Abbiategrasso: Finiguerra, il Macron che viene da sinistra con un credito verso la fortuna

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    ABBIATEGRASSO – Nelle non molte visite che abbiamo effettuate tra aprile e giugno ad Abbiategrasso (una decina in tutto), la cosa che più ci ha colpito è stata l’analisi di uno dei ‘senatori’ della politica abbiatense, l’imprenditore ed ex assessore Marco Scotti, che richiesto di un parere su Domenico Finiguerra ci disse ‘è uno che conosce il mestiere della politica alla perfezione’.

    Difficile dar torto a Scotti. Chi avrebbe pronosticato un 26% al primo turno e un 49 (e rotti) per cento al ballottaggio per l’ex sindaco di Cassinetta?

    Nessuno. Dopo l’esclusione per un pugno di voti al ballottaggio del 2012 (quando, sulla scorta dell’onda grillina, se fosse andato contro Arrara molto probabilmente Finiguerra avrebbe prevalso), il politico che viene da una chiara storia di sinistra- dal Pds al consiglio nazionale dei Verdi- si candida alle Europee del 2014 con la lista Tsipras, ottenendo 11.188 preferenze ma rimanendo al palo.

    E mentre l’80% della versione Cambiamo Abbiategrasso 1.0 lo abbandona, Finiguerra si rimette ‘en marche’, per dirla alla Macron (il parallelo non è casuale), aggrega due nuove liste e si ripresenta. Oltre la destra e la sinistra, per dirla con Alain De Benoist. Similmente al presidente francese, Finiguerra ‘spacca’ i poli a livello cittadino, aggrega gente di centrodestra come Carlo Magani e Alberto Gornati, svuota il serbatoio grillino e perde solo perché di fronte si trova un candidato robusto e solidissimo come Cesare Nai.

    Anche perché, in termini di pura comunicazione e meccanica politica, Abbiategrasso è una città dove le dinamiche conservatrici sono ancora forti.

    Detto questo, Finiguerra ha compiuto un altro miracolo rimasto a metà, fermandosi a un passo dalla meta. Dichiara già di voler ripartire, ma non sarà facile (occhio però a sottovalutarlo). Ma gli basterà, la dimensione locale? E quando ci saranno Regionali e Politiche, chi o come  potrebbe offrirgli una candidatura? Finiguerra è sicuramente una macchina da consenso, ma che sta passando a una insidiosa dimensione di autoreferenzialità politica (al di fuori dei confini ‘daziari’ di Bià).

    Di certo, i numeri attestano che Cambiamo Abbiategrasso- cinque anni dopo- è ancora il primo partito di Abbiategrasso. E questo, volenti o nolenti, è un dato clamoroso.

    F.P.

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