Abbiategrasso elezioni, esclusivo: parla Domenico Finiguerra. Quello nuovo. E dice che..

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    Faccia a faccia col candidato sindaco di Cambiamo Abbiategrasso e Abbiategrasso Bene Comune, che chi scrive dava per spacciato e politicamente tramontato. E che invece, secondo molti osservatori, andrà al ballottaggio

    ABBIATEGRASSO  – Una premessa s’impone. Chi scrive e firma questa intervista ha osteggiato duramente Domenico Finiguerra per anni, quando le televisioni correvano a Cassinetta e nessuno aveva il coraggio di contrapporsi frontalmente.

    Contestai la vergognosa gazzarra sotto la casa di Alberto Fossati nel 2003, quando solo una persona difese l’allora sindaco da un’orda di maleducati (ero io); Finiguerra non era fisicamente lì ma a qualche distanza, ma non ricordo condanne di quel gesto disdicevole.

    Non ho mai sottaciuto l’abilità politica e mediatica dell’ex sindaco di Cassinetta. Sottostimai la sua forza nel 2012, quando gli attribuivo il 10-12%: prese il doppio dei voti, e se fosse andato al ballottaggio (che mancò per un pugno di voti) avrebbe sicuramente potuto vincere. Non ho mai apprezzato il radicalismo ambientalista, con venature pauperiste e anti economiche (specie agli inizi) che ritenevo profondamente errate. Non mi piacque la sua danza coi Folletti, ballo per lui concluso (s’accorgerà che è una fortuna, a parere di scrivente). E altre cose.

    Dopo la mancata elezione alle Europee del 2014, e la diaspora che vaporizzò in un colpo solo circa l’80% delle persone che formarono Cambiamo Abbiategrasso nel 2012, davo Finguerra per spacciato, al tramonto.

    Abbandonato dai migliori dei suoi fu compagni di strada (in primis Fabrizio Tassi), preconizzavo un suo graduale sunset boulevard (per usare quel gergo filmico che a Fabrizio, che ci sta leggendo, piace e anzi ci insegna).

    Poi un venerdì sera di fine marzo siamo andati alla Premiata Salumeria Meloni, un po’ per curiosità, un po’ perché c’era bel tempo, per vedere un negozio di straordinaria bellezza e perché, da destrorso non pentito, so bene che ci sono molte più ragazze a sinistra che a destra..

    E quello che ci abbiamo visto, lo confessiamo, ci ha stupito. Lo capirete leggendo (tutta, mi raccomando) questa lunga intervista.

    Leggetela bene, da cima a fondo. Domenico Finiguerra è tornato e si è ripreso il centro della scena. E sapete perché? Perché ha perso. E come insegna il più grande allenatore italiano di pallacanestro, Andrea Trinchieri, la sconfitta è condizione essenziale per ottenere la vittoria. Soprattutto se ti guardi dentro, cogli i tuoi limiti strutturali, li guardi in faccia e cerchi di superarli. Gli errori, le paure.

    La realtà è che Domenico Finiguerra è cambiato. Sono cambiate (alcune sue) parole d’ordine. E’ parzialmente cambiato il suo posizionamento. Sono cambiati certi toni. Si sono smussati gli angoli.

    Fossimo nei panni degli avversari di Finiguerra,  noi staremmo accorti. Assai. Buona lettura.

     

    Se dovessimo fare un titolo, diremmo (e abbiamo detto) ‘Finiguerra sfonda a destra’. Ma in realtà dove comincia, questa nuova avventura politica di Domenico Finiguerra?

    ‘La prima tappa risale al 2015, quando il gruppo storico di Cambiamo Abbiategrasso incominciò ad incontrare altre realtà come Abbiategrasso Bene Comune. Abbiamo fatto un lavoro sottotraccia, coinvolgendo parecchie persone con parecchia voglia di fare. Moltissime delle quali del tutto nuove alla politica”

    Cosa provasti quel giorno del 2012, quando per poche decine di voti mancasti il ballottaggio?

    “La prima cosa? Alcuni toni usati (da altri, più che da me) furono eccessivi e fecero passare di me un’immagine sbagliata, perché non reale. Di campagne elettorali ne ho fatte parecchie..

    Ma tu, personalmente, cosa sbagliasti nel 2012?

    “Ho delegato, forse troppo, alle persone sbagliate”

    Però avevi coinvolto persone di indubbio ed elevato spessore.. Rimpiangi quelli che non ci sono più?

    “No, perché forse non capirono Domenico Finiguerra.  Nel 2012 ci presentammo con una lista civica secca, pulita. Perse le elezioni, cominciammo a fare una vera e dura opposizione, senza sconti. Anche perché era opinione condivisa che questa città era in uno stato di arretratezza su certe strutture perché non c’era mai stata una vera opposizione, più che morbide alcune volte si trasformavano in maggioranza”

    Ma com’è cambiato Finiguerra, dal 2012 ad oggi? La persona, prima del politico.

    “Forse è cambiato il mio atteggiamento rispetto alla politica, che per me resta un’arte nobilissima. Ma che si può esplicare se mette insieme valori ed idee forti assieme a concretezza e pragmatismo. Ora Abbiategrasso, secondo me, necessita di persone e mentalità radicalmente nuove”.

    Nel 2012 la tua fu una quasi vittoria, primo partito della città. Poi ti sei candidato alle Europee del 2014, senza essere eletto. Io personalmente credevo che a quel punto la tua corsa si fosse interrotta, pensavo che avessi perso. Per sempre. Perché hai ricominciato il cammino? Da cosa sei ripartito?

    “La forza me la danno la mia famiglia e la mia città, che vorrei migliorare”

    Ti senti e reputi ancora una persona di sinistra?

    “Io mi sento un ecologista, penso che la parola sinistra oggi abbia perso il suo significato. Se oggi dici sinistra le persone ti dicono precarietà, flessibilità, difficoltà di arrivare a fine mese. Tutte cose che la sinistra ha contribuito ad accentuare”.

    Un ecologista, quale tu ti senti, come reagisce di fronte alla crisi economica?

    “Alle elezioni Europee puntai allo sviluppo in chiave ecologica dell’economia, quindi innovazione tecnologica ed ambiente, bellezza, facendolo in maniera intelligente”

    E’ per questo che con te ci sono anche imprenditori, come Carlo Magani?

    “Bisognerebbe chiederlo a loro, tuttavia penso a una frase di quello che resta forse il più grande politico ecologista italiano di sempre- Alex Langer- secondo cui per arrivare alla conversione ecologica serve il consenso. Non nel senso dei voti, deve diventare un desiderio sociale”

    Alex Langer ebbe un rapporto particolare anche con la fede in Cristo. Tu che rapporto hai, con la fede?

    “Preferisco non parlare di aspetti così personali. Langer diceva che se vuoi cambiare una città non puoi usare il manganello della politica, devi convincere i tuoi cittadini, altrimenti diventeranno avversari dell’ambiente”.

    Alex Langer

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Ritieni che Langer sia il tuo modello politico di riferimento?

    “E’ uno di loro, per esempio assieme ad Antonio Gramsci assieme alla sua intelligenza perduta. Durante il fascismo, nel processo a Gramsci il pubblico ministero Isgrò disse testualmente  ‘bisogna impedire al cervello di Gramsci di funzionare per venti anni’, anche e la storiografia attribuisce tale obiettivo a Mussolini, che appunto aveva grande stima della mente più lucida del Partito Comunista. E il problema era proprio l’arretratezza culturale, ieri come oggi”

    Hai parlato di Vivere la Nebbia, creata dalla prima giunta Ceretti nel 1994. Pensi fu una buona idea?

    ‘Sì, certo, c’ero anche io in quell’Amministrazione. Fu un’idea geniale, perché con pochissimi soldi si attirò l’interesse di tutta l’area metropolitama. Come il Festival Internazionale del teatro, che nacque in una stanza della coop Rinascita, su impulso di persone che avevano un pensiero di lungo raggio su Abbiategrasso. Quindi se dico che occorre rivedere Abbiategusto, intendo che deve produrre cambiamento culturale”.

    Perché Finiguerra ha perso per strada i compagni del Folletto?

    “Questo bisognerebbe chiederlo a loro”.

    I contatti con loro si sono interrotti nel tempo?

    “Sì, si sono interrotti”

    Di questi ultimi 5 anni cosa salvi, della giunta Arrara?

    “L’intervento dell’amianto dai tetti delle scuole, che concordammo. E poi.. sai che è dura? Mi verrebbe da dire l’attenzione ai servizi sociali, però è ovvio, il livello di assistenza è sempre stato alto”

    E invece qual sono a tuo avviso i tre errori principali?

    “Intanto non aver mai ascoltato l’opposizione, che peraltro sarebbe stato comodo per loro”

    Perché è successo?

    “Forse per la paura di dar ragione alle minoranze, anche se a volte venivano bocciati dei nostri emendamenti che la settimana dopo tornavano con la veste del Pd. Bastava un minimo di onestà intellettuale”

    La questione piscina, invece?

    “Vicenda emblematica del modo in cui sono stati affrontati alcuni aspetti, promettendo il miraggio della piscina nuova si è persa di vista la manutenzione”

    Pgt: ti accusavano di fare utopia importando il modello consumo di suolo zero da Cassinetta a una realtà come Abbiategrasso. Oggi se toccasse a te decidere, cosa faresti?

    “Comincerei a pensare quello che suggerisce lo stesso mercato immobiliare: quando partemmo nel 2002 a Cassinetta la decisione del consumo zero fece scalpore, oggi invece lo fanno tutti”

    La rivendichi come tua scelta che ha precorso i tempi?

    “Mia e di tanti altri, non ero solo”

    Cosa resta del gruppo di Cassinetta che vinse nel 2002?

    “Quando finii di fare il sindaco non volli più fare intromissioni”

    E i dissidi con Michele Bona?

    “Non ho condiviso alcune sue scelte”

    Forse ti resta vicino Andrea Frassoni..

    “Bisognerebbe chiederlo a lui”

    Oggi, quindi, di cosa necessita Abbiategrasso a livello urbanistico?

    “Serve uno sforzo sul recupero dell’invenduto e delle aree dismesse, ma serve una riflessione nazionale”

    Oggi chi ti piace, nel panorama politico italiano?

    “Credo nessuno, abbiamo perso una occasione dopo le Europee 2014  senza trasformare l’Altra Europa in Altra Italia”

    Perché i Verdi italiani non hanno più una casa, un partito?

    “Perché non hanno fatto quello che diceva Langer, non hanno lavorato a un progetto culturale e metapolitico, come invece ha fatto Beppe Grillo parlando a tutti i cittadini, senza usare l’asse destra sinistra”

    Tu hai votato qualche volta, per Grillo?

    “No”

    E cosa non ti piace del suo messaggio?

    “Grillo lo conosco personalmente, mi ha invitato due volte a parlare nei suoi spettacoli”

    Personalmente come ti sembra?

    “Un uomo geniale e un animale politico, non è solo un attore. Non mi convince questo fatto di chiudersi alle alleanze, il che ha precluso molte cose. Peraltro, insieme agli altri Comuni virtuosi, rivendico che lanciammo il premio Comuni a Cinque Stelle. E da dove prese, Grillo, il nome del suo Movimento?”

    Nel loro incontro pubblico, di recente, hanno detto di essere stati i primi a dire No alla strada per Malpensa. Insomma..

    “Buffagni, sulla vicenda di Cracco, ha inviato un documento a Raffaele Cantone che conteneva  la mia dichiarazione sul caso.. Vabbè..”

    Dell’operazione Cracco cosa non ti è piaciuto?

    “Cracco non lo conoscevo neanche, non ho neppure Sky a casa. Non mi è piaciuta la filosofia di fondo. Non mi è piaciuto Annunciata Milano”

    Tu cosa avresti fatto, invece?

    “Anzitutto penso sia stata una grande mancanza di rispetto per le eccellenze del territorio, con cui peraltro ho avuto degli screzi..”

    Qualche volta anche Domenico Finiguerra ha sbagliato?

    “Certo, ci mancherebbe. Nel caso della discussione con Ezio e Maurizio Santin, litigai per la pedonalizzazione della piazza di Cassinetta. Penso che avere consegnato nell’anno di Expo, nella città di Abbiategusto, un’Annunciata a Cracco sia stata una scelta poco sagace a livello politico. Si è persa una grande opportunità”

    Lele Granziero è il volto giovane che schiera il Pd. E’ un avversario che temi?

    “Io temo tutti gli avversari e li rispetto tutti”

    Come vedi i 5 Stelle di Abbiategrasso?

    “Non li conosco, conoscevo il gruppo di prima che adesso in buona parte è venuto con noi”

    E perché questi ragazzi si sono distaccati dal Movimento 5 Stelle?

    “Anche qui bisognerebbe chiederlo a loro, ma del resto sono cose e dinamiche comuni a molte parti d’Italia”

    Però, a livello nazionale, Grillo cresce

    “Cresce perché usa molto la metapolitica”

    Molti osservatori attenti dicono che al ballottaggio andranno Nai e Finiguerra..

    “E’ la sensazione che abbiamo anche noi”

    E non hai paura che il tuo consenso venga eroso dai  5 Stelle e da Barbara De Angeli?

    “Beh certo, in una qualche misura avverrà”

    E dove andrai a prendere i voti che servono?

    “Penso dappertutto”

    Anche nel centrodestra?

    “Anche, e anche nell’area del Pd”

    Che cosa farai da subito, nel caso di vittoria il 25 giugno?

    “Un esposto alla Corte dei Conti per il Pronto Soccorso di Abbiategrasso”

    Su quale base?

    “Sono state utilizzate ingenti risorse pubbliche per il nuovo ospedale, e il Pronto Soccorso chiuso la notte credo sia un danno per la popolazione”

    E’ una battaglia che si vince a livello comunale?

    “La battaglia si vince partendo dalle scuole  e cercando di creare lavoro”

    Ma tu credi che un sindaco possa produrre posti di lavoro, oggi?

    “Un sindaco può mettere in campo connessione tra reti e imprenditori”

    Come hai trovato Carlo Vichi?

    “Era il nostro primo incontro, una mente molto lucida e determinata. E’ un uomo e un imprenditore che ha tantissima fretta. Un sindaco, oggi, deve essere facilitatore”

    Chi sarà il tuo vicesindaco? Una donna che vorresti in giunta?

    “E’ ancora prematuro, credo. Sulla giunta stiamo facendo dei ragionamenti particolari”

    Alberto Gornati sarà in giunta con te, se vincessi?

    “Credo sia presto..”

    Qual è il miglior pregio di Domenico Finiguerra?

    “Che mi fido delle persone”

    E il tuo peggior difetto?

    “Che mi fido delle persone”

    Una persona che ti stimava, ed era con te, dice che Finiguerra ‘è un uomo solo al comando’..

    “Basta guardare a fianco e vedere quante persone ci sono, assieme a noi, questa sera alla salumeria Meloni”

    Fattelo dire da una persona, come me,  che spesso ti ha osteggiato. Ho visto Finiguerra con a fianco molte squadre diverse, negli anni; squadre e persone che però, nel tempo, si sono perse. Vero o falso?

    “Forse Finiguerra ha perso i pezzi quando era all’opposizione, quando ha vinto meno. Fare opposizione logora, nel mio caso non ha logorato me, ma chi se ne è andato”

    Fabrizio Provera

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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