++’Ad Abbiategrasso ho visto le mafie’: la giunta denuncia la giornalista Sara Manisera

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ABBIATEGRASSO E’ destinata a fare discutere, e non certo per qualche giorno, la prima vera decisione politica assunta dalla giunta di Cesare Nai dopo la pausa estiva.

Una decisione che per la verità, come gli addetti ai lavori sapevano da tempo, si parlava nei palazzi della politica cittadina da settimane.

Nello specifico,  la Giunta Comunale di Abbiategrasso, riunitasi lo scorso 1 settembre alla presenza del sindaco Nai e degli assessori Albetti, Baietta, Bertani, Bonomi, Lovati, Petrali e Poggi (erano quindi presenti tutti i componenti dell’esecutivo) ha deliberato di dare mandato al sindaco Nai a sporgere denuncia-querela nei confronti della giornalista abbiatense Sara Manisera la quale “in assenza di qualsiasi elemento di verità a sostegno e senza alcuna giustificazione, ha leso gravemente la reputazione della Città di Abbiategrasso, dell’Amministrazione Comunale e degli Uffici Comunali, affermando che questi siano controllati dalle mafie e che gestiscano gli appalti in accordo con queste. Fatto aggravato dalla circostanza di aver proferito tali affermazioni in diretta Facebook e diffondendo copia del medesimo a terze persone, affinché lo pubblicassero o accettando il fatto che altri lo pubblicassero”, si legge nel verbale di deliberazione della Giunta Comunale pubblicato sul sito web del Comune di Bià.

I fatti sono avvenuti nei mesi scorsi, durante la consegna  del “Premio Nazionale Diego Tajani, quando Sara Manisera ha affermato (qui la giunta riporta il virgolettato) che “ad Abbiategrasso, in provincia di Milano ho visto le mafie entrare nel Comune, negli appalti pubblici, e soprattutto dentro il cemento, perché alle mafie una cosa che piace tanto è il cemento, i centri commerciali, costruire, costruire e costruire” – si legge ancora nel verbale di deliberazione.

“Tale dichiarazione è stata rilasciata durante un prestigioso evento pubblico, in data 8 giugno 2022, in occasione del “Premio Nazionale Diego Tajani”, presso la sala polivalente Falcone e Borsellino di Cutro, con il patrocinio dei Comuni di Cutro, Vietri sul Mare e Reggio Emilia, ed è stata mandata in onda in diretta Facebook dalla Associazione Centro Studi e Ricerche Diego Tajani. A tale evento era altresì presente il Dott. Nicola Gratteri, seduto proprio a fianco della signora Sara Manisera; l’Amministrazione e la città di Abbiategrasso hanno, prima di tale evento, nominato cittadino onorario il Dott. Nicola Gratteri, Procuratore Della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro e già Consigliere della Commissione Parlamentare Antimafia; la condotta della giornalista free lance Sara Manisera lede gravemente la reputazione dell’Amministrazione Comunale di Abbiategrasso, del Sindaco, nella duplice veste di Funzionario e di persona fisica e l’immagine della Città di Abbiategrasso e di tutti i suoi cittadini”.

Da un punto di vista strettamente giuridico (il vicesindaco di Abbiategrasso, Beatrice Poggi, è peraltro un avvocato con decenni di esperienza alle spalle) la contestazione della giunta a Sara Manisera muove dall’art. 595 del Codice Penale (DIFFAMAZIONE AGGRAVATA DALL’USO DEL MEZZO). La giunta ha deliberato di procedere con tutti i passi necessari a formalizzare la denuncia, da cui scaturirà l’iter processuale che proseguirà col proscioglimento dell’accusata o il rinvio a giudizio della stessa, sempre dal quale originerà  poi l’eventuale processo, da celebrarsi con rito ordinario o abbreviato.

Un iter che presupporrà mesi (nel caso si concludesse velocemente) oppure anni, come da costume nel caso della giustizia penale. Un caso, questo è certo di cui si parlerà per lungo tempo. 

CHI E’ SARA MANISERA

34 anni, abbiatense,  Sara Manisera è una giornalista indipendente che collabora con numerose testate nazionali e internazionali, tra cui alcune universalmente riconosciute come Al JazeeraLibérationArteRSIInternazionaleLifegate e The New Humanitarian. Si occupa di donne, società civile e ambiente e ha realizzato reportage in Iraq, Siria, Libano, Tunisia, Kosovo e Bosnia. Nel 2018 ha vinto la Colomba d’Oro per la Pace con il webdoc “Donne fuori dal buio”, realizzato con Arianna Pagani in Iraq e il True Story Award con un’inchiesta sui desaparecidos in Siria.

E’ laureata in Scienze Politiche, con una tesi sul caporalato, lo sfruttamento dei migranti in agricoltura e la ‘ndrangheta a Rosarno, in Calabria. Ha un master in Relazioni del mondo arabo e del Mediterraneo a Beirut, dove ha vissuto dal 2014 al 2017. Si occupa di donne, conflitti e società civile in medio oriente, lavorando principalmente in Libano, Siria, Iraq e Tunisia.  Nel 2019 ha ottenuto un riconoscimento durante il Premio Italo Agnelli.

Dal sito www.saramanisera.com

 

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