Abbiategrasso, il sogno di Gabriele e il Corriere. Non facciamolo smettere di sognare

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    ABBIATEGRASSO – Te ne stai in un bar di viale Mazzini, lunedì pomeriggio assolato, seduto al tavolino di un bar dove dietro il bancone c’è una giovane ragazza che rimanda a un bellissimo pezzo di Francesco Guccini, Autogrill…

    La ragazza dietro al banco mescolava
    Birra chiara e Seven-up
    E il sorriso da fossette e denti
    Era da pubblicita’
    Come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill
    Mentre i sogni miei segreti
    Li rombavano via i TIR.
    Bella d’una sua bellezza acerba
    Bionda senza averne l’aria
    Quasi triste, come i fiori e l’erba
    Di scarpata ferroviaria
    Il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere
    Che tracciavo con un dito
    Dentro ai cerchi del bicchiere

     

    Poco lontano c’è Giovanni il Filosofo, astante e maschera del quotidiano, che da anni scruta l’orizzonte, immobile, a fianco di molti dei  bar abbiatensi. E rimugini che la vita è vissuta da quasi tutti noi con sufficienza e superficialità. Senza slanci, senza motivi per cui valga davvero la pena di viverla. Lo pensi e ci rimugini in attesa che arrivi il consigliere con delega alle Pari Opportunità, Sara Valandro, che quando prende a cuore una causa diventa forte e impetuosa come uno Tsunami, parco inclusivo docet.

    E’ stata lei a conoscere, durante il viaggio di alcuni studenti abbiatensi ad Auschwitz, Gabriele e sua madre. Gabriele è diventato cieco a 8 anni, ma non ha smesso di credere e inseguire il sogno, suonare il piano. La musica, le note, le melodie di Chopin con cui riempie il salotto di casa, un’abitazione semplice ma decorosa, ordinata, il pc in un angolo, i libri di Osho e i romanzi sugli scaffali, i genitori adoranti mentre l’amica e bravissima collega del Corriere Giovanna Maria Fagnani lo intervista, la straordinaria Marcella Milani che fotografa con l’anima, Sara Valandro si emoziona. Le magnifiche foto che corredano questo pezzo sono di Marcella.

    No, il sogno di Gabriele vale la pena di essere sostenuto, condiviso, abbracciato, sparso come una fiamma di passione che divampa e incendia le persone. Sino alla fine. Oggi ne ha parlato il Corriere, il sindaco di Magenta Calati si è impegnata a riparlarne col ministro all’Istruzione Bussetti, Gabri suonerà al Consiglio comunale dei ragazzi di Abbiategrasso, lunedì 3 giugno alle 20.30 nella sala consiliare del castello Visconteo,  ed altre iniziative sono già pronte,  del resto il ciclone Valandro è in piena.. ‘esecuzione’.

    Leggete il bel pezzo di Giovanna, carezzate il suo sogno, spargetelo. E sostenetelo. Quando siamo andati a trovarlo, all’uscita da casa, nel caldo tepore delle 19 che cullava la Folletta, ci è sovvenuto un altro pezzo di Guccini, in pratica sconosciuto ma struggente, Samantha. La vita, in fondo, può essere molto più dell’attesa rimuginante di un lunedì pomeriggio, e di una bella ragazza dietro il bancone di un bar.

    Samantha scende le scale di un policentro attrezzato comunale
    trent’anni e poi l’appartamento sarà suo, o meglio, dei suoi genitori
    che ogni mese devono strappare il mutuo da uno stipendio da fame. Ma Milano è tanto grande da impazzire e il sole incerto becca di sguincio in questa domenica d’ Aprile
    ogni pietra, ogni portone e ogni altro ammennicolo urbanistico.

    Ma Samantha saltella, non sa d’avere lunghe gambe da cervo e il seno, come si dice, in fiore, teso sopra un corpo ancora acerbo e Samantha, Samantha ancora non sa d’avere un destino da modella, corre allegra lungo i graffiti osceni delle scale, quasi donna, quasi
    bella. E fuori Milano muore di malinconia, di sole che tramonta là in periferia, di auto del ritorno, famiglie, freni e gas di scarico. Lontano il centro, è quasi un altro mondo, San Siro un urlo che non cogli a fondo, ti taglia un senso vago di infinito panico.

    No, il sogno di Gabriele non merita davvero di essere spezzato.

    Fabrizio Provera

     

     

     

    La scuola musicale di Magenta taglia le iscrizioni. L’appello dell’aspirante pianista non vedente. La mobilitazione di insegnanti, genitori e ragazzi. In campo anche il sindaco Chiara Calati. Chiesto l’intervento del ministro dell’Istruzione Bussetti

    Gabriele, iscritto alla terza media nella scuola Vivaldi di Abbiategrasso, mentre si esercita al piano nella sua casa al quartiere Folletta (foto di Marcella Milani)
    Gabriele, iscritto alla terza media nella scuola Vivaldi di Abbiategrasso, mentre si esercita al piano nella sua casa al quartiere Folletta (foto di Marcella Milani)

    Gabri fa la terza media alla Vivaldi di Abbiategrasso. Torna da scuola e si siede alla tastiera. Suona anche tre ore al giorno, poi il sabato la mamma lo porta a Milano, dal suo maestro, il pianista Silvio Pasquini, a sua volta non vedente. «Penso alla musica come il mio futuro lavoro — dice Gabri — Vorrei fare il professore d’orchestra, certo, se ci riuscirò, o magari diventare insegnante di musica». Ma a stroncare le sue speranze è arrivata una doccia fredda.

    Il 14enne vorrebbe iscriversi a un liceo musicale, un corso di studi raro: in Lombardia ne esistono solo 16. Tre a Milano, uno in provincia: il liceo Quasimodo di Magenta, a dieci chilometri da Abbiategrasso, e ben servito dai mezzi pubblici. Perfetto, perché i genitori di Gabri non guidano. E, invece, la prima classe del musicale quest’anno non si farà. Troppo pochi gli iscritti: al 31 gennaio erano 12 di cui 10 idonei. La preside Donata Battaglia allarga le braccia: «Siamo molto dispiaciuti. Molti pensano che questo sia un corso a senso unico, invece è un liceo a tutti gli effetti, che apre a tutte le facoltà — spiega la dirigente (del resto, gli altri indirizzi del Quasimodo sono strapieni, con lista d’attesa) — . Spero che sia solo un incidente di percorso e che si riparta l’anno prossimo».

    Non si arrendono invece i professori e gli allievi degli anni successivi, che hanno organizzato flash mob di sensibilizzazione nei comuni della zona. «Con le nostre iniziative siamo arrivati a 16 iscritti potenziali» spiegano dal Comitato Genitori, che fa appello al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, per una deroga. A sostenerli, anche il sindaco di Magenta Chiara Calati e il vicesindaco Simone Gelli.

    Ma l’appello più accorato arriva da Gabriele e dai suoi genitori. La trasferta per gli altri «musicali» a Novara o a Milano (più lontani e sovraffollati) metterebbe in serie difficoltà la famiglia. Inoltre, il giovane, restando a Magenta, potrebbe crescere nell’autonomia. Andare in autobus con i compagni, conoscere altri musicisti della zona, magari formare un ensemble o una band. Gabri si ribella a chi gli dice di scegliere un’altra scuola e cambiare al secondo anno: «Non c’è un’altra scelta, il mio liceo è il musicale, la musica mi dà qualcosa che niente altro può darmi — spiega —. Io non suono solo perché mi dà soddisfazione. Quando lo faccio non sono solo io ad esprimermi, anche chi ascolta mi lascia qualcosa di sé, è per questo che voglio farne la mia vita». A sostenerlo c’è anche Sara Valandro, consigliere per le pari opportunità di Abbiategrasso. «Gabri ha talento, è tenace. A cosa serve la politica se non a superare gli ostacoli, in casi come questi?».

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