NewsSport

Alex Schwazer, non ci fu doping: dopo cinque anni la Federazione di Atletica si scusi con il marciatore al quale è stata rovinata la vita

La sentenza del Tribunale di Bolzano apre ulteriori scenari

BOLZANO – Il Tribunale di Bolzano ha chiuso il processo di primo grado per doping nei confronti del marciatore Alex Schwazer. Il gip ha stabilito che i campioni di urina nel 2016 sono stati alterati in modo da farlo risultare positivo. E così non solo il caso è stato archiviato per non aver commesso il fatto, ma il Gip ipotizza i reati nei confronti di chi avrebbe manipolato le provette di Schazer, che sono quelli di falso ideologico, frode processuale e diffamazione. Ricordiamo che il marciatore altoatesino è squalificato fino al 2024 dal Tas di Losanna e non potrà partecipare ai giochi di Tokyo, se mai ci saranno, a meno che non decida di impugnare la sentenza del Tas. Il caso si riferisce alla seconda presunta positività del campione olimpico di Pechino 2008 (nel 2012 lo stesso Alex ammise di avere violato le regole) che gli impedì di partecipare ai giochi di Rio.

Facciamo alcune considerazioni di rito. Anzitutto il ruolo della giustizia sportiva differisce di parecchio da quella ordinaria. Da una parte il Tribunale arbitrale internazionale dello sport con sede a Losanna ha di fatto troncato la carriera di uno dei più forti marciatori al mondo. Dall’altra il tribunale di Bolzano lo riabilita. Fino a che punto potrà servire per ridare dignità ad un atleta 5 anni dopo il fatto? Dopo che il mondo lo ha ritenuto un drogato capace di vincere solo perché dopato pensiamo che tutto si possa chiudere con una sentenza? Non pensiamo proprio. Cinque anni sono tanti, ma se la giustizia arriva dopo tanto tempo avrà svolto una serie di accertamenti che il Tas non ha eseguito. Dall’altra parte c’è il ruolo di una Federazione, quella Italiana di Atletica Leggera, che ci pare abbia troppo frettolosamente scaricato Schwazer una volta provata (da chi?) la sua positività. Una Fidal che non ha mai dato prova di forza e dalla quale ci aspetteremmo quanto meno le scuse ad un suo atleta.

Terzo: il complotto. Che, a questo punto, potrebbe davvero esserci stato. La domanda sorge spontanea: chi ha voluto far fuori Alex? Federazione Internazionale? Laboratorio analisi? Ci rimettiamo alle parole del gip che non meritano altri commenti: “Riteniamo accertato con alto grado di credibilità razionale che i campioni di urina prelevati ad Alex Schwazer il primo gennaio 2016 siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi, e dunque di ottenere la squalifica e il discredito dell’atleta, come pure del suo allenatore Sandro Donati. Esistono forti evidenze del fatto che nel tentativo di impedire l’accertamento del predetto reato siano stati commessi una serie di reati”.

Related Articles

Back to top button

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi