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Abbiategrasso: il terrore da Covid (VIRUS CINESE) cancella tutto, giostre, cene ed eventi

Niente luna park, niente cena con Giancarlo Prina.. E a novembre? E a Natale?

 

ABBIATEGRASSO – “La malattia è in circolazione – spiega Bassetti – ma con 55.000 positivi abbiamo 250 persone in terapia intensiva. Si tratta dello 0,5 % mentre a marzo eravamo al 5%. Ormai siamo stabili anche sui casi con circa il 2% dei tamponi positivi. Questo vuol dire che il virus circola ma sempre con la stessa percentuale. Chiaro che al crescere dei tamponi crescono i positivi. Lo stato d’emergenza è utile se serve a sveltire la burocrazia ma dev’essere chiaramente detto che non siamo più alla diffusione che c’era a marzo”.

Crediamo che non serva riportare le parole del dottor Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, nonché ‘scopritore’ del Remdesivir (il farmaco usato per curare anche Donald Trump); il terrorismo da Covid ha un migliore ufficio stampa (basta guardare il TG1 delle ultime sere).

E forse non basta neppure riportare il grafico (aggiornato al 7 ottobre) con cui Regione Lombardia ed il sistema sanitario monitorano ogni giorno le chiamate al 118 per problemi respiratori o sintomatologie compatibili col Covid, da cui si evince (provincia per provincia) che i numeri sono inferiori persino rispetto a febbraio (il grafico è quello sottostante).

Non serve. E’ bastato che la paura (sentimento comprensibile, dopo quanto è successo nei mesi scorsi in Lombardia e in Italia) montasse un po’ perché ad Abbiategrasso, in poco più di 24 ore, si cancellassero praticamente tutti gli eventi fissati in ottobre.

Quindi, dopo la delibera di giunta di cui avevamo parlato e che indicava chiaramente i paletti per ingresso e fruizione delle giostre (percorsi separati, controllo temperatura, igienizzazione), il sindaco Cesare Nai e la giunta hanno annunciato ieri la cancellazione del luna park in piazza Vittorio Veneto, dal 16 al 19 ottobre prossimi.

Non solo: salta anche la cena che segnava il rientro di Giancarlo Prina (Charly), venerdì 16 ottobre in villa Umberto, così come la cena siciliana fissata (sempre a villa Umberto) questa sera, venerdì 9. In questo caso si tratta di una location privata, che avrebbe comunque ospitato non più di 50 persone, ma obiettivamente i proprietari hanno dovuto fare i conti con tutte le norme che si sarebbero dovute osservare scrupolosamente. Una scelta (va detto) che diversi cittadini abbiatensi, sui social network (compresa la pagina Facebook del nostro quotidiano on line), hanno salutato e giudicato con favore.

Andrebbe (o va..) tuttavia registrato che il tutto avviene come se Abbiategrasso fosse l’esatto opposto di un’isola felice. Ieri sera, al cinema Nuovo di Magenta, più di 150 persone (distanziate) per il Cineforum di Marco Invernizzi e l’Hammamet con Favino e la recitazione di Fabrizio Tassi, critico abbiatense (presente in sala). Ha riaperto anche il teatro Lirico, con due spettacoli (a fine settembre) andati regolarmente in scena senza intoppi.

Ora, possiamo capire il timore derivante da assembramenti alle giostre. Ma come mai in ogni paese attorno ad Abbiategrasso mascherine, distanziamento, misuramento temperatura ed igienizzazione delle mani sono SUFFICIENTI per organizzare una cena o uno spettacolo,  e ad Abbiategrasso NO?

Capitolo scuole: al 5 ottobre i dati sul contagio riguardavano lo 0,021% degli studenti (fonte Ministero Istruzione) e lo 0,047% dei docenti.

A Corbetta si ripropone la festa del Perdono e si portano le giostre in piazza (a settembre), come a Vigevano (adesso), ma non basta neppure quello.

E così avremo una festa di Abbiategrasso senza fiera, senza giostre, coi negozi aperti (speriamo almeno quelli) e forse un mercatino agricolo in piazza Castello domenica 18, sempre che non salti pure quello (a Magenta e Corbetta lo stanno proponendo seranamente, ogni sabato).

Il problema, a meno che in una due settimane il numero dei positivi cali drasticamente e il terrorismo mediatico si conceda una pausa, si porrà per Abbiategrasso anche a novembre: al posto di Abbiategusto (che non ci sarà, decisione già presa i mesi scorsi) cosa si organizzerà, con questo clima di caccia alle streghe (del contagio)?

Bella domanda. Perché poi, a stretto giro di posta, arriverà il Natale. E con la speranza che non salti fuori qualcuno ad ammonire sulla potenziale pericolosità di trasmissione del virus a causa delle luminarie, arriveremo a gennaio. Quando Abbiategrasso (come Magenta) patirà come prevedono commercialisti, associazioni datoriali e di categoria la perdita del 20, del 30 o anche del 40% di attività commerciali che spariranno. Lasciando Abbiategrasso e tutte le altre città non solo Covid free, come tutti auspichiamo ed in attesa del vaccino, ma anche ‘vita sociale e commerciale’ free. E quello sarà un danno ben più grave anche del virus arrivato dalla Cina (questo aspetto, i terroristi mediatici, sembrano dimenticarlo un po’ troppo spesso, e allora lo facciamo noi).

Complimenti, terroristi del Covid: avete vinto un’altra battaglia.

Fabrizio Provera

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Redazione Ticino Notizie

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