Andrea Rocchitelli: “Magenta malata e al minimo storico del suo valore”

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    MAGENTA – Il tema dei collegamenti con Malpensa come “occasione mancata” per lo sviluppo della città, ma più in generale, una critica a tutto campo da una persona che è “innamorato” della sua città, ma che ha il pregio e l’opportunità di viverla anche da fuori, rincasando tutte le sere nella sua abitazione di Corso Sempione a Milano. E quindi, facendo i debiti paragoni, ma anche i distinguo con la frizzante metropoli lombarda che ha posto le basi del suo rilancio con Gabriele Albertini e ora le sta raccogliendo, grazie ad un manager esperto come Beppe Sala. 

    E allora chiacchierando più volte con Andrea Rocchitelli, direttore del Poliambulatorio Medico Santa Crescenzia, nonché noto micropsicanalista che esercita sia su Magenta sia nel capoluogo lombardo, più volte è emerso in questi mesi il rincrescimento rispetto ad una città “che da tempo ha imboccato malinconicamente una strada che porta al declino”.

    Ma Rocchitelli non molla e torna a “pungolare positivamente” l’Amministrazione cittadina ma nel complesso tutti coloro i quali “devono fare la loro parte per riportare Magenta dove merita”.

    Da qui il recente post su Facebook che è una molto di più di una riflessione a voce alta:  “Per alcuni mesi milioni di persone atterreranno e partiranno a 20 minuti da Magenta, città della battaglia e ora città delle occasioni perdute. Che cosa e’ stato fatto per agganciarci a quest’opportunità? Da Magenta potrebbero partire navette per Malpensa dato che abbiamo anche la stazione ferroviaria o semplicemente dei taxi  (a Corbetta c’e’ un bel servizio efficace e gentile di un taxista voluto dall’amministrazione ). Magenta e’ inerme, sprofonda in iniziative da piccolo paese in cui la generosa intraprendenza dei singoli distrae dalla reale assenza di una politica di valore ,lungimirante e concreta. Quanto dovrà aspettare ancora Magenta per rinascere ed essere il centro di riferimento di in territorio importante come era nel passato?Se dopo l’Expo, ora con questo avvicinamento di molte persone al nostro territorio di nuovo non verrà fatto nulla, attendiamo fiduciosi un’altra occasione ma guardiamo in faccia la realtà! Magenta ora è al minimo storico del suo valore e tutti quelli che amano la nostra città non possono che dispiacersi!”.

    Parole dure ma anche appassionate. Da cui ripartire tutti insieme. Ognuno facendo il suo, senza lamentarsi e basta. Ma proponendo prima di tutto.

    Perchè Magenta merita di più. E diciamocelo fino in fondo, se adesso diventa fin troppo facile ‘sparare’ sull’Amministrazione di Chiara Calati, non ci si può dimenticare del lento, ma inesorabile declino che giorno dopo giorno – probabilmente complice anche la crisi economica – la città ha vissuto nel dopo Luca Del Gobbo.  Noi continuiamo intanto a sperare in un rinascimento magentino. Giorno dopo giorno, passo dopo passo. Pancia a terra e …pedalare. Consapevoli che sarà un percorso lungo e faticoso. Ma che si può e si deve affrontare. Insieme.

    F.V.

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