Afterhours trent’anni dopo, Ale Pelizzari: “Un’emozione unica la sera al Forum”

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    MAGENTA –  “E’ stata un’emozione unica. Ma al di là del concerto bellissimo con un Manuel Agnelli ormai artista di livello internazionale, la cosa più bella è stata ritrovarsi a suonare con gli amici di trent’anni fa, con il tempo che l’altra sera magicamente,  non sembrava fosse trascorso”.

    Alessandro Pelizzari, oggi titolare della Grafiche Olivares è un affermato professionista, trent’anni fa era un bravo batterista, tra i soci fondatori degli Afterhours, la band capitanata da Manuel Agnelli, artista poliedrico che negli ultimi anni il grande pubblico della TV ha potuto apprezzare all’interno di diversi programmi a iniziare da X Factor.

    “Manuel – racconta Alessandro Pelizzari – mi ha parlato di questo concerto celebrativo un mese e mezzo fa circa. Mi ha chiamato dicendomi che mi doveva fare una proposta…”. Detto, fatto. “Ci siamo rivisti ancora tre settimane in un pub qui a Magenta. Lui ha insistito tanto, io gli ho fatto presente che malgrado la batteria, sia qui sempre presente nel mio ufficio di lavoro, avevo un po’ giù la mano…”. Ma, evidentemente, Ale Pellizzari ha voluto tenere un profilo basso, visto il messaggino di complimenti che Agnelli gli ha inviato dopo il concerto dell’altra sera. Un riconoscimento prezioso e un segno d’amicizia tangibile prima di tutto.

    Quella che Ale e i diversi musicisti degli Afterhours chiamati a prendere parte a questa eccezionale reunion davanti a oltre 11 mila spettatori in un Forum di Assago stracolmo, è stata la classica “serata da star” da raccontare ai nipotini tra qualche anno… “Un ambiente fantastico ma anche una professionalità incredibile – osserva Pelizzari – è stato bellissimo vedere un pubblico così appassionato, gente che conosceva tutte le canzoni, alcune molto vecchie ed inedite”. 

    Dai ragazzi più giovani a quelli un po’ più ‘maturi’, a dimostrazione che quella degli ‘After’ è stata la classica moda del momento. Al contrario, un fenomeno culturale. “Un percorso artistico – sottolinea Pelizzari – che ha seguito la maturazione di Manuel. Personalmente, poi sono molto orgoglioso di essere stato chiamato da Manuel per questa serata. Significa che a mio modo ha lasciato anch’io un segno”.

    Naturalmente per Pelizzari è stato un momento speciale da condividere anche con la sua famiglia. “Devo dire che mi hanno aiutato sia mia moglie che mia figlia che mi ha accompagnato anche per le prove, è servito sdrammatizzare la situazione che obiettivamente non è da tutti i giorni”.  Da ultimo, un particolare davvero interessante: “Sono salito sul palco in ‘tenuta da lavoro’, ossia, in giacca e cravatta. Manuel lo sapeva e anzi mi ha detto che sarebbe stato bellissimo così…”.   E così è stato.

    F.V.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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