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Abbiategrasso, gagliardetti alpini al vento per l’ultimo viaggio di Alfonso Latino

 

ABBIATEGRASSO – E’ finita come era giusto che fosse: con i fratelli alpini stretti attorno al feretro, i gagliardetti al vento, canti della corale e saluto tra commilitoni, amici del gruppo alpini e componenti delle associazioni combattentistiche e d’arma.

I funerali di Alfonso Latino, capogruppo degli alpini di Abbiategrasso, hanno richiamato questo pomeriggio centinaia di persone nella chiesa di san Pietro apostolo.

Alla presenza della moglie, dei figli e dei nipoti, del sindaco Cesare Nai e del suo vice Roberto Albetti, la chiesa non è riuscita a contenere amici e conoscenti, assiepati lungo la via e la piazzetta a fianco dell’edificio.

Nel corso dell’omelia don Giuseppe ha ricordato la straordinaria umanità, gli slanci di sincera generosità che hanno segnato la vita di Alfonso, ‘e certo che 63 anni sono pochi per morire, c’era ancora tanta strada da percorrere assieme ai propri affetti. E se noi ci arrabbiamo col Signore per una morte così prematura, allora vuol dire che Gli siamo vicini, che ne sentiamo la presenza’.

Sì, 63 anni sono pochi e dimostrano che, come sempre in questi casi, l’uomo vede ma non comprende.

Alfonso ha lasciato la vita terrena, ha continuato il sacerdote, ricevendo i sacramenti e l’estrema unzione, affidando così la sua anima al Dio evocato nella sempre bellissima preghiera dell’Alpino, recitata sul finire della Santa Messa.

La corale alpina ha accompagnato l’intera funzione, intonando una bellissima Ave Maria. Prima dell’ultimo viaggio la salma è stata benedetta di fronte alla chiesa, cinta in silenzioso affetto dai fratelli alpini, i quali ancora una volta hanno dato una dimostrazione esemplare di compattezza, fratellanza e cameratismo.

Valori antichi, per alcuni meramente simbolici e nulla più. Nella realtà più profonda delle cose, invece, questi sentimenti sono il lascito secolare di una Tradizione che affonda le sue radici in una dimensione più alta, che attinge al Rito e segna in profondità la vita di chi, come Alfonso Latino, ha sempre inteso la propria vita come parte di qualcosa di più grande. Come segno di un’appartenenza.

E’ così che si squarcia il velo del tempo, e si rimane per sempre nella mente e nel cuore delle persone conosciute in vita.

Ed essendo state tante, com’era appunto prevedibile, sarà il caso che Abbiategrasso pensi in fretta al modo migliore di ricordare e commemorare- quindi non disperdere- la testimonianza appassionata di Alfonso Latino.

Ad altiora semper, Alfonso.

F.P.

 

 

 

 

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