Alfredo Celeste, un uomo libero. Era il giugno 2013, e a difenderlo eravamo soli

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    Nel giugno del 2013, quindi 3 anni e mezzo fa, Ticino Notizie pubblicò una lunga intervista ad Alfredo Celeste, che era nel mezzo della bufera giudiziaria e che veniva difeso da pochissimi. Quei pochissimi eravamo noi. Oggi ripubblichiamo quell’intervista, quanto mai attuale.

     

    SEDRIANO  .Per i lettori di TicinoNotizie un’intervista esclusiva e a tutto campo con il sindaco di Sedriano Alfredo Celeste. Ho curato personalmente questa intervista e debbo dire, ad avviso di chi avrà voglia di leggere questo servizio, che Alfredo è per me un amico, una persona che stimo e a cui mi lega affetto e comunanza politica. Profondo conoscitore dello spirito che da trent’anni lo vede impegnato per il bene della sua comunità e per il primato della politica, quella politica fatta di servizio e di passione.

    Alfredo Celeste
    Alfredo Celeste

    1. Sono stati mesi difficili, sia dal punto di vista politico sia, soprattutto, dal punto di vista umano. Vedendo il tuo aspetto esteriore direi vissuti e attraversati con grande forza e determinazione. A beneficio dei nostri lettori vogliamo ripercorrere, velocemente, le vicende dell’autunno scorso.

    Della vicenda che ha travolto me e l’Amministrazione comunale ne abbiamo parlato diffusamente; ancora ultimamente in una assemblea pubblica dove ho voluto illustrare ai cittadini di Sedriano gli aspetti grotteschi e, nel contempo, drammatici vissuti in questi mesi. Anche con i lettori di TicinoNotizie voglio far parlare le carte, più di quanto possa fare io.

    2. Allora vediamo queste carte.

    Si tratta di documenti ufficiali, verbali e relazioni pubblicate anche sul sito del Comune.
    Partiamo dai verbali di trascrizione delle intercettazioni telefoniche eseguite dal Comando dei Carabinieri Provinciale di Milano. Si legge testualmente: “…L’impressione che se ne ricava è che il sindaco di Sedriano sia personaggio fondamentalmente onesto….”. E ancora: “….In mancanza della presenza si prove documentali… Appare evidente che nessuno fa niente per niente…La ricerca pertanto, delle motivazioni (della contestazione dell’ipotizzato reato, ndr) va trovata nell’appoggio elettorale evidentemente ricevuto da Celeste nel 2009 (in occasione delle elezioni comunali, ndr)…”.
    Ma questo supposto appoggio elettorale è subito smentito dagli stessi inquirenti dove, sempre negli atti, si dichiara: “A differenza di quanto si legge nei paragrafi precedenti a proposito dell’elezione di Zambetti…. Qui non risulta la prova di un preciso accordo illecito preelettorale di compravendita dei voti in cambio di denaro o altre utilità stipulato dall’esponente politico (Celeste, ndr) con gli stessi Costantino e Scalambra”.
    Un altro passaggio fondamentale dove si legge: “Dall’indagine non è emersa la prova che Celeste sapesse dell’appartenenza di Costantino alla ’ndrangheta calabrese. Né vi è la prova che sapesse che Costantino aveva intenzione di coinvolgere gli appartenenti del clan ‘Di Grillo-Mancuso’ nella gestione di alcuni dei lavori pubblici oggetto delle sue promesse sopra evidenziate”.
    E ancora: “… Ora, nessuno dubita di questa asserita incorruttibilità di Celeste, dal momento che non risulta che lo stesso sia disposto ad accettare, a titolo personale, tangenti in denaro in cambio di atti del suo ufficio…”.

    Insomma, Celeste è persona onesta; non ci sono prove e per questo va trovato lo scambio di favori elettorali, poi dichiarati inesistenti dagli stessi inquirenti; si dichiara che Celeste non sapesse dei rapporti di Costantino con i clan della ‘ndrangheta calabrese. Infine, si ribadisce non si può dubitare sulla sua incorruttibilità.
    Allora di cosa stiamo parlando?
    Rimarrebbe in piede la supposta accusa di aver favorito Costantino e Scalambra in appalti o altro. Leggiamo assieme al proposito gli atti.
    Non è stato possibile comprendere se questi e quando questi lavori siano stati compiuti e, soprattutto, da chi. Tali lacune si ritengono superabili mediante l’acquisizione della documentazione presso il Comune di Sedriano”.

    In altre parole il Pubblico Ministero, per non saper né leggere né scrivere arresta Celeste, gli impone la custodia cautelare, lo priva della libertà. Nel frattempo, con calma, andrà a vedere se ci sono documenti o atti che possano avvalorare la sua tesi e giustificarne l’arresto!
    Il dott. D’Amico – Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano – in effetti, successivamente, ha dato incarico ad un perito di verificare gli atti comunali.
    L’ing. Anna Guerriero, appunto all’uopo incaricata, dichiara nella sua relazione che non vi sono appalti concessi o a cui hanno partecipato gli inquisiti o società a loro riconducibili.
    Anzi, cosa curiosa, emerge che lo stesso Scalambra abbia lui versato al Comune dei contributi: 10.000 euro circa per sponsorizzazioni e borse di studio e circa 54.000 euro per oneri di urbanizzazione.
    Ritorna la domanda:allora di cosa stiamo parlando?
    E in conclusione ci si chiede: perché queste cose non sono mai state scritte e dette? Perché gli alfieri della libertà di stampa e i paladini della giustizia tacciono?

    3. In effetti sei stato oggetto di una campagna mediatica senza precedenti. Una campagna che è andata ben oltre il diritto-dovere di cronaca, chiaramente farcita di odio personale e di esaltazione giustizialista. Un trattamento da Santa Inquisizione. I magistrati hanno mosso rilievi, stanno indagando ma tu, fino al giudizio finale, sei un cittadino innocente. Non solo, un cittadino con cariche pubbliche ed eletto democraticamente dai cittadini.
    Nessuno ha pensato di chiedere la tua versione dei fatti, nessuno ti ha dato la possibilità di difenderti. Oggi hai la possibilità di raccontare la tua verità.

    Sono stato oggetto di una campagna diffamatoria ossessiva, partita già un anno prima che scoppiasse il caso giudiziario. Una campagna di odio e di diffamazione incentrata su ben altre vicende (il caso Minetti, ndr) e che nulla aveva a che fare con le questioni di cui si parla oggi. La vicenda giudiziaria ha poi dato fiato alla loro campagna diffamatoria, applicando scientemente la regola del ‘E’ in difficoltà? Diamogli addosso’.
    Di questa campagna persecutoria e diffamatoria la signorina Castano e il signor Mattioni risponderanno in Tribunale. E’ stato aperto, infatti, un procedimento penale nei loro confronti, oggi sono imputati e sotto processo dalla Procura di Biella, il 18 dicembre prossimo è fissata l’udienza preliminare del processo stesso.
    Viene automatico pensare che tutto questo sia stato orchestrato con l’intento di intimidirmi e portarmi a ritirare la querela. Non mi conoscono proprio!
    Anche dal punto di vista deontologico e professionale la vicenda è davvero emblematica. Non mi è mai stato concesso il diritto di replica, mai pubblicata una smentita. E’ questi sarebbero i campioni dell’etica e della moralità?

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    4. Guardiamo ora la vicenda dal punto di vista del cittadino. Nel senso di capire quanto tutto questo ha pesato sull’amministrazione della tua città?

    Indubbiamente tra i cittadini, nel primo momento, quando è scoppiata la ‘bomba’ c’è stato sbigottimento e incredulità. D’altra parte erano accuse infanganti e pesanti.
    Superata però la prima fase – alimentata con furore dalle opposizioni e come abbiamo visto da certa stampa, dando vita a quella sorta micidiale di cocktail mediatico-giustizialista – sono emerse le prime verità, il quadro si è fatto più chiaro. Scaduti gli arresti domiciliari ho potuto toccare con mano la solidarietà di tantissimi cittadini, molte persone hanno manifestato la loro fiducia nei miei confronti comprendendo benissimo come fossi ‘pulito’. Anche a livello di governo del Comune, grazie alla solidità della maggioranza, si è potuto governare ed affrontare la soluzione dei problemi, senza lasciare buchi. Si tenga conto, per esempio, che giusto qualche settimana fa abbiamo approvato il PGT, che rappresenta uno degli atti fondamentali di una amministrazione comunale.
    Non va sottaciuta, infine, la scelta devastante e inopportuna di istituire questa Commissione prefettizia d’indagine.
    Inopportuna perché, come dimostrano gli atti della Procura, non vi sono mai state infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione della cosa pubblica sedrianese.
    Devastante perché infanga la comunità di Sedriano, appagando un capriccio di due parlamentari (Vinicio Peluffo del Pd e Massimo Garavaglia della Lega, ndr) e del Pd locale.
    Di questo dovranno rispondere davanti ai cittadini e agli elettori.
    Infine, questa commissione, composta da 10 persone, avrà un costo che inevitabilmente ricadrà sulla collettività.

    5. Un ultimo aspetto, forse il più importante. Hai voglia di raccontare un po’ del tuo privato? Come hai vissuto intimamente questa vicenda, come l’ha vissuta la tua famiglia?

    E’ stata ed è tutt’ora una grande sofferenza, un’ingiustizia che ti vede impotente, che ti schiaccia. Ho un carattere forte che mi ha portato ad una reazione decisa facendo uso delle energie morali ed etiche che ho dentro. Mi chiedo: e se questo accade ad una persone meno forte?
    Ho trovato grande solidarietà, affetto, aiuto da mia moglie e da mia figlia.
    Ritengo oltremodo ingiusto che anche loro abbiano sofferto per colpe inesistenti e fasulle.
    Vi confesso che ancora oggi, quasi tutte le notti, sia io che mia moglie ci svegliamo di soprassalto alle 5 del mattino, sentendo il citofono suonare. Come fu in quella mattina dell’ottobre scorso. Sono segni indelebili che mi porterò dentro per tutta la vita.
    Devo dire che la fede e la preghiera mi hanno aiutato tantissimo e sono stati fondamentali per superare giornate davvero difficili.

    6. Vuoi lanciare un messaggio di speranza per chi crede in una giustizia giusta e in un Paese davvero libero e libero da ipocrisie?

    Solo chi passa attraverso queste drammatiche esperienze e le vive sulla propria pelle comprende fino in fondo il valore della libertà. Cosa significa affacciarsi alla finestra di casa, vedere camminare per strada le persone e tu impedito ad uscire da un atto di forza e da un sopruso; comprendere l’impotenza e la rabbia davanti ad un enorme ingiustizia e l’importanza di essere liberi, anche in un piccolo esempio come questo.
    Il mio impegno sarà quello di condurre a fianco di tanti altri una battaglia contro l’uso abnorme, anticostituzionale, contro l’uomo, che rappresenta la custodia cautelare preventiva.
    Uno strumento previsto dal legislatore come mezzo estremo e da utilizzare solo in presenza di determinate circostanze e fatti di estrema gravità.
    Oggi, al contrario, utilizzato indistintamente, come strumento coercitivo e di pressione sulla persona. Uno strumento gravido di conseguenze sulla vita e l’equilibrio delle persone e che ti priva ingiustamente del bene più grande: la libertà!

    Fabrizio Garavaglia

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