscibili nello skyline della città, non solo per la sua audacia estetica, ma anche per l’adozione di innovative soluzioni a basso consumo energetico.

Heron Tower

Anch’essa situata nel cuore della City, si erge per 230 metri ed è il terzo edificio più alto in città dopo the Shard e One Canada Square.

Il progetto porta la firma degli architetti Kohn Pedersen Fox e fu inaugurato nel 2011, quattro anni dopo l’inizio dei lavori. Arrivare alla pratica del progetto non è stato semplice ed immediato, perché ostruiva la vista della cattedrale di St. Paul.

 

One New Change

E’ la prima opera in Gran Bretagna dell’architetto francese Jean Nouvel. Si tratta del primo shopping center aperto nella city, area quasi interamente adibita ad uffici. Si sviluppa su 3 piani con 60 negozi e ristoranti, altri 4 destinati ad uffici ed un tetto attrezzato a piazza urbana con caffè, ristorante, prati e giardini. La pelle dell’edificio è composta da pannelli di vetro, dal trasparente al fumè. Nouvel interpreta il sito ad alta sensibilità, in prossimità della cattedrale di St. Paul, con un gioco di riflessi che ne rimandano l’immagine all’infinito. Pezzo forte della composizione un tetto inatteso, da cui toccare con lo sguardo l’abside della cattedrale.

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Itinerario B – Southwark

Elemento centrale delle trasformazioni in atto a Londra è l’integrazione al tessuto culturale ed economico della capitale dei quartieri a sud del Tamigi, tradizionalmente poveri ed emarginati; il quartiere di Southwark, oggi fra i più vitali, ne è l’esempio più eclatante per la varietà di funzioni che racchiude al suo interno.

Tate Modern

Inaugurata nel maggio 2000, la Tate Modern, progettata dagli architetti svizzeri Herzog & De Meuron, ha sede nell’edificio di un’ex centrale elettrica (Bankside Power Station) disegnata da Sir Giles Scott, autore peraltro della celebre cabina telefonica rossa inglese. Il progetto di ristrutturazione ha rispettato pienamente il carattere originale dell’edificio, conservandone l’involucro in muratura e le sembianze di un tempo. Il museo occupa uno spazio enorme: l’edificio è lungo circa 200 metri e dal seminterrato al tetto è alto 30 metri; si sviluppa su 5 livelli, affiancati in verticale alla imponente Turbine Hall. All’esterno l’alterazione più evidente è rappresentata dall’inserimento di una struttura in vetro, la quale contiene i due livelli superiori del museo, da cui si ammira lo splendido panorama del West End e che offre luce naturale alle gallerie, mentre di notte emana una luce bianca limpidissima.

Vista l’affluenza di numerosi visitatori ogni anno sono in corso lavori per l’espansione della Tate. Il nuovo edificio, chiamato Switch House, offrirà 22.492 mq che verranno adibiti a spazi espositivi, sale di formazione, laboratori, uffici, ristoranti, spazi commerciali, terrazze panoramiche. Si svilupperà su 10 piani e sarà collegato al corpo esistente della galleria dai piani 1 e 2 e, a livello 5, attraverso un passaggio esterno. L’inaugurazione ufficiale si svolgerà il 17 giugno 2016.

The Shard

Il famoso Shard of Glass (scheggia di vetro), progettato da Renzo Piano, è il grattacielo più alto dell’Unione Europea. Situato nei pressi della fermata metropolitana London Bridge, l’imponente struttura di vetro si articola come una piramide sfaccettata su otto lati sovrapposti; le pareti esterne, interamente coperte di vetro, sono staccate ed inclinate proprio per dare l’idea delle schegge. Inaugurato il 5 luglio 2012, è alto 310 metri ed è costituito da 87 piani di cui 72 abitabili. E’ visibile da ogni punto di Londra e fornisce una visuale mozzafiato a 360 gradi di tutta la città dalla sua terrazza, la più alta d’Europa: the View.

London City Hall

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La City Hall è il quartier generale del Greater London Authority che comprende il sindaco di Londra e la London Assembly. L’edificio si inserisce all’interno dell’intervento di pianificazione redatto dallo studio Foster & Partners per la sponda meridionale del Tamigi, vicino al Tower Bridge.

Ha una forma veramente inusuale, a bulbo, emblema di una nuova concezione dell’edificio per uffici che si esplica attraverso la modularità e la flessibilità degli spazi interni attraverso l’uso di fonti energetiche alternative rinnovabili.

Il complesso si compone di un livello interrato destinato a luoghi pubblici di ristoro che si affacciano ad un teatro all’aperto e di un volume esterno destinato agli uffici e spazi espositivi. Internamente un percorso a spirale collega i 10 piani terminando in uno spazio panoramico chiamato “il soggiorno di Londra” e destinato a manifestazioni ed eventi culturali.

 

 

Itinerario C – Olympic Park

A nord est del centro della città si trova il Parco Olimpico di Londra, chiamato Queen Elizabeth Olympic Park. Nei giorni delle olimpiadi tenutesi nel 2012, i suoi impianti hanno ospitato le gare di atletica, nuoto, basket, pallamano, ciclismo e scherma. Il parco è stato costruito in una delle zone storicamente più povere di Londra; ancora negli anni duemila, quest’area ospitava rovine di vecchie industrie e zone disabitate. Dopo i giochi gran parte degli impianti sportivi sono stati smantellati e il loro posto è stato preso da nuovi edifici residenziali; lo Stadio Olimpico, l’Aquatics center e il Velodromo sono i tre edifici mantenuti in attività a servizio dei residenti.

Olympic Stadium

Il progetto architettonico, che porta la firma del famoso studio Populous, è stato posizionato sul lato di un’isola, circondato da strade d’acqua su tre lati e facilmente raggiungibile dagli spettatori grazie a cinque differenti ponti di collegamento. Lo stadio, pensato per i giochi come unica arena da 80.000 posti, è stato ridotto ad una capienza di 60.000 e a partire dalla stagione 2016/2017 diventerà la nuova casa del West Ham United.

Aquatics Center

Progettato da Zaha Hadid Architects, si ispira alla forma fluida dell’acqua in movimento, disegnando spazi interni ed esterni che dialogano con il contesto del Parco Olimpico. La copertura ondulata si solleva da terra come un’onda racchiudendo le piscine del centro con un unico gesto unificante. La struttura del tetto è ancorata a terra in tre punti; questa conformazione ha permesso di disporre durante le olimpiadi 7.500 sedute temporanee lungo entrambi i lati della piscina per un totale di 15.000 spettatori, senza ostruzioni visive. Al termine dell’evento le tribune sono state rimosse e sostituite da pannelli vetrati, mantenendo 2.500 posti per permettere lo svolgimento di futuri eventi.

Velopark

Ideato dallo studio londinese Hopkins Architects, il Velopark è un progetto interamente sostenibile. L’edificio è concepito come un organismo in cui ciascun elemento, dal tetto alle fondazioni, è strettamente integrato agli altri. L’involucro sembra avvolgere letteralmente il tracciato di gara interno, evocandone con eleganza il dinamismo. La pista si sviluppa per 250 metri a partire da un basamento in cemento armato dal quale si dipartono, a raggiera, 48 piloni bidimensionali che definiscono la zona d’ingresso e deambulazione, sopraelevata ed interamente vetrata. La copertura, dalla caratteristica forma a sella, è lunga 130 metri ed è estremamente leggera. E’ costituita da coppie di funi in acciaio; il rivestimento è formato da un migliaio di pannelli prefabbricati in compensato di betulla, separati da costole.

 

 

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architette

Arch. Marica Pansini

Arch. Roberta Pollastri

 

Alessandro Romeo Architetti Associati

Architectura – Urban Planning – Design

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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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