Abbiategrasso: i pronostici dei bookmakers, tra il 25-30 di Nai e il 18-24 degli ‘inseguitori’

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    Osservatori divisi in due: chi vede un ballottaggio tra Nai e Granziero e chi, invece, scommette su Finiguerra e De Angeli

     

    ABBIATEGRASSO – Su una sola cosa sono tutti d’accordo: fare un pronostico sul primo turno delle elezioni comunali di Abbiategrasso è un’impresa ardua. Ai limiti dell’impossibile, metterebbe in difficoltà persino il mago di Arcella..

    Nel fine settimana, partecipando agli incontri dei candidati, abbiamo voluto mettere a confronto le opinioni e le previsioni di osservatori (ed anche di diversi candidati consiglieri).

    Il quadro che ne è esce è composito. Soltanto Cesare Nai, alfiere del centrodestra, sembra considerato quasi del tutto certo di andare al ballottaggio del 25 giugno. Già, ma con quale percentuale? Al momento, nei sondaggi demoscopici nazionali il centrodestra viene dato tra il 28 e il 30%. Ed infatti la forchetta assegnata a Nai va dal 25 al 30%, pur dovendo valutare con attenzione quanta parte di elettorato moderato o centristra potrò ‘distrarre’ la lista di Luigi Tarantola ma soprattutto Domenico Finiguerra, autentica e grande incognita di questa tornata. Su Nai, peraltro, potrebbero convergere parecchi voti del gruppo riconducibile a Marco Scotti, Adolfo Lazzaroni ed Angelo Ceretti.

    Se infatti Emilio Florio, Claudio Pirola e Tarantola stesso sono dati (tutti e tre assieme) a circa il 10%, il restante 90% è da dividersi tra Nai, Granziero, i Cinque Stelle e Finiguerra.

    E qui si aprono diversi scenari. Quanto vale, ad Abbiategrasso, un Pd che a livello nazionale sta tornando a sfiorare il 30%? C’è chi dice 15, chi 18, chi 20, chi persino 24.

    La verità sta nel mezzo? Non necessariamente. Se Energie Per Abbiategrasso- la civica a sostegno del giovane assessore- raccogliesse tra il 3 e il 5-6% dei consensi, allora è verosimile accreditare Granziero di un consenso che va tra un minimo  del 18 e un  massimo del 23-24%. Non è una differenza da poco: nel primo caso andare al ballottaggio sarebbe difficile, nel secondo molto più probabile.

    Ci sono poi i 5 Stelle, molto più agguerriti che a Legnano o Magenta. Sicuramente si tratta di persone dalla scarsa esperienza (e molti di loro sono pure poco conosciuti), ma l’entusiasmo e il lavoro che si protrae da mesi li rendono competitor temibili. Già, ma quanto? I 5 Stelle valgono, a livello nazionale, tra il 27 e il 30%. Mantenere tutti quei voti, a livello locale, è impossibile. Accreditarli di una forchetta compresa tra il 15 e il 22%, invece, appare più realistico. Ma anche qui.. Col 15% è difficile pensare a una De Angeli al ballottaggio, mentre col 22…

    A fronte di tutto questo, la vera impresa appare quella di stimare con esattezza quanto pesa elettoralmente Domenico Finiguerra.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il precedente del 2012- 3.153 voti di lita, 24.4%, e 3.920 voti al candidato sindaco, 26.7%–  vale relativamente, perché è indubbio che 5 anni fa (un’era preistorica, politicamente parlando) l’ex sindaco di Cassinetta fece il pieno o quasi di voti grillini.

    Che quindi, ora, si potrebbero ‘elidere’ coi voti dei 5 Stelle presenti sulla scheda elettorale. Ma diversi elementi portano i bookmakers a considerare Finiguerra temibile: le due liste, piene di giovani (pochissimi i volti conosciuti, tuttavia), la capacità di parlare a fette di elettorato inattese (attenzione ai voti moderati che potranno attirare persone come Carlo Magani, e magari qualche scontento ex amministratore rimasto in panchina), ma soprattutto la sagace opera di ‘riposizionamento politico’ che Finiguerra sta attuando. Assieme alla capacità comunicativa che, al momento, lo mette davanti a tutti (a seguire Granziero e Nai, che stanno scaldando ora i motori).

    Insomma, mutuando il titolo del celebre film con Eddie Murphy e Dan Aykroyd, a Bià si prospetta un ballottaggio per quattro (o quasi).

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